Legge di stabilità 2016, tutte le novità del testo definitivo

Il dettaglio delle misure approvate

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    La legge di Stabilità 2016 è stata approvata in via definitiva. Quali sono le principali novità previste dalla Finanziaria, tra tagli delle tasse, eliminazione dell’imposta sulla prima casa e canone Rai in bolletta? Vediamo i dettagli nelle pagine seguenti, ricordando il commento del presidente del consiglio, che pure aveva posto la questione di fiducia mentre si discuteva il disegno di legge: ”c’è un disegno organico che ci guida: giù le tasse, difesa dei più deboli, semplificazione con le riforme, solidi e solidali”, scrive il premier Matteo Renzi, spiegando: ”I cinque stelle hanno detto che questa legge di Stabilità è pensata per gli amici. È vero. Il Governo ammette di aver pensato agli amici. Sì, perché pensiamo che gli italiani abbiano diritto all’amicizia del loro Governo. Per anni i Governi hanno tagliato e la legge di stabilità vedeva aumentare le tasse. Adesso le tasse vanno giù. E crescono investimenti in ciò che l’Italia rappresenta meglio: cultura, qualità della vita, sanità, sociale, associazionismo, scuola, sport, ricerca. Può sembrarvi una piccola cosa ma è un cambiamento strutturale. Davvero una inversione di marcia a U. Un gigantesco #cambiaverso“. “ – continua – nel fare la legge di stabilità abbiamo pensato ai nostri amici. Che sono gli italiani, nessuno escluso. I primi amici però sono i nostri figli, i nostri nipoti. Per questo dal 2016 il rapporto debito-pil torna a scendere! Non accadeva da dieci anni. Il primo bonus di questa legge elettorale dunque è il debito che va giù“.

    Le voci di spesa

    La sterilizzazione della clausola di salvaguardia avrà un valore di 16,9 miliardi, mentre l’abolizione della tassa sulla prima casa sarà di 3,7 miliardi, 400 milioni invece per l’abolizione parziale dell’Imu agricola (già promessa dal ministro Maurizio Martina). Il pacchetto enti locali avrà un costo di 1,2 miliardi, mentre l’eliminazione della tassa sugli imbullonati varrà 500 milioni: 1,1 miliardi andranno alla lotta contro la povertà. Il pacchetto sviluppo, dedicato alle aziende, avrà 600 milioni per gli ammortamenti e la contrattazione aziendale, 800 milioni per gli sgravi contributivi. Alla Terra dei Fuochi andrà un primo pacchetto da 150 milioni: 120 ml andranno alla Cooperazione e sviluppo, in particolare in Africa, e 200 milioni al pubblico impiego. L’impianto del piano dei tagli di spesa resta sostanzialmente invariato, la riduzione complessiva della spesa è inferiore agli 8 miliardi. Da segnalare, inoltre, un piano di contrasto alla povertà con l’istituzione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del ‘Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale’ al quale è assegnata la somma di 600 milioni di euro per il 2016 e di un miliardo a decorrere dal 2017.

    Cultura

    Aumenta di oltre 54 milioni il Fondo d’integrazione a disposizione del ministero dell’Istruzione per le borse di studio. E’ prevista una card da 500 euro ai diciottenni, da spendere nell’arco dell’anno per attività culturali, come accedere a musei, monumenti e aree archeologiche, cinema o teatri. Per il 2016 gli studenti dei Conservatori potranno contare su un Bonus una tantum da mille euro per l’acquisto di strumenti musicali. Altri 100 milioni sono previsti per la destinazione del due per mille dell’Irpef ad associazioni culturali. Arrivano anche 15 milioni l’anno per il prossimo triennio per il finanziamento da destinare all’Istituto nazionale di fisica nucleare. Nel pacchetto cultura c’è il finanziamento di 500 milioni per la realizzazione di un programma straordinario di riqualificazione urbana e per la sicurezza delle periferie dei Comuni. Previsti anche nuovi fondi per la tutela del patrimonio culturale.

    Fondo di solidarietà per i risparmiatori

    E’ previsto un fondo di solidarietà in favore degli obbligazionisti subordinati che hanno perso i loro risparmi con il salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti che sarà alimentato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi con una dotazione fino a un massimo di 100 milioni di euro. Entro 90 giorni sarà definito un regolamento sulla gestione del Fondo, con le modalità e le condizioni di accesso alle risorse, i termini per presentare l’istanza e le procedure da seguire che potranno anche essere di natura arbitrale.

