Servizio Civile Universale, cos’è e cosa cambia

Servizio Civile Universale, cos’è e cosa cambia

Le novità per i giovani nella riforma del Terzo Settore

da in Disoccupazione, Economia, Lavoro, Riforme
    Servizio Civile Universale, cos’è e cosa cambia

    La riforma del terzo settore è al via con il cosiddetto servizio civile universale, che il governo Renzi ha approvato in via definitiva alla Camera il 25 maggio 2016, dopo quasi due anni di consultazioni e approfondimenti sul tema. In cosa consiste e cosa cambia con l’entrata in vigore delle nuove norme? Abbiamo riassunto di seguito le principali novità destinate a una platea di circa 100 mila volontari.

    Anche se si chiama universale non tutti possano accedervi. Il nuovo servizio civile è a disposizione di 100 mila ragazzi residenti in Italia che ogni anno possono decidere (su base volontaria) di aderire o meno presentando una domanda in seguito alla pubblicazione del bando ufficiale. Il governo ha previsto un nuovo bando per coprire 40 mila posizioni.

    Il bando per gli incarichi di servizio civile volontario viene pubblicato alcune settimane mesi prima rispetto a quando dovrà iniziare effettivamente il periodo di attività. Quindi di solito in primavera escono i bandi per assegnare gli incarichi prima dell’estate per chi dovrà cominciare a gennaio dell’anno successivo. Una commissione di esperti valuta entro un mese i requisiti dei candidati ad un progetto e assegna i volontari in base alle loro attitudini, esperienze e capacità.

    Chi può partecipare al bando per il servizio civile?Possono partecipare i ragazzi dai 18 ai 28 anni, sia italiani che stranieri purché siano residenti in Italia da almeno cinque anni (prima era destinato solo agli italiani).

    Quanto tempo dura il Servizio Civile Universale? Prima della riforma il servizio civile volontario durava 12 mesi, mentre con la riforma durerà dagli 8 ai 12 mesi. Si tratta di una flessibilità che consente a chi non vuole dedicare un intero anno al volontariato di candidarsi lo stesso. Due mesi del totale dovranno essere trascorsi in Europa, affinché possano acquisire competenze linguistiche e sentirsi più europei. L’obiettivo finale è quello presentato nel progetto Odysseus, ovvero un servizio civile europeo.

    E’ possibile svolgere attività di servizio civile presso tutti quegli enti che non hanno scopo di lucro, quindi che sono no-profit.

    Verranno coinvolti anche i Comuni, con progetti nell’ambito della riqualificazione delle periferie. Inoltre sono stati presi accordi con vari ministeri – come quello dell’Agricoltura, per i progetti contro gli sprechi alimentari, o quello dei Beni culturali, per la tutela del patrimonio, o ancora quello della Giustizia, per la tutela della legalità.

    I volontari potranno svolgere attività in enti no profit che si occupano di istruzione, sanità, ambiente, integrazione, sviluppo e valorizzazione dei beni culturali. L’obiettivo è di dare l’opportunità ai ragazzi di difendere, tutelare e proteggere il patrimonio del nostro Paese in maniera pacifica partendo dall’articolo 52 della Costituzione che parla della difesa non armata della patria.

    Il totale dello stipendio per i giovani che decidono di svolgere il servizio civile non cambia: il guadagno ammonta a 433,80 euro netti al mese. È possibile però che venga prevista un’indennità aggiuntiva nel caso di servizio all’estero, per coprire in parte le spese di trasferta. L’esperienza all’estero dà la possibilità di acquisire conoscenze non formali (lavorare in squadra, problem solving), che verranno anche riconosciute come crediti formativi.

    709

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN DisoccupazioneEconomiaLavoroRiforme
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI