Cepu fallisce: cosa rischiano i laureati?

Cepu fallisce: cosa rischiano i laureati?
    Cepu fallisce: cosa rischiano i laureati?

    Il Cepu, noto istituto di preparazione agli esami universitari fondato da Francesco Polidori, ha chiesto il fallimento. La Procura di Roma addirittura ne valuta la bancarotta per distrazione e ora l’impero fondato dall’albergatore aretino amico di Berlusconi inizia a sgretolarsi, assime a lui tutte le promesse di successo in ambito accademico che nel tempo sono come diventate un “mantra” recitate da testimonial nostrani molto famosi come Enrico Papi, Alex Del Piero, Bobo Vieri, Valentino Rossi e chi più ne ha più ne metta. Sembrava che se loro potevano farcela, anche noi ipotetici studenti disperati avremmo potuto.

    Ma come funzionava il sistema Cepu? Presso l’istituto, lo studente veniva seguito da un tutor, di solito un giovane laureato, che lo preparava a superare l’esame oggetto di grandi tribolazioni con il compito di suggerire scorciatoie per passarlo con almeno la sufficenza, il tanto agognato 18.

    Il successo è arrivato, tanto che Polidori ha deciso di fondare una piattaforma di e-learning collegata a Cepu, ovvero eCampus, università telematica avente lo stesso valore di quelle “fisiche” presenti su tutto il territorio italiano. Peccato però che non sia andata come previsto: il tutto è risultato in un grave passivo, forse dovuto ai costi niente male dell’istituto, quando invece si può tranquillamente preparare un esame e passarlo frequentando le lezioni universitarie “classiche” o prendendo ripetizioni da chi sa il fatto suo.

    La società che sta dietro a Cepu si chiama Cesd e il suo amministratore delegato Franco Bernasconi è iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per evasione fiscale da 3 milioni di euro di Iva. La situazione è drammatica, i debiti non riguardano solo l’Iva non versata ma anche decine di migliaia di euro di debiti verso lo Stato e con i fornitori, senza contare i famosi tutor che hanno collaborato con Cepu, oggetto di licenziamenti già dalla scorsa estate.

    Per “arginare il problema”, Cesd ha optato per i contratti di solidarietà ma ora che è all’attivo l’istanza di fallimento, i 91 lavoratori a tempo indeterminato che lavorano nelle sedi dell’istituto non hanno più alcuna garanzia.

    Fortunatamente però, i laureati Cepu non dovranno rinunciare alla loro carriera universitaria o rischiare di perdere i soldi investiti nell’istituto.

    Secondo i dati raccolti nel 2014, la Cesd ha chiuso l’anno con un passivo di 59 milioni di euro, a fronte di fatturato di 63 e un capitale di 5,9 milioni, con perdite risultati in un patrimonio netto negativo per 56 milioni. Tutto questo a causa dei debiti da 122 milioni di euro, 38 dei quali verso gli istituti di previdenza, altri 36 nei confronti dell’Erario e 24 verso i fornitori.

    Il fatturato è sceso da 91 milioni nel 2012 a 63 nel 2014, i costi esterni sono lievitati da 37 a 91 milioni. La società aveva addirittura un aereo in leasing, strumento assolutamente legato all’insegnamento accademico no?

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