    Abolizione tasse prima casa

    La manovra cancella la tassa sulla prima casa, la Tasi, così come per i terreni agricoli e i macchinari “imbullonati” delle grandi aziende. Il costo sarà di circa 5 miliardi in totale, soldi che il governo ridarà ai comuni perché non debbano compensare il mancato gettito fiscale con aumenti di altre imposte comunali. A margine, Renzi ha assicurato un intervento straordinario per manutenzione edilizia ed efficienza energetica per le case popolari. Modifica in corso invece per gli immobili di lusso. La prima versione prevedeva l’esenzione totale dall’Imu per le categorie catastali A1, A8 e A9 (appartamenti di lusso, ville di pregio e castelli). Il governo ha deciso di applicare uno sconto, ma di far pagare l’imposta ai proprietari di prime case di lusso: l’aliquota per il prossimo anno sarà fissata allo 0,4% e non più stabilita dai Comuni (tra lo 0,2% e lo 0,6%). Viene confermata la detrazione di 200 euro per ogni immobile, e viene eliminata la Tasi per le pertinenze della prima casa come box e garage. Chi possiede una seconda casa, avrà un aumento dell’otto per mille, ma solo se è l’aliquota già stabilita dai Comuni (come Roma e Milano).

    Incentivi agli investimenti

    Per incentivare gli investimenti nelle aziende, la manovra introduce la deduzione dalla tasse degli acquisti di macchinari, comprati tra l’ottobre 2015 e fine 2016, pari al 140%. Come ha spiegato Renzi, chi investe nella crescita aziendale potrà detrarre l’intero valore della spesa più il 40% in più.

    Assunzioni

    Gli incentivi per le assunzioni rimangono ma diminuiscono. Se oggi chi assume a tempo indeterminato o converte un contratto a tempo determinato in indeterminato, ha lo sgravio totale dei contribuiti, dal 2016 scenderà al 40% per poi diminuire ancora. “Chi vuole assumere, lo faccia subito”, ha chiarito Renzi. Per le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sicilia i datori di lavoro potrebbero beneficiare dell’incentivo anche nel 2017 assumendo con contratti a tempo indeterminato (risorse Pac ed Europa, permettendo).

    Nessuno aumento IVA e accise

    IVA e accise non aumenteranno, grazie all’azzeramento delle precedenti clausole di salvaguardia, sterilizzate con un gettito di 16,9 miliardi. Scongiurati così gli aumenti già previsti dalle manovre dei anni passati.

    Canone Rai

    Si conferma il pagamento del canone Rai in bolletta, con il governo che annuncia una riduzione dell’imposta che passa da 130 a 100 euro: l’obiettivo è diminuire l’evasione sulla tassa, una delle più odiate dagli italiani. Dopo le polemiche dei primi giorni, l’esecutivo ha confermato che il canone sarà dovuto solo per il possesso di radio e televisioni, non di tablet, computer e smartphone: rimane l’imposta sul mezzo, ma ridotto ai classici radio-tv che sono “atti a ricevere” il segnale. Il canone i pagherà nella bolletta dell’elettricità.

    Bonus ristrutturazioni edilizie

    Rimangono i bonus per le ristrutturazioni edilizie: si potrà detrarre per tutto l’anno il 50% delle spese dall’Irpef; stessa cosa per il risparmio energetico, con detrazioni fiscali al 65% per un altro anno.

    Soldi ai Comuni

    Sboccati i fondi in avanzo dei Comuni, congelati dal patto di stabilità: dal 2016 le amministrazioni comunali riceveranno 675 milioni di euro.

    Più contanti

    Confermato l’innalzamento della quota contanti con cui è possibile fare acquisti, la cui soglia attuale è a 999,99: dal prossimo 1° gennaio sarà possibile pagare in contanti fino a 2.999,99 euro. Resta il limite dei mille euro resti per i money transfer. Si potrà pagare un caffè con il bancomat e, da luglio, i parcheggi nelle strisce blu.

    Fondo Sanità

    Il Fondo Sanità viene alzato dagli attuali 110 miliardi a 111 miliardi: soldi in più rispetto all’anno in corso, ma comunque meno rispetto alle attese che parlavano di 113 miliardi. Arriva lo sblocco delle assunzioni per tamponare l’emergenza orari di lavoro e turni di riposo di medici e infermieri sul modello imposto dall’Europa. In particolare il piano consente 6mila tra nuove assunzioni e stabilizzazioni di medici e infermieri.

    Pensioni

    Salta la flessibilità per le pensioni di cui si era vociferato negli ultimi tempi. Il limite d’età pensionabile è ancora a 63 anni, ma viene prorogata l’opzione donna, con possibilità di andare in pensione prima del limite d’età ma con 35 anni e 7 mesi di contributi e con assegni ridotti. Viene introdotto la possibilità per gli over 63 di lavorare part time, con stipendi vicini a quelli del full time. Per i pensionati, aumenta la cosiddetta no tax area, ossia la soglia di reddito entro la quale non si versa l’Irpef. Per gli over 75 si passa dall’attuale soglia di 7.750 euro a 8.000 euro; per chi ha meno di 75 anni, la soglia aumenta dagli attuali 7.500 euro a 7.750 euro.

    Contratto statali

    Il governo ha stanziato 300 milioni per il rinnovo dei contratti statali per lo sblocco dei trattamenti salariali dei dipendenti pubblici, imposto dalla Corte costituzionale dopo cinque anni di blocco. La cifra totale, da suddividere per tutto il comparto pubblico, è di 300 milioni di euro.

