Ore lavorative in Europa, quanto e come si lavora nei paesi UE?

Ore lavorative in Europa, quanto e come si lavora nei paesi UE?
da in Economia, Lavoro, Stipendi, Ocse
Ultimo aggiornamento: Martedì 22/11/2016 15:50

    Lavorare sei ore al giorno per essere più felici. È quanto ha in progetto di fare la Svezia, dove la depressione è un problema molto sentito specie nei lunghi e bui periodi invernali. Lo scopo dichiarato dalle autorità è proprio quello di incrementare il “tasso di felicità”, lasciando più spazio alla vita privata senza più rimanere ingabbiati sul luogo di lavoro per un tempo troppo lungo. Alcune società hanno già attivato il programma: la Toyota di Gothenburg lo ha fatto tredici anni fa e, da allora, ha avuto dipendenti sempre più felici. Lo stesso ha fatto la Filimundus, società di sviluppo per app, che da un anno ha introdotto le sei ore al giorno anche perché le “otto ore al giorno non sono così effettive”, come ha dichiarato l’ad Linus Feld. La Svezia non è l’unico Paese europeo che vuole ridurre la settimana lavorativa: vediamo quanto e come si lavora nelle altre nazioni europee.

    Secondo i dati Ocse, la media europea è di 37,2 ore lavorative alla settimana, 1756 all’anno. Anche in questo caso