Canone Rai 2016 in bolletta: che gli evasori stiano (più o meno) tranquilli

Canone Rai 2016 in bolletta: che gli evasori stiano (più o meno) tranquilli

La riforma del canone non avrà valore retroattivo

    Canone Rai 2016 in bolletta: che gli evasori stiano (più o meno) tranquilli

    Da quest’anno il canone Rai si paga a luglio con la bolletta della luce. Ce lo ricordano ogni giorno tutti i tg. E che gli evasori stiano (relativamente) tranquilli: la riforma del canone Rai 2016 non avrà effetto retroattivo. Pagarlo per la prima volta non rappresenterà infatti un’ammissione di colpevolezza, e lo Stato non potrà richiedere in automatico controlli sugli anni passati. I controlli anti-evasione procederanno come sempre, a prescindere dal pagamento della prima rata di 70 euro.

    La riforma del canone Rai è stata approvata con la legge di Stabilità 2016. Si base sul concetto di presunzione di possesso della televisione: il proprietario di casa che sia intestatario di un contratto della luce, si presuppone abbia la tv. Del resto, chi è che non ha un televisore? I pochi che non ne sono in possesso hanno diritto a non pagare il canone: basta inviare, ogni anno, una autocertificazione all’agenzia delle Entrate/direzione provinciale I di Torino/ufficio territoriale di Torino I/Sportello Sat. Non basta richiedere l’oscuramento dei canali Rai: il canone non è infatti una tassa sulla rete pubblica, ma sulla detenzione di “apparecchi atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive”.

    La riforma è una manna dal cielo per gli evasori che vogliano mettersi in regola, una mazzata per quelli che “il canone non lo pago e me ne vanto”. Su 23 milioni di famiglie interessate all’imposta, solo in 16 milioni sono in regola.

    Tra gli altri ci sono anche gli evasori inconsapevoli: quelli che non sanno come pagare. Il canone in bolletta facilita le cose ma lascia l’interrogativo: pagarlo per la prima volta equivale a un’ammissione di colpevolezza? Significa riconoscere di aver evaso l’imposta in passato?

    Le parole del sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, avevano lasciato presupporre che la presunzione di possesso abbia valore retroattivo: il pagamento del canone “non costituirà una sanatoria per le evasioni degli anni precedenti che senza alcuna opposizione risulteranno pienamente sanzionabili, alla stregua di un’autodenuncia o di ammissione del debito”.

    Enrico Zanetti, viceministro all’Economia, nega invece il valore retroattivo, chiarendo che i controlli anti-evasione procederanno con i soliti strumenti del passato: non saranno quindi automatici con il primo pagamento. Ovviamente il canone Rai in bolletta non rappresenta una sanatoria per i mancati pagamenti passati: chi viene beccato verrà sanzionato come previsto dalla legge.

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