Telecom – Tim: torna lo scatto alla risposta e le tariffe raddoppiano

Telecom – Tim: torna lo scatto alla risposta e le tariffe raddoppiano

L'azienda ha deciso di modificare le tariffe della telefonia fissa

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    Telecom – Tim: torna lo scatto alla risposta e le tariffe raddoppiano

    Telecom diventa TIM e raddoppia i costi delle chiamate da casa. I clienti a consumo dello storico gestore di telefonia fissa e mobile vedranno la novità dal primo aprile 2016, quando il prezzo delle chiamate verso i telefoni fissi (parliamo di offerta Voce e linea Isdn base, cioè senza internet) e i cellulari nazionali aumenterà da 10 a 20 cent al minuto con uno scatto alla risposta pari a 20 cent.

    Questa modifica nel piano tariffario si riferisce a tutti gli utenti che ancora usano la linea fissa a consumo e non hanno sottoscritto una delle nuove tariffe flat ovvero illimitate o ”tutto incluso”. Con questa novità l’azienda intende aggirare il divieto e la diffida dell’Agcom che aveva bacchettato Telecom (ora fusa sotto l’unico brand TIM) che voleva far passare in automatico i clienti del servizio “a consumo” – che pagavano 18,54 euro al mese di canone più 10 centesimi al minuto – al piano “Tutto voce” dal costo di 29 euro al mese, con chiamate illimitate sia verso fissi sia verso cellulari.

    Il Garante era già intervenuto quindi, e aveva imposto a Telecom di far tornare alla tariffa base – soprattutto senza pagare nulla – tutti gli utenti per cui aveva fatto valere il “silenzio assenso” sul cambio di tariffa base. Soprattutto per salvaguardare gli utenti considerati più deboli, come ad esempio gli anziani, che di norma non sono portati al cambiamento, non richiedono pacchetti aggiuntivi e seguono posso le comunicazioni commerciali.

    In questo modo, ovvero con l’aumento delle tariffe per i piani tariffari a consumo, la società telefonica punta a rendere ancora meno conveniente questo tipo di abbonamenti con lo scopo di spingere l’utenza ai piani ”tutto incluso”, sia per quanto riguarda solo voce, che voce e internet.

    Per chi, non accettando le nuove condizioni, volesse procedere al recesso dal proprio contratto, ricordiamo che gli utenti possono far valere tale diritto senza costi di disattivazione, anche passando ad altro operatore. Il termine ultimo è il 31 marzo 2016.

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