Nomi di aziende famose, cosa vogliono dire davvero e perché sono stati scelti?

Nomi di aziende famose, cosa vogliono dire davvero e perché sono stati scelti?

Mele, finestre e incroci si nascondono nella nostra vita quotidiana

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    Nomi di aziende famose, cosa vogliono dire davvero e perché sono stati scelti?

    Comprereste un telefono della Mela? Lavorereste con la nuova versione di Finestra? Andreste a fare la spesa all’Incrocio o guidereste una macchina Ascolta? Se avete risposto no, sappiate che probabilmente lo state già facendo. I nomi delle aziende famose, come quelli dei prodotti più noti, hanno spesso dei significati precisi: a volte sono abbreviazioni, altre volte sono evocativi della storia aziendale, spesso nascono per caso o per una felice intuizione. Il successo del prodotto e del brand tende a far dimenticare cosa vogliano dire i nomi, soprattutto per i non anglofoni che non immaginano neanche cosa possa significare un certo termine. I marchi più famosi fanno ormai parte della nostra vita quotidiana, ma li conosciamo davvero a fondo? Abbiamo selezionato alcuni dei brand più noti e abbiamo indagato sui loro nomi: ecco il risultato.

    Apple: tutti sanno che il colosso di Cupertino deve il suo nome a un frutto, la mela, ma nessuno sa ufficialmente perché Steve Jobs lo scelse. Il primo marchio in assoluto fu un disegno di Isaac Newton seduto sotto il famoso albero di mele, ma già il primo computer, Apple I, aveva come logo una mela colorata; qualche anno dopo arriva il morso, cioè bite in inglese, che ricorda i byte tecnologici. Perché Jobs l’abbia scelto rimane un mistero: lui, forse scherzando o forse no, nel 2007 disse di averlo voluto per essere prima di Atari nell’elenco telefonico. Tra l’altro, il nome del fondatore in italiano si può tradurre con Stefano Lavori.

    Windows: tutti ormai sanno anche che la creatura di Bill Gates significa ‘finestra‘. Il motivo è più tecnico, meno misterioso e poetico visto che indica che le interfacce di programmazioni sono a finestre.

    Samsung: il colosso asiatico ha un nome che significa ‘tre stelle‘ e rappresenta le tre virtù dell’essere grandi, numerose e potenti come le stelle in cielo.

    Carefree: dall’informatica ai prodotti femminili con un brand che significa ‘senza preoccupazioni‘, a indicare che le donne possono sentirsi libere e soprattutto fresche anche nel periodo mestruale.

    Carrefour: simili per assonanza ma diversissimi per tutto il resto, la nota catena di supermercati ha un nome francese che tradotto significa ‘incrocio‘ perché il primo negozio fu aperto a un incrocio ad Annency.

    Amazon: rimaniamo in tema di shopping ma sul web con il colosso creato da Jeff Bezos che ha scelto un nome ispirandosi al Rio delle Amazzoni, il fiume più largo e pieno del mondo, perché cercava qualcosa di esotico che fosse di buon auspicio per il futuro dell’azienda e che comparisse tra le prime voci negli elenchi alfabetici.

    Lego: i mattoncini più amati dai bambini e dai grandi di tutto il mondo hanno un nome che è tutto un programma visto che nasce dall’unione di ‘Leg Godt‘, espressione danese che vuol dire ‘gioca bene!‘.

    Starbucks: la catena di caffé e mokaccini più amata nel mondo deve il suo nome a un personaggio di Moby Dick, il romanzo di Herman Melville, e precisamente al primo ufficiale della baleniera Pequod che si chiama proprio Starbuck. Anche il logo, con la sirena a due code, è d’ispirazione marinara.

    Nikon: più sobria la spiegazione del nome per il colosso giapponese che ha scelto la contrazione di ‘Nippon Kogaku’, cioè ‘ottica giapponese‘.

    Canon: per la par condicio, riportiamo anche il motivo del nome della concorrenza, nato nel 1935 dalla semplificazione di Kwanon o Kannon, divinità buddista della misericordia.

    Auchan: altra realtà della grande distribuzione e altro nome composito, nato dall’unione di ‘Hauts Champs’, cioè ‘campi alti‘, zona di Roubaix dove venne aperta la prima sede.

    Pepsi: se la concorrenza deve il suo nome ai due ingredienti principali della prima ricetta (la coca e la cola, noce ricca di caffeina), l’altro colosso della cola ha scelto il nome dall’enzima pepsina, che aiuta nella digestione ed è presente nella noce di cola.

    Sony: tornando in campo tecnologico, troviamo il nome del colosso giapponese, nato ufficialmente nel 1958, dall’unione dei termini sonus, dal latino suono, e sonny boy, espressione dello slang americano che indica persone sveglie, usata in giapponese per i giovani destinati a rapide carriere.

    Ikea: più semplice la storia del colosso svedese dell’arredamento, nato come acronimo delle iniziali del fondatore, Ingvar Kamprad, e di quelle della fattoria, Elmtaryd, e del villaggio, Agunnaryd, in cui abitava da giovane.

    Skype: il nome è stato voluto dagli sviluppatori Niklas Zennström e Janus Friis dopo che il domino Skyper, prima scelta nata dalla combinazione di skycielo – e perabbreviazione di peer to peer, era già stato occupato.

    Volkswagen: la nota azienda automobilistica tedesca ha radici nella controversa storia recente della Germania. Voluta da Adolf Hitler nel 1937 per dare un’auto a ogni cittadino tedesco, ha un nome che significa letteralmente ‘auto del popolo‘.

    Wendy’s: non sarà molto nota in Italia, ma negli Stati Uniti la catena di hamburger è una vera istituzione. A chiamarla così fu il fondatore Dave Thomas che scelse il nome del gatto della figlia.

    Virgin: tutti invece conoscono l’azienda di sir Richard Branson e le sue tante declinazioni. Come spesso accade, il nome Virgin, cioè vergine, è nato come una felice intuizione durante una delle prime riunioni perché erano tutti “vergini” per il mondo degli affari.

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