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Quanto è solida la tua banca? I parametri per scoprirlo

Quanto è solida la tua banca? I parametri per scoprirlo

La banca più affidabile è Credem

da in Banche, Conti correnti, Economia
Ultimo aggiornamento: Giovedì 03/11/2016 07:17

    Banche italiane

    Il sistema bancario italiano è piuttosto solido, soprattutto dopo le recenti ricapitalizzazioni. Tuttavia sono molti i segnali di instabilità arrivati dal settore e che hanno letteralmente mandato in confusione i cittadini. Come si fa dunque a scoprire quanto è solida la propria banca? Non è certo un’impresa semplice, tuttavia anche un normale utente, con qualche informazione in più, può imparare a capire se il proprio istituto bancario è affidabile o meno. A fornire ai clienti una serie di indicatori da ricercare nei bilanci è il Sole24ore, noi proviamo a illustrarvi gli elementi fondamentali.

    Perché un istituto bancario sia solido deve essere correttamente patrimonializzato. Se il capitale non c’è o è scarso si configurano troppi rischi all’orizzonte. Le principali banche italiane sono state recentemente sottoposte a importanti aumenti di capitale. La media degli istituti più importanti ha un Cet1 dell’11%. Il Cet1 è la misura del capitale primario rapportato agli impieghi a rischio dell’istituto. Questo parametro nelle grandi banche deve sempre stare sopra il 10%.

    Oggi per una banca avere un capitale adeguato non è sufficiente. Un altro parametro fondamentale da tenere in considerazione è il livello delle sofferenze e dei crediti malati, ovvero tutti quei prestiti erogati anche molto indietro nel tempo e mai restituiti, o che con buona probabilità rischiano di non rientrare nell’immediato futuro. Questa è la vera nota dolente del sistema bancario italiano: attualmente le sofferenze lorde ammontano a 200 miliardi, mentre tutti i crediti malati a oltre 350 miliardi. Come aveva sottolineato Draghi: ‘Occorre accelerare il processo di smaltimento delle sofferenze’.

    Vien da sé che per poter fronteggiare il cumulo di sofferenze, la banca deve alzare il tasso di accantonamento, ovvero di copertura dei crediti malati. A tal proposito, un esempio calzante è quello di Mps, la banca italiana con il maggior monte crediti malati, che di conseguenza ha anche il tasso di copertura delle sofferenze più alto.

    Prima abbiamo parlato del fatto che una banca solida deve avere un livello di capitale (Cet1) sempre al di sopra del 10%, ma questo parametro non gli garantisce in assoluto di non incorrere in rischi. A fare da contrappasso infatti, ci sono i prestiti malati: più è alta la mole di prestiti malati sul patrimonio, più svalutazioni andranno fatte, più le perdite potrebbero portare il capitale verso il basso, sotto i requisiti di Vigilanza. E’ il circolo vizioso che ha segnato la storia recente di Mps, Carige e il Banco Popolare : hanno prodotto ingenti perdite dalla svalutazione dei crediti a rischio e sono stati quindi costretti a ricapitalizzare per somme importanti.

    Tutti i parametri di cui abbiamo parlato sinora rientrano nella pagella creditizia delle agenzie di rating, le quali esprimono in voti il livello di solidità e affidabilità delle banche. Secondo Fitch, i due istituti con un rating più basso sarebbero Mps e Carige. In buona salute ci sono Intesa e UniCredit, mentre sul podio si piazza Credem.

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