Concorso scuola 2016, come partecipare? I requisiti e gli esclusi

Concorso scuola 2016, come partecipare? I requisiti e gli esclusi

Il nuovo bando per le assunzioni nella scuola

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    Concorso scuola 2016, come partecipare? I requisiti e gli esclusi

    Come partecipare al Concorso scuola 2016? Di seguito vediamo quali sono i requisiti e gli esclusi che non potranno accedere al bando per il Concorso scuola che servirà per le assunzioni di docenti a partire da settembre 2016 e fino al 2018. Nelle previsioni del governo il totale delle assunzioni nel mondo della scuola sarà di circa 180mila docenti nei prossimi tre anni, tra il piano straordinario della riforma arrivato alla fase C (80-90 mila), il concorso (63mila) e le immissioni in ruolo residuali dalle Graduatorie ad esaurimento (30mila circa). Andiamo a vedere allora come partecipare al concorsone scuola 2016.

    Il 29 febbraio è in uscita il bando ufficiale del Concorso Scuola. Vediamo quali sono i dettagli specifici (come ad esempio il punteggio dei titoli e il contenuto delle prove), e anche i requisiti richiesti ai candidati, e quindi anche gli esclusi. Vediamo per prima cosa le novità, ricordando che dopo che anche i docenti che ancora sono rimasti nelle Gae (le graduatorie ad esaurimento) che verranno assorbiti con il turnover, il concorso diventerà effettivamente l’unico canale di accesso all’insegnamento in Italia.

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    L’eliminazione del test preliminare per gli aspiranti docenti delle scuole medie e superiori è una delle novità di questo concorso, che però non si applicherebbe ai candidati insegnati nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari. In genere verrà data grande importanza alla conoscenza della lingua straiera. Ci saranno quindi 2 quesiti in lingua straniera (a scelta tra inglese, francese, tedesco e spagnolo) sulla comprensione del testo che saranno a risposta chiusa. Il livello di conoscenza richiesto è il B2.

    Chi può partecipare? Tutti i candidati in possesso del relativo titolo di abilitazione all’insegnamento e, per i posti di sostegno per la scuola dell’infanzia, per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, i candidati in possesso del relativo titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità; quindi chi ha l’abilitazione Tfa-Pas ed ex Ssis relativa alla classe per la quale si concorre (articolo 110 Legge 107/2015).

    Molti titoli validi per la graduatoria finale sono stati ritenuti, erroneamente, necessari per poter partecipare al concorso. In realtà i titoli giusti che fanno acquistare punteggio in graduatoria (come disposto dall’art. 114 della Legge 107/2015) sono: aver lavorato in qualsiasi scuola di ogni ordine e grado per almeno 180 giorni consecutivi con contratto a tempo determinato; possedere un titolo di abilitazione all’insegnamento ottenuto o tramite procedure selettive pubbliche per titoli ed esami, o tramite conseguimento di specifica laurea magistrale o a ciclo unico. Aver frequentato tirocini abilitanti o dottorati di ricerca, possedere certificazioni internazionali sulla conoscenza delle lingue straniere.

    La data della prova scritta sarà determinata entro il prossimo aprile.

    La prova sarà composta 8 domande, di cui 2 in lingua straniera. Per la scuola primaria è obbligatoria la lingua inglese. Per le classi di concorso che prevedono l’insegnamento di più materie, ci sarà una prova scritta per ogni materia. Per il sostegno si valuteranno le conoscenze dei contenuti e delle procedure d’inclusione scolastica degli alunni disabili.

    Per la prova orale bisognerà tenere una ”lezione” di 35 minuti, e sostenere un colloquio con la commissione, che valuterà le competenze del candidato. La prova orale dovrà essere effettuata entro luglio, per permettere l’immissione in ruolo entro il 1° settembre.

    Chi sono gli esclusi? Dalla partecipazione al concorso sarebbero al momento escluse alcune categorie, e infatti è già montata la polemica. Si tratta di tre categorie: laureati entro l’anno scolastico 2001/2002, docenti di ruolo già assunti a tempo indeterminato nelle scuole statali e infine insegnanti che hanno già 36 mesi di servizio. Di questa questione abbastanza controversa se ne sta occupando l’Anief (Associazione Sindacale Professionale). Non ci sono notizie certe, invece, per quanto riguarda i diplomati magistrale 2001/2002, titolo riconosciuto abilitante dal Miur solo da poco tempo.

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