Limiti​,​ regole​, eccezioni del pagamento coi voucher​ Inps

Quali sono i limiti annuali di reddito per i buoni lavoro?

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    Limiti​,​ regole​, eccezioni del pagamento coi voucher​ Inps

    Continuiamo l’approfondimento della questione dei voucher lavoro Inps. I buoni lavoro utilizzati per retribuire il lavoro accessorio sono al centro del dibattito economico e politico, con il governo Gentiloni che ha in cantiere delle modifiche per evitare il referendum abrogativo proposto dalla Cgil. Vediamo quali sono i limiti, le regole e le eccezioni del pagamento coi voucher​.

    COSA SONO I VOUCHER? DOMANDE E RISPOSTE SUI BUONI LAVORO INPS

    I buoni lavoro prevedono infatti limiti annuali di reddito, più stringenti nel caso in cui il prestatore stia percependo prestazioni di sostegno al reddito come la mobilità. E vedremo inoltre cosa succede in caso di infortunio durante una prestazione di lavoro accessorio: il lavoratore è coperto o no?

    Limite di reddito annuo dei voucher

    I compensi per il prestatore non possono superare i 7000 euro netti (9.333 euro lordi) nel corso di un anno. Il limite annuo viene calcolato dal 1 gennaio al 31 dicembre, il cosiddetto anno civile. Il prestatore può essere retribuito dallo stesso committente (imprenditore commerciale o libero professionista) fino a 2.020 euro netti (2.693 lordi) all’anno. I limiti di reddito, spiega l’Inps, sono “annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati”. La soglia di 7000 euro netti è in vigore dal 2015.

    ​Compatibilità dei voucher con il sostegno al reddito

    Il limite annuo varia per i prestatori percettori di misure di sostegno al reddito: il totale percepibile in voucher è di 3000 euro netti (4000 euro lordi). L’articolo 48 del decreto legislativo n. 81 del 2015 prevede che le prestazioni di lavoro accessorio possano essere rese “in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite complessivo di 3000 euro di compenso per anno civile, anche essi rivalutati, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito. L’Inps provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio”. Entriamo nello specifico con tutte le informazioni sulla compatibilità e la cumulabilità del lavoro accessorio con le varie prestazioni a sostegno del reddito, esaminando la circolare Inps.

    Voucher in mobilità

    Anche per il 2017 l’indennità di mobilità è interamente cumulabile con i compensi in voucher Inps, nel limite complessivo di 3000 euro all’anno. Il beneficiario dell’indennità di mobilità deve comunicare all’Inps, entro cinque giorni dall’inizio dell’attività di lavoro accessorio, il compenso che ne deriverà.

    Voucher con la NASPI

    L’indennità di mobilità NASPI è cumulabile con i compensi derivati dai voucher lavoro Inps, nel limite di 3000 euro all’anno. Il beneficiario della NASPI è tenuto a comunicare, entro cinque giorni dall’inizio dell’attività di lavoro accessorio, il compenso che ne deriverà.

    Voucher con la disoccupazione agricola

    I voucher lavoro sono cumulabili con la disoccupazione agricola, sempre nei limiti di 3000 euro anni. “In considerazione del fatto che l’indennità di disoccupazione agricola viene richiesta ed erogata nell’anno successivo a quello in cui si è verificato lo stato di disoccupazione” l’Inps ricorda che “la cumulabilità con tale prestazione deve essere valutata con riferimento all’eventuale attività di lavoro accessorio svolta nell’anno di competenza della prestazione”.

    Voucher con la Cassa Integrazione Guadagni

    Anche per la cumulabilità dei buoni lavoro con la CIG vale il limite di 3000 euro annui. Le remunerazioni da lavoro accessorio che superino questa soglia non sono integralmente cumulabili e verranno ricalcolati.

    VOUCHER: CHI SONO IL PRESTATORE E IL COMMITTENTE

    Infortunio durante il lavoro accessorio

    ​In caso di infortunio durante il lavoro accessorio, il committente deve fare la denuncia e il prestatore ha diritto alle prestazioni. Ricordiamo infatti che nei 10 euro lordi del buono lavoro sono compresi i contributi previdenziali Inail.