Rischi con le obbligazioni subordinate: 5 regole per evitare sorprese

Rischi con le obbligazioni subordinate: 5 regole per evitare sorprese

Le cinque regole d’oro degli esperti per evitare rischi

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    Rischi con le obbligazioni subordinate: 5 regole per evitare sorprese

    Le famiglie italiane e i risparmiatori in generale vogliono sapere come fare per evitare sorprese quando si ha a che fare con le obbligazioni. Le recenti vicende che hanno coinvolto i clienti di Banca Etruria e Banca Marche in primis hanno mostrato quanto può essere pericoloso sottoscrivere delle obbligazioni senza capire bene di cosa stiamo parlando. Il risparmiatore che vuole investire il proprio denaro deve conoscere quali sono i diversi tipi di obbligazioni e i possibili rischi a cui si va incontro in caso di crac. Vediamoli.

    Bisogna fare attenzione a garanzie, rating, prezzo, liquidabilità e durata.

    Partiamo dal dire che le obbligazioni ordinarie sono dei titoli di debito che una volta acquistati permettono di vantare un credito nei confronti dell’istituto che le emette. In base al capitale impegnato si ricevono gli interessi relativi, più o meno elevati a secondo del profilo di rischio del prodotto. Le obbligazioni si dividono in garantite o non garantite, cioè legate semplicemente alla solvibilità generica della banca emittente. Le obbligazioni subordinate, sono un credito ancora più svantaggiato rispetto alle obbligazioni non garantite perché in caso di dissesto economico di chi le ha emesse vengono ripagate dopo tutti gli altri crediti.

    Ci sono diversi tipi di obbligazioni che portano a differenti problematiche in caso di crisi della banca. Occorre sempre prestare attenzione al livello di garanzia del bond. Le obbligazioni subordinate junior sono più a rischio perché vengono intaccate e azzerate prima dei bond senior (o ordinari). Le obbligazioni elencate di seguito sono quindi in ordine decrescente di sicurezza, dalla meno rischiosa (rendimento basso) alla più rischiosa (rendimento alto).

    Obbligazioni Senior Covered e Sicured: sono le obbligazioni che vengono rimborsate relativamente per prime e sono considerate le più sicure.
    Obbligazioni Lower Tier II (o LT2): sono obbligazioni subordinate di primo grado. Hanno una durata minima di 5 anni.
    Obbligazioni Lower Tier III (o LT3): sono obbligazioni subordinate di secondo grado e possono avere una scadenza inferiore a 5 anni.

    Obbligazioni Upper Tier II: sono obbligazioni a tasso fisso con durata di 10 anni. A differenza di quelle di grado superiore, per queste obbligazioni la banca può pagare gli interessi anche in data successiva.
    Obbligazioni Junior Tier I: sono le obbligazioni subordinate meno tutelate di tutte. Hanno normalmente una durata senza scadenza fissa, il tasso può essere variabile. In caso di gravi difficoltà della banca, anche il valore nominale dell’obbligazione, cioè il capitale, può essere ridotto, e ciò senza necessità di un fallimento.

    Anche il rating, che sarebbe il grado di affidabilità di chi ha emesso il titolo, è da tenere d’occhio”. Un giudizio basso sarà meno sicuro e quindi dovrà pagare più interessi.

    Non va poi dimenticata la liquidabilità dell’obbligazione, perché avere dei titoli che non interessano a nessuno, e che quindi non hanno potenziali compratori è molto rischioso. Anche il prezzo è importante, soprattutto se si compra sul mercato secondario.

    Tra gli aspetti da considerare c’è poi la durata del titolo, dal momento che più l’emissione è lunga e più è sensibile ai movimenti del mercato e alla volatilità, e quindi meno sicura.

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