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Manovra Correttiva alla Legge Finanziaria: misure allo studio, dal caro accise ai tagli ai ministeri

Manovra Correttiva alla Legge Finanziaria: misure allo studio, dal caro accise ai tagli ai ministeri

Gli interventi allo studio del governo italiano per riequilibrare i conti sollecitati dall'UE

da in Crisi economica, Economia, Finanza, Tasse
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    Manovra Correttiva alla Legge Finanziaria: misure allo studio, dal caro accise ai tagli ai ministeri

    L’Europa chiede di rivedere i conti e l’Italia prova ad aggiustarli con una manovra correttiva che il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan tiene a precisare ‘non è estemporanea’, ma mira a ridurre il debito “nel nostro interesse con una strategia che protegge la crescita”. L’allarme per questa manovra finanziaria bis è su una possibile stangata per i cittadini, anche se dal governo si precisa che i punti della manovra si collocano invece in un ‘quadro di coerenza di bilancio’ che non andrà a penalizzare i contribuenti italiani. Secondo le previsioni sulla nuova manovra, le misure di aggiustamento dei conti pubblici italiani su cui si lavora dopo le richieste dell’Ue “porteranno alla riduzione del debito netto strutturale di circa 0,2%, portando il deficit al 2,1% del Pil”. Il pericolo concreto è quello di trovarsi davanti a una classica manovra depressiva, una manovra finanziaria basata su tagli, sull’aumento di tasse piuttosto che su investimenti mirati o sullo stimolare l’occupazione. Padoan ha precisato che il denaro non verrà recuperato con nuove tasse: “Un miliardo di euro è atteso da maggiori entrate, sono esclusi interventi sull’Iva e sulle agevolazioni fiscali e sono esclusi interventi di voluntary disclosure”, ha spiegato il ministro. Allora vediamo di seguito quali sono, in definitiva, le misure allo studio per la manovra finanziaria correttiva di aprile 2017

    Niente interventi sull’Iva né sulle agevolazioni fiscali: la manovra correttiva studiata dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan si farà, ma senza questi strumenti. Almeno è così che Padoan ha presentato la manovra bis che integra la legge finanziaria, durante un question time al Senato non proprio seguito (in Aula erano veramente pochi). D’altronde la manovra bis è ritenuta necessaria per evitare una procedura di infrazione “estremamente allarmante. Questa procedura comporterebbe una riduzione di sovranità sulle scelte di politica economica e pesanti costi a seguito del probabile aumento dei tassi di interesse”, mette in guardia Padoan, che conferma che la manovra finanziaria sarà pari allo 0,2% del Pil, e annuncia i tempi: queste misure saranno “adottate al più tardi entro fine aprile” ma “è molto probabile anche prima”.

    Senato   Question time con il ministro Padoan


    (02-02-2017 Senato – Question time con il ministro Pier Carlo Padoan. Nella foto l’Aula vuota durante il suo intervento)

    I malumori per il possibile aumento delle tasse per accontentare Bruxelles sono numerosi, tanto che – come facilmente immaginabile – la politica sta cavalcando l’argomento, e la domanda che un po’ tutti si stanno facendo è “Dove il governo troverà le risorse necessarie a fare quadrare i conti se non ci saranno nuove tasse o accise? Si spera in nuove entrate dalla lotta all’evasione e in nuovi tagli di fondi ai ministeri, perché entro aprile la nuova manovra finanziaria correttiva chiesta dall’UE dovrà prevedere la copertura di oltre tre miliardi di euro.

    In cosa consisterà dunque questa manovra bis? Secondo quanto ipotizzato da Padoan, un quarto dell’importo arriverà da “tagli di spesa selettivi”. Il novanta per cento di questi tagli riguarderà i consumi della Pubblica amministrazione, il resto si tradurrà in interventi sul credito di imposta. Gli altri tre quarti dell’importo complessivo arriveranno da maggiori entrate, una parte significativa delle quali dalla lotta all’evasione fiscale. Il Governo conta di incassare infatti “un miliardo di maggiori entrate da misure contro l’evasione”. Ma, scandisce Padoan, “sono esclusi a questi fini ulteriori round di voluntary disclosure”. Fin qui, rivendica il ministro, l’esecutivo ha mantenuto il giusto equilibrio tra rigore dei conti e spinta sulla crescita “in un quadro di coerenza di bilancio”.

    Circa 800 milioni possono essere recuperati dai tagli alla spesa nei conti dei Ministeri, prima di tutto, da estendere eventualmente ad altre amministrazioni centrali.

    Circa 1,5 miliardi possono essere incassati da un aumento delle accise sulla benzina (le ipotesi parlano di rincari fino a 2 punti) e sulle sigarette.

    Un miliardo di euro può essere risparmiato con la lotta all’evasione fiscale. Nelle valutazioni della commissione Ue sui conti italiani è entrata anche la richiesta dell’Italia per l’ok all’estensione dello split payment e alla sua applicazione fino al 2020.

    Un massimo di 150 milioni è il gettito atteso da possibili interventi su alcuni crediti d’imposta specifici per alcun settori.

    Le nuove misure della manovra correttiva, sottolinea Padoan, non impediranno al Governo di stanziare oltre un miliardo di euro per fare fronte alle conseguenze del terremoto. Gli fa eco anche il premier Paolo Gentiloni nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri: “Abbiamo anticipato ieri nella lettera che il ministro dell’Economia ha inviato a Bruxelles la necessità di ulteriori risorse, almeno un miliardo che nel prossimo periodo sarà necessario. Intanto però non possiamo aspettare chissà quali superiori determinazioni. Ci siamo presi le nostre responsabilità. Siamo convinti che la risposta data all’Ue sia in linea con le regole”.

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