Sciopero Poste Italiane: 4 novembre sportelli chiusi

Sciopero Poste Italiane: 4 novembre sportelli chiusi

Presidi sono organizzati in tutto il Paese

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    Sciopero Poste Italiane: 4 novembre sportelli chiusi

    Seguiamo da vicino lo sciopero di Poste Italiane del venerdì 4 novembre 2016, quando in tutta Italia i cittadini rischieranno di trovare sportelli chiusi e presidi di protesta contro la privatizzazione dell’azienda. C’è da dire che i lavoratori delle Poste stanno in agitazione già dal 24 ottobre, e fino al 23 novembre prossimo hanno stabilito l’astensione dalle prestazioni straordinarie e aggiuntive, ovvero i dipendenti fanno lo sciopero degli straordinari. Le organizzazioni sindacali di categoria hanno quindi organizzato per il prossimo 4 novembre uno sciopero generale con manifestazioni, cortei e presidi in tutta Italia. Vediamo i dettagli e gli aggiornamenti in tempo reale sullo sciopero delle Poste Italiane del 4 novembre 2016

    Cosa chiedono i lavoratori delle Poste Italiane che hanno deciso di aderire allo sciopero del 4 novembre 2016? Il processo di privatizzazione che sta investendo Poste Italiane, voluto dal Governo, non piace a diversi lavoratori. Dallo scorso anno il 35 per cento di Poste Italiane non è più pubblico. Oltre a chiedere il mantenimento dell’azienda a maggioranza pubblica, i sindacati hanno quindi deciso di protestare per rivendicare gli investimenti previsti dal piano industriale, cioè il miglioramento del servizio di recapito postale quotidiano (e non a giorni alterni) e una valorizzazione dei dipendenti attualmente trattati come semplici venditori alla rincorsa dell’obiettivo di budget, e non come personale a servizio del cliente. “Il Governo Nazionale non ascolta – denunciano le organizzazioni sindacali locali -, ha sospeso in questi giorni l’operazione, ma tiene efficace il decreto che stabilisce la cessione dell’ulteriore quota del 30% ad azionisti privati e la cessione rimanente del 35% a Cassa Depositi e Prestiti”.

    Dei maggiori sindacati italiani, solo i lavoratori della Uil non aderiranno allo sciopero delle Poste Italiane. Di seguito le sigle aderenti: Slc-Cgil, Slp-Cisl e Failp-Cisal. ”La protesta ha fondamento nello scontento e nel disagio profondo che i lavoratori postali vivono ogni giorno – spiega la segretaria provinciale del Slp Cisl Messina, Gisella Schillaci – una riorganizzazione del recapito che fa acqua da tutte le parti e che vede l’azienda lasciare allo sbando un servizio essenziale.

    C’è una popolazione di giovani lavoratori a cui i genitori, a costo di immensi sacrifici, hanno ceduto il posto, sono lasciati a sopravvivere una vita a metà perché hanno un contratto part time, lavoratori negli uffici postali e negli staff allo stremo delle forze per la carenza di personale che è enorme e che non consente un normale svolgimento delle attività”. Poi ci sono i problemi locali. In Valle d’Aosta, ad esempio, i timori sono per i taglio ai dipendenti e per la chiusura degli uffici postali situati nelle vallate laterali. “La riorganizzazione del settore prettamente postale verrà avviata nel corso del primo trimestre del prossimo anno – spiegano ancora i sindacati – e comporterà la consegna della posta a giorni alterni sulla nostra Regione e conseguentemente una riduzione dei posti di lavoro che, ad oggi, andrà ad impattare sulle assunzioni a tempo determinato”.

    Nelle diverse regioni d’Italia saranno organizzati presidi e manifestazioni nelle principali città, che seguiremo in questo spazio con aggiornamenti in tempo reale, soprattutto dalla piazza più calda, ossia da Roma, dove per la manifestazione nazionale del 4 novembre sono già stati organizzati diversi pullman. A Bologna è in programma un corteo da porta Lame fino alla sede di Poste in via Zanardi, dove i sindacati terranno anche un comizio. A Palermo è stata organizzata una grande manifestazione regionale.

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