    Forze dell’ordine/armate

    Viene mantenuto il progetto Strade Sicure con l’invio di militari nelle zone più a rischio e nelle grandi città, con uno stanziamento di 85 milioni di euro; in particolare, in vista del Giubileo, è stato chiamato uno speciale contingente composto da 1.500 unità delle Forze Armate. Alla sicurezza viene destinato circa un miliardo che finanzierà il bonus da 80 euro mensili (960 euro annui) per il personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e delle Capitanerie di porto. Previsto un Fondo di 245 milioni destinato al ministero della Difesa per sostenere interventi straordinari per la sicurezza, un fondo di 150 milioni presso il Mef per la cyber security e 50 milioni destinate all’ammodernamento delle dotazioni strumentali e delle attrezzature di Corpi di polizia e Forze armate.

    Ecobonus

    Viene riconfermato l’ecobonus per il 2016: chi eseguirà lavori per la riqualificazione energetica della propria casa, potrà detrarre il 65%. Il bonus viene esteso anche alle case popolari e, nel dettaglio riguarda tutte le lavorazioni per una migliore gestione energetica.

    Per quanto riguarda il fotovoltaico, c’è la conferma della proroga per le detrazioni fiscali. Le intenzioni del governo sono state riprese anche dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “Il governo sta improntando un piano industriale per contrastare i cambiamenti climatici, all’interno del quale ci sono provvedimenti che verranno reiterati, come ad esempio l’Ecobonus, per fare in modo che l’efficientamento energetico possa sempre aumentare nelle nostre città“.

    Bonus mobili

    Viene confermato il bonus mobili che viene esteso anche alle coppie di fatto, a patto di convivere almeno da tre anni e con un partner sotto i 35 anni. Il bonus viene scisso da quello delle ristrutturazioni e riguarda il solo acquisti di mobili: si avrà una detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 8mila euro, cifra di molto inferiore ai 20mila euro della prima stesura.

    Handicap

    Nel capitolo riservati ai portatori di handicap, la manovra prevede il versamento di 90 milioni nel 2016 per la legge definita “Dopo di noi”, a sostegno delle persone disabili in caso di decesso dei familiari. Il Fondo per la non autosufficienza viene rifinanziato per un totale di 400 milioni di euro.

    Lavoro

    In tema di lavoro, la legge di stabilità introduce la contrattazione decentrata e apre alla quota di salario di produttività, così come alla partecipazione agli utili dei lavoratori. Il welfare aziendale, nato dalla contrattazione aziendale, avrà un’aliquota ridotta al 10%: lo sgravio fiscale totale nel 2016 sarà di 430 milioni, portato a 580 nei anni successivi. Il bonus avrà un tetto di 2mila euro, da usare per redditi fino a 50mila euro.

    Partite Iva

    La legge di stabilità prevede la creazione di uno statuto del lavoratori autonomi, serie di regole su fisco e nuove tutele per le partite Iva, che Renzi ha definito “il jobs act delle Partite Iva”. In particolare, per i lavoratori autonomi e le piccole imprese, si allarga l’accesso al regime fiscale forfettario che viene portato per i primi a 30mila (con un aumento di 15mila euro). Anche i dipendenti e pensionati che hanno una loro attività in proprio vengono ammessi al regime forfettario a patto che reddito da lavoro o pensione non superi i 30mila euro annui. Nel capitolo dedicato alle start-up, vengono aumentati gli incentivi con aliquota che scende dal 10% al 5% per 5 anni (e non 3) e un aumento della franchigia per la deduzione Irap da 10.500 a 13mila euro.

    Partecipate

    Si procede al taglio delle partecipate che passeranno dalle attuali 8mila a mille: il raccordo sul riordino delle partecipate sarà compreso nel testo unico attuativo della riforma della Pubblica Amministrazione.

    La manovra si occupa anche della P.A., confermando lo stop al turn over per i dipendenti pubblici e spese ridotte per l’assunzione a tempo indeterminato dei dipendenti non dirigenti che non dovranno superare il 25% dei pensionati dell’anno precedente. Per i dirigenti, viene eliminato il taglio della busta paga, ma è confermata la riduzione dell’organico, senza più dirigenti di nomina politica. Viene posto un limite massimo agli stipendi dei manager delle Partecipate, divisi in tre fasce e con un tetto massimo di 240mila euro all’anno. Svolta anche per gli esuberi delle Province, a quota 20mila: le Regioni dovranno fissare entro fine gennaio i criteri per lo spostamento dei dipendenti. In caso contrario, interverrà un Commissario direttamente. Per le 8 regioni che hanno già provveduto, è previsto comunque l’arrivo di un commissario ma con funzioni di supporto e controllo.

    Lavoro al Sud

    Nella voce imprese, un capitolo a parte spetta al rilancio del lavoro al Sud, con un piano di interventi o masterplan che prevede lo sblocco dei cantieri per 5 miliardi di euro e ulteriori incentivi alle assunzioni.