Banca Etruria, storie di risparmiatori truffati

Banca Etruria, storie di risparmiatori truffati
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    Banca Etruria

    Mentre il governo studia delle possibili soluzioni in favore dei piccoli risparmiatori truffati, che hanno perso i loro denari investendolo in obbligazioni subordinate (senza essere avvertiti che stavano sottoscrivendo delle azioni non sicure), in Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e Cassa Ferrara, emergono ogni giorno di più le testimonianze di persone comuni che hanno perso i loro risparmi e che hanno raccontato la loro spiacevole esperienza. Purtroppo, nelle pagine di cronaca, si è parlato anche di un suicidio, un uomo di Civitavecchia che ha perso tutti i soldi risparmiati in un vita, e la sua storia è raccontata nelle pagine di seguito, in cui abbiamo raccolto le drammatiche storie di risparmiatori truffati dalla loro stessa banca.

    Banca Etruria

    Il 3 giugno 2013, una donna di 43 anni, casalinga, si recò in Banca Etruria a Grosseto con la sorella down: ”Questa sorella disabile è come mia figlia, l’ho cresciuta io, e i soldi che hai davanti sono gli unici che possiede. Serviranno per assicurarle un aiuto, una badante. Vuole investirli in modo sicuro, senza rischio di perderli”, aveva raccontato all’impiegata di Banca Etruria in via Gramsci, che la rassicurò. Ma ora che i titoli di investimento sottoscritti dalla ragazza down sono stati cancellati, ha perso i 30.000 euro che sarebbero dovuti servire a darle un’assistenza, soldi che aveva avuto in eredità da altri parenti. La signora ha subito chiesto spiegazioni, recandosi in filiale: ”Avevano cambiato il direttore due giorni prima. Non so come dirlo a mio babbo che è cardiopatico. Vorrei andarmene da questo paese, non ho più fiducia in nessuno”.

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    Salvatore Giorgianni, 63 anni, pensionato dell’Enel, originario calabrese e residente a Venturina (Livorno) ha raccontato la sua storia al Tirreno: ”Ho perso 32mila euro. Non so più in che nazione mi trovo. Non è mai successo in Italia che i risparmiatori perdessero i loro soldi. Nel 2011 Banca Etruria mi propose un investimento bancario vincolato a 5 anni con interesse al 5% netto. Avevo dato loro 29mila euro con i quali avevano comprato obbligazioni per 32mila euro, che costavano 0,91 l’una. Non mi avevano detto però che non era capitale garantito, altrimenti non l’avrei fatto. Anzi, mi venne detto che non c’erano pericoli e io mi sono fidato. Adesso tutti i miei soldi che ho affidato a loro non ci sono più, vi rendete conto? Sono allibito. Di punto in bianco mi ritrovo con 32mila euro in meno. Ho perso tutto”.

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    Daniele scrive via mail: ”A mia suocera, che ora ha 93 anni, Banca Etruria ha venduto quattro anni fa obbligazioni per 10mila euro in sostituzione di altre rimborsate alla scadenza naturale si sono guardati bene dall’avvisare che erano subordinate, fra l’altro con interessi non eccezionali, facendo firmare le solite paginate che non si leggono fidandosi dal funzionario, sono sicuro che quella operazione era stata richiesta a rischio zero. In questa storia non sono coinvolti come volevano far credere, gli investitori istituzionali, ma migliaia di risparmiatori”. Nessuno al momento ha il quadro esatto di quanti siano i risparmiatori coinvolti in questo crac.

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    Francesca Parisi, da Civitavecchia, racconta: ‘‘Mio padre, correntista Banca Etruria da 40 anni, invalido al 100% e cardiopatico cronico, aveva affidato i suoi risparmi di una vita da operaio (40mila euro) all’istituto di credito succitato, in virtù di un rapporto di estrema fiducia. Nessuno l’aveva avvisato dei rischi che correva con le obbligazioni subordinate, lui era tranquillo, si fidava ciecamente del dipendente che gliele aveva proposte, pur avendo un profilo di rischio basso (secondo la Mifid). In un momento lui si è visto azzerare i suoi risparmi, che gli servono per curarsi. Sono una dei tanti disperati, una vittima della macelleria socio-umana di questo governo, della gestione dissennata dei dirigenti di Banca Etruria e non so come comunicarlo a mio padre, perché potrebbe verificarsi un serio attentato alla sua fragile salute, oltre al danno finanziario subito. Il decreto, emanato in un pomeriggio domenicale di novembre, in sordina, pianificato, ha ridotto al lastrico circa centomila risparmiatori italiani“.

