Tassa sulla casa abolita: chi deve ancora pagare comunque e perché?

Tassa sulla casa abolita: chi deve ancora pagare comunque e perché?
da in Economia, Imu
Ultimo aggiornamento: Martedì 27/10/2015 12:08

    Una delle novità più rilevanti della Legge di Stabilità è l’abolizione della tassa sulla casa. A partire infatti, dal prossimo 16 dicembre, circa 20 milioni di italiani smetteranno di pagare la Tasi, ovviamente dopo aver saldato gli importi dovuti per il 2015. Di fatto, la Tasi non verrà eliminata del tutto, rimarrà soltanto per gli immobili diversi dall’abitazione principale. Vediamo nel dettaglio il panorama che si configura a partire dal prossimo anno, con le relative eccezioni.

    Nel caso in cui due coniugi abbiano due abitazioni principali e ognuno la residenza in una, se gli immobili si trovano nello stesso Comune, non potranno evitare di pagare sia Imu che Tasi. Quindi se una sarà esente, sull’altra si pagherà l’Imu. Esiste tuttavia un’eccezione: se gli appartamenti si trovano in Comuni diversi, è possibile in linea teorica non pagare nessuna delle due tasse, ma bisogna poter dimostrare che per motivi tangibili, di lavoro o altra natura, le due residenze siano realmente divise.

    Attualmente la normativa prevede che, in caso di coniugi separati, il tributo debba essere pagato dal coniuge a cui il giudice ha assegnato l’immobile. Questo perché le normative vigenti, con ‘abitazione principale’, non intendono in maniera restrittiva chi possiede l’immobile. Quindi, un coniuge a cui è stato assegnato l’appartamento e che vive nello stesso, dovrà saldare la Tasi quest’anno, ma dal prossimo non pagherà più la tassa sulla casa.

    L’esenzione, nel caso dei box, vale esclusivamente per un solo box, a patto che sia legato ad un’abitazione principale. In tutti gli altri casi bisognerà pagare l’Imu.

    La Tasi, sino a oggi, è stata a carico dell’inquilino in percentuale variabile. Ora, se l’inquilino ha la residenza nella suddetta abitazione, potrà essere esentato dal pagamento della Tasi, per ciò che concerne la sua quota.

    Un’altra importante novità riguarda i terreni agricoli: saranno esentati dal pagamento, qualunque sia la loro collocazione, purché siano posseduti o condotti da agricoltori diretti o da imprenditori agricoli. Inoltre i macchinari fissati a terra negli stabilimenti industriali non pagheranno più l’Imu dal prossimo anno.

    E poi c’è l’annosa questione delle residenze di lusso. Con la nuova riforma, continueranno a pagare Imu e Tasi, laddove sia previsto. Per quanto concerne gli immobili di categoria catastale A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (dimore storiche) con requisiti di abitazione principale, pagheranno per l’Imu un’aliquota fissa dello 0,4%, con una detrazione di 200 euro.

    L’addizionale alla Tasi rimane a discrezione di quei Comuni, come Milano e Roma, che l’avevano già prevista nel 2015. E’ applicabile solo agli immobili diversi dall’abitazione principale. Questo rimane comunque un punto ancora in via di definizione.

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