Imu e Tasi: quali sono le differenze?

Imu e Tasi: quali sono le differenze?
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    Imu e Tasi: quali sono le differenze?

    Il governo Renzi promette di abolire l’Imu e la Tasi, eliminando di fatto la tassa sulla prima casa per tutti gli italiani. In realtà, si tratta di due imposte diverse, pur riferendosi entrambe alla proprietà degli immobili. Nel corso degli ultimi anni sono diventati più un argomento politico che economico: riguardando la dimora principale, vanno infatti a toccare le finanze di tutti gli italiani proprietari di casa. Alla fine, che sia Imu o Tasi, sempre di tassa sulla casa si tratta: vediamo le differenze.

    L’Imu è l’imposta municipale unica, avendo accorpato la vecchia Ici, l’Irpef e le relative addizionali regionali e comunali calcolate sui redditi fondiari riferiti ad immobili non locati. Con le modifiche volute dal governo Letta, l’Imu viene eliminata per chi ha come dimora principale la casa di proprietà e rimane solo per gli immobili di lusso, anche come prima casa, così come per le seconde case e gli immobili in affitto. Come base per il calcolo si prende la rendita catastale, da moltiplicare secondo l’aliquota stabilita dal Comune di residenza.

    La Tasi invece è la tassa sui servizi indivisibili e riguarda tutti i servizi comunali rivolti alla collettività, dalla manutenzione stradale all’illuminazione e al trasporto pubblico.

    Essendo un’imposta sui servizi, è rivolta a tutti, compresi i proprietari di immobile esclusi dall’Imu. Le aliquote vengono stabilite dai Comuni in base a tabelle ministeriali, senza poter superare il 3,3 per mille. Anche in questo caso si parte dalla rendita catastale, da moltiplicare con l’aliquota decisa dal Comune: per chi paga anche l’Imu, l’aliquota per due imposte non deve superare il 6,8 per mille.

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