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    Lucrezia Lombardo è una studentessa di Filosofia di 28 anni, che insieme al padre aveva investito 10 mila euro dell’eredità avuta dalla nonna, in obbligazioni subordinate della Banca Etruria. ”Fu nel 2013, quando mia nonna se n’è andata, lasciando a me e a mia sorella ventimila euro in tutto, dieci a testa, vincolati agli studi post-universitari. A consigliare mio padre furono i funzionari di filiale che conosceva da sempre. “È un prodotto sicuro, non si preoccupi“, gli hanno detto, e lui si è fidato. Ora la giovane ha raccontato di non volere rinunciare ai suoi sogni: ”Per fortuna ho vinto una borsa di studio per un master in gestione dei beni culturali. Non è proprio quello che volevo fare, ma non mi arrendo e non rinuncio ai miei sogni. Nel frattempo lavoro da precaria come insegnante in una scuola privata. E nonostante tutto credo ancora nel merito”.

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    Ho perso trentamila euro, la metà dei risparmi di una vita. All’Etruria mi hanno fatto vedere un foglio, dei miei soldi non resta niente”. A parlare è il signor Mario, un pensionato che abita a Empoli, in Toscana, e che ha perso anche lui i suoi soldi investiti fidandosi dei consigli dati dai consulenti finanziari impiegati della banca.

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    Nel 2007 avevo un profilo a basso rischio, quando ho rinnovato le obbligazioni subordinate. Il profilo di rischio non me l’hanno dato. L’ho richiesto ora alla banca. Io non avrei mai accettato di rischiare il patrimonio per una percentuale di uno punto o due o tre in più. Ma ci rassicuravano, dicevano: signora ma ha mai visto fallire una banca?”. Roberta Gaini ha 50 anni è toscana, fa l’impiegata in una ditta chimica, e ha due figli da mantenere. Anche lei è un’altra delle persone che ha rilasciato la sua testimonianza: ”Siamo le vittime di quel decreto, non riesco più a dormire da giorni. Mi hanno preso i soldi che mi aveva lasciato mio padre, ho perso 62 mila euro in obbligazioni subordinate, 20 mila li ha persi mia madre e dieci mila mia sorella. Come la chiamiamo se non una truffa?”.

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    Silvia Trovò ha un’azienda agricola che produce frutta e seminativi e abita a Voghiera, in provincia di Ferrara. Anche lei ha perso dei soldi dopo averli investiti in banca : ”Dal venerdì alla domenica del 22 novembre per noi è cambiato tutto, abbiamo perso 26mila euro in obbligazioni subordinate e azioni della CariFerrara. Erano i soldi che mio padre, anche lui agricoltore, ci aveva lasciato: non può capire il dispiacere e la rabbia”.

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    Il signor Massimo Cionco è invece un risparmiatore di Banca Marche, la sua testimonianza è stata ripresa anche da Repubblica: ”Sono possessore di azioni per 4.215 euro che adesso valgono zero, sono indignato. Alla mia banca cercavano di proporre o far acquistare queste azioni fino al giorno precedente al commissariamento! Sono indignato perché ci hanno proposto l’aumento di capitale del 2012, senza comunicare l’avvertimento dato dalla Banca d’Italia”.

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    Un pensionato di 70 anni ex dipendente dell’Enel di Civitavecchia si è suicidato impiccandosi in seguito al fallimento di Banca Etruria. E’ accaduto il 28 novembre, ma la notizia ha cominciato a circolare dopo il ritrovamento di una lettera d’addio sul suo computer. Nello scritto, il pensionato spiega di aver scelto il suicidio dopo aver perso i risparmi accumulati in tutta la vita. Della sua storia, nel dettaglio, ci siamo occupati qui.

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