Calcolo Pensione: scopri la tua con il simulatore INPS

Calcolo Pensione: scopri la tua con il simulatore INPS

I calcoli sulle future pensioni dei 30enni e 40enni di oggi

da in Economia, INPS, Pensioni
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    Calcolo Pensione: scopri la tua con il simulatore INPS

    Sul sito dell’Inps è disponibile interrogare il Simulatore per il calcolo della pensione, un utile strumento per il lavoratore contribuente per sapere a quanto ammonterà davvero la sua pensione futura. Per accedere alla propria scheda basta accedere al sito e avere a portata di mano il pin personale, ma di seguito vi sveliamo le previsioni elaborate dal simulatore INPS. Va detto comunque che si tratta di previsioni piuttosto ottimistiche in quanto basate su una crescita della retribuzione pari all’1,5% annuo, oltre l’inflazione, ma il dato fa comunque riferimento alla quota totale di contribuzione versata dai lavoratori all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, senza calcolare eventuali interruzioni. Quanto prenderà di pensione chi oggi ha 30 o 40 anni? Vediamolo nel dettaglio.

    Pensione vecchiaia
    Pensione anticipata
    Data di pensionamento
    01/11/56
    01/09/53
    Ultima retribuzione lorda stimata
    2.330 euro
    2.228 euro
    Importo lordo pensione mensile
    1.749 euro
    1.443 euro
    Stima di pensione netta mensile
    1.401 euro
    1.187 euro

    Stando a quanto simulato da ‘La Mia pensione INPS’, un dipendente che oggi ha 30 anni e che prende 1000 euro netti al mese potrà andare in pensione di vecchiaia nel 2056 con un vitalizio pari a 1.749 euro lordi, il 75% di una retribuzione lorda mensili stimata pari a 2.330 euro. La pensione al netto delle imposte potrà dunque essere di 1.401 euro.

    Pensione vecchiaia
    Pensione anticipata
    Data di pensionamento
    01/11/45
    01/07/42
    Ultima retribuzione lorda stimata
    4.555 euro
    4.356 euro
    Importo lordo pensione mensile
    3.326 euro
    2.690 euro
    Stima di pensione netta mensile
    2.374 euro
    1.999 euro

    In base alle stime Inps, basate su una crescita della retribuzione pari all’1,5% annuo (da molti analisti giudicata ottimistica), i lavoratori che oggi hanno 40 anni e che guadagnano uno stipendio mensile netto di duemila euro potrebbero incassare nel 2045 – maturando la pensione di vecchiaia – un assegno pensionistico pari a 2.374 euro netti, ossia il 73% della retribuzione finale lorda stimata in 4.555 euro al mese.

    Anche se la situazione di ogni lavoratore è uguale a se stessa, per i lavoratori precari che hanno un passato contributivo discontinuo – ad esempio chi ha lavorato in maniera saltuaria con contratti che ora non esistono neanche più – e che in media hanno guadagnato uno stipendio di 900 euro, potrebbero avere un assegno pensionistico inferiore all’assegno sociale attuale, quindi intorno ai 450 euro. Diversa situazione per i lavoratori autonomi, ad esempio gli artigiani che andranno in pensione nel 2040, con 45 anni di contribuzione, potrebbero arrivare a prendere 1.900 euro mensili. La pensione di un impiegato del settore privato con busta paga netta di 1.200 euro mensili potrebbe aggirarsi intorno ai 1.400 euro mensili, mentre per un commerciante che ha pagato i contributi all’Inps sulla base del reddito d’impresa (minimo imponibile pari a 15.548 euro annui nel 2016), potrebbe contare su un assegno pensionistico di circa 770 euro mensili.

    Una volta entrati nel sito dell’applicativo dell’Inps per il calcolo delle pensioni future vi consigliamo di verificare al meglio la vostra posizione calcolando via web una proiezione quanto più vicina alla realtà.

    Prima di tutto va controllato il registro della propria posizione contributiva, che deve essere corrispondente ai versamenti effettivamente svolti nell’arco degli anni. Poi sarebbe bene abbassare il parametro che identifica la crescita del Pil, inserendo un tasso annuo dell’1% anziché dell’1,5%, dato che la previsione decisamente ottimistica stimata dall’INPS non tiene conto del fatto che l’Italia non sta crescendo a ritmi così elevati. Ultimo elemento da controllare è il dato sulla retribuzione, che spesso non aumenta nel corso della carriera lavorativa.

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    In arrivo nelle case di sette milioni di italiani, le prime buste arancioni (150 mila) sono già state spedite a lavoratori del settore privato, commercianti e autonomi, i quali potranno controllare le informazioni di base presenti con la stima dell’estratto conto contributivo, e la previsione del rapporto tra contributi versati, pensione futura e possibile data di entrata in pensione. Secondo le simulazioni dell’Inps, coloro che avranno avuto carriere senza buchi contributivi potranno raggiungere una pensione che sarà mediamente più bassa di un quarto (25%) rispetto alla generazione nata nel decennio 1940/1950. Il problema è che per molti precari l’importo della pensione sarà addirittura inferiore all’attuale assegno sociale: ossia meno di 450 euro (448,52 euro) per 13 mensilità (5.830,76 euro annui nel 2015).

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN EconomiaINPSPensioni Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27/04/2016 16:13
     
     
     
     
     
     
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