L’UE ridimensiona le stime di crescita e di deficit dell’Italia

L’UE ridimensiona le stime di crescita e di deficit dell’Italia

Per la Commissione pesano il voto USA e l'incertezza legata al referendum

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    L’UE ridimensiona le stime di crescita e di deficit dell’Italia

    Il risultato elettorale negli Stati Uniti, l’incertezza politica e le ripercussioni sull’economia europea che potrà avere, ha portato la Commissione europea ha rivedere leggermente le stime di crescita e di deficit del governo italiano. I dati riportati nelle previsioni economiche d’autunno, pubblicate il 9 novembre, parlano infatti di un aumento del Pil al + 0,9% invece che al + 1%, dato ipotizzato dall’Italia nella legge di bilancio 2017. Secondo la relazione della Commissione, tale livello di crescita verrà raggiunto solo nel 2018, anno in cui invece il governo Renzi si aspettava un +1,2%.

    Per quanto riguarda il deficit, invece lo scostamento tra le stime europee e quelle italiane è molto più significativo: secondo la Commissione sarà pari al 2,4% del Pil nel 2016 e nel 2017 e salirà poi al 2,5% nel 2018. Invece il governo italiano prevedeva un deficit all’1,2% per il 2018.

    Anche il debito stimato dalla Commissione è leggermente più alto: il 133% del Pil per il 2016, contro il 132,8% previsto dal governo Renzi, in crescita al 133,1% per il 2017 (il governo stimava invece una diminuzione al 132,6%) e nel 2018 (130,1% secondo il governo italiano).

    Durante la conferenza stampa per la presentazione delle previsioni economiche di autunno il commissario UE agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici ha spiegato i motivi di questi ridimensionamenti delle stime: “La ripresa resta modesta a causa di limitazioni di natura finanziaria e dell’incertezza. Tutto ciò ostacola una ripresa più forte”.

    A ciò si aggiungono anche i rischi rappresentati per l’economia italiana dall’incognita referendum: “Derivano dall’incertezza politica, specialmente dovuta al referendum del 4 dicembre sulla riforma costituzionale”.

    “Capiamo le difficoltà economiche e sociali dell’Italia”, ha continuato, e per questo la commissione europea “ha accompagnato le riforme”, concedendo flessibilità di bilancio nel 2016. Ora, ha proseguito Moscovici, “dobbiamo tener conto in modo giusto e proporzionato delle spese per i migranti e delle calamità naturali“, come accade per tutti gli altri Paesi europei.

    Il commissario ha concluso infine che il dialogo fra Bruxelles e Roma “prosegue in modo positivo e costruttivo”.

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