Come inventarsi un lavoro in tempo di crisi?

Come inventarsi un lavoro in tempo di crisi?
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 24/11/2016 07:17

    In tempo di crisi sarà solo la creatività e la libera iniziativa a salvarci, inventando nuovi lavori. Con i dati della disoccupazione, e quella giovanile in particolare, che fanno venire i brividi, la politica che non riesce (e non è mai riuscita) a incidere, il settore industriale che non regge la concorrenza e fa fatica a innovarsi, l’unica via di salvezza per i lavoratori è inventarsi un lavoro. In questi ultimi anni abbiamo visto tanti nuovi mestieri balzare agli onori della cronaca: chi è riuscito a fare della propria passione un business, chi ha creato qualcosa che non c’era, chi ha messo a disposizione le sue competenze. In comune, tutti i nuovi lavori hanno una cosa: la voglia di non darsi per vinti e di continuare a lavorare anche quando tutte le porte sono chiuse.

    Tra i tanti consigli che si possono dare a chi vuole inventarsi un lavoro, il primo è quello di capire in cosa si è bravi. È il tratto che accomuna tutti i nuovi mestieri, che non necessariamente sfociano sul web, ma che dalla rete traggono forza vitale. Internet permette di raggiungere una platea di persone (e quindi di clienti) potenzialmente infinita: sfruttare i social network, creare una rete di contatti, rendersi visibili al mondo intero. Passione 2.0, se vogliamo riassumere, ma non solo. Bisogna capire cosa manca nel mercato del lavoro e vedere se si è in grado di riempirlo grazie alle proprie competenze. Vediamo quali sono i nuovi lavori nati in tempo di crisi.

    Un camioncino, la passione e le competenze per la moda e un sito o un blog. Tanto basta per aprire un fashion truck, un camion della moda. L’idea arriva dagli Stati Uniti dove il mondo della moda ha preso in prestito l’idea dai food truck che da anni ormai viaggiano lungo le strade delle più grandi città. Si tratta di camioncini itineranti che vendono abbigliamento particolare, dalle creazioni degli stylist proprietari dei trucks ad abiti, gioielli e accessori vintage. Un modo diverso di vivere la moda senza vincoli e in tutta libertà.

    Le donne sono spesso le più a rischio a livello lavorativo anche e soprattutto per la maternità. In questi momenti di crisi c’è chi invece ha trasformato quello che per il mondo del lavoro è un punto debole, in un punto di forza. Molte donne hanno trasformato la maternità in un’occasione lavorativa. Laura Cocchetti per esempio è diventata consulente professionale in allattamento materno. Dalla sua esperienza personale, ha maturato la convinzione che bisognava far tornare le donne italiane al gesto più naturale del mondo, allattare i figli. Corsi professionali, esperienze in Germania, tanta professionalità e dedizione che si sono trasformati in una professione. (per saperne di più www.allattamentoibclc.it).

    Dall’esperienza del parto e dei primi mesi di vita nascono anche le nuove figure di peer counselor, nuova figura professionale che cura e aiuta a creare il rapporto madre-bambino, come i problemi delle mamme. Dalla cura dei propri figli alla cura dei bambini: tanti gli esempi di donne che hanno unito le proprie competenze di madri e hanno creato asili nido o aperto negozi e spazi per la compravendita di abbigliamento da bambini.

    La passione per la cucina ha spinto molti a tentare la strada della gastronomia. Formazione e passione si accompagnano in questi nuovi mestieri, come il cuoco a domicilio. Donne e uomini mettono a disposizione la loro competenza dietro ai fornelli, organizzando cene su misura per ogni esigenze, dal cuoco vegano a quello etnico. Si cucina direttamente a casa dei clienti che possono offrire una serata unica ai loro ospiti. Tanti gli esempi di persone che hanno abbandonato le scrivanie per armarsi di coltelli e pentole, aprendo pasticcerie, catering, corsi di cucina, food truck, servizio di cucina con consegna a domicilio.

    Se ne è parlato e molto dell’idea avuta da Giovanni Cafaro, 42enne di Salerno, dirigente di una holding per molti anni a Milano. Quando l’azienda ha chiuso, è tornato nella sua città natale e ha avuto un’idea geniale. Da disoccupato aveva molto tempo libero: perché non monetizzarlo, facendo le code alle Poste, all’Inps, in tutti gli uffici pubblici, per chi invece tempo non ne aveva? Nasce così il “codista”, cioè chi per mestiere fa le code. Cafaro si è inventato un lavoro geniale: tuttofare, autista, personal shopper e soprattutto il codista, il tutto a un costo di 10 euro all’ora. Il tam tam mediatico ha solo raccontato un’idea che aveva già preso piede: professionisti e aziende, ma anche enti pubblici che ogni giorno hanno a che fare con le code e le perdite di tempo, ora sanno a chi rivolgersi. Ovviamente, c’è anche il sito giovannicafarocodista.it, con tanto di magliette e franchising.

    Ogni uomo è in grado di fare piccoli (o grandi) lavori in casa, dall’aggiustare il rubinetto, a montare i mobili o a tagliare il prato. Perché allora non farne un mestiere vero e proprio? Emiliano Fares, professionista nelle produzioni cinematografiche, quando ha visto che il lavoro era destinato a calare sempre più, ha iniziato a mettersi a disposizione del suo quartiere, proponendosi per piccolo lavoretti. Un successo che oggi ha portato alla nascita de Il Marito Aggiustatutto (ilmaritoaggiustatutto.it), una rete di mariti e non che si mettono a disposizione per ogni piccolo lavoretto domestico a 30 euro in tutta Italia.

    Francesco Azzini, videomaker di professione, non ha accantonato la sua passione e il suo mestiere, ma anzi, ha sfruttato tutte le sue potenzialità creando il cinema più piccolo del mondo. A bordo di una Alfa Romeo 2000 del 1974, ha allestito un cinema per sole due persone, dove trasmette corti di festival e autori emergenti. Cortomobile (cortomobile.it), questo il nome, è stato un grande successo e oggi gira per tutta Italia per regalare un’emozione unica.

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