I Panama Papers spiegati con un cartone

I Panama Papers spiegati con un cartone
da in Economia, Evasione fiscale, Finanza, Frode fiscale, Fumetti, Panama Papers, Scandali, Storie pazzesche
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 06/04/2016 18:06

    panama papers

    Conoscere e comprendere tutti i dettagli dei Panama Papers italiani (e non) potrebbe essere l’ultima cosa che fate nella vita, vista la mole di documenti di cui stiamo parlando, che non solo riguardano le attività di migliaia di banche e società sparse nel mondo – alcune controllate da politici e capi di stato – ma attraverso i quali si possono scoprire anche le reti globali di corruzione e di evasione fiscale. Grazie al redditor DanGliesack, sul web sta circolando una sorta di fumetto, un cartone che aiuta a capire, grazie alle vignette, come funziona l’utilizzo dei paradisi fiscali. Lo potete sfogliare nelle schede seguenti.

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    I Panama Papers sono faldoni di documenti che riguardano le attività di una delle più importanti società del mondo che si occupa di creazione e gestione di società off shore. Il loro nome deriva dal fatto che la società coinvolta è la Mossack Fonseca, che ha sede nel paese centro-americano di Panama. Per capire meglio in cosa consiste il lavoro di questa società, ci affidiamo alle illustrazioni di un fumetto. Partiamo dalla prima vignetta: il protagonista è un ragazzino che è solito tenere i suoi risparmi in un salvadanaio a forma di porcellino.

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    Il ragazzino mette a suo piacimento le monete e le banconote nel suo porcellino salvadanaio, ma non gli va giù che la mamma stia sempre lì a controllare quanti soldi ha risparmiato e ogni quanto tempo fa un versamento…

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    Così il ragazzino decide di riempire con i suoi risparmi un altro maialino salvadanaio, e di portarlo lontano dallo sguardo indagatore della mamma. Lo porta quindi a casa di un amico.

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    A casa dell’amico non ci sono sguardi indiscreti, perché nessuno controlla mai le attività del ragazzino.

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    Così il nostro giovane risparmiatore può tenere al sicuro il ”doppio” porcellino insieme a quello del suo amichetto, senza temere di essere controllato da nessuna mamma.

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    In poco tempo anche i ragazzini vicini di casa dei due vengono a sapere del metodo, e pensano sia un’ottima idea portare il loro salvadanaio dal vicino ‘custode’ che lo riporrà nel suo armadio, protetto da sguardi indiscreti.

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    In poco tempo nell’armadio del ragazzino vengono conservati tanti piccoli gruzzoletti di cui nessuno, a parte i ragazzini che ce li hanno portati, sa niente.

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    Un bel giorno la mamma del ragazzino custode entra nella sua camera e apre l’armadio, scoprendo in un solo istante una quantità di porcellini salvadanaio tutti pieni di soldi.

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    Allarmata, la mamma chiama immediatamente tutti i genitori dei ragazzini coinvolti, denunciando come abbiano nascosto i loro risparmi nell’armadio del figlio.

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    Occorre però dire che non tutti i ragazzini che hanno posto i loro salvadanaio nell’armadio segreto hanno fatto necessariamente qualcosa di male. Alcuni volevano solo mantenere un po’ di privacy dalla mamma, e non hanno ingannato nessuno.

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    Altri ragazzini però hanno usato questo metodo per nascondere soldi rubati in casa e ai compagni di scuola, e di cui evidentemente non potevano indicare ai genitori la provenienza (illecita).

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    Tutti quelli che hanno messo il loro salvadanaio nell’armadio protetto del loro amichetto si trovano nei guai, anche se quel denaro è ”pulito” perché i salvadanai segreti non sono ammessi. Per capire meglio che tipo di attività era in corso e sapere chi ha agito in maniera fraudolenta e chi no, vi invitiamo a leggere tutto sui Panama Papers, qui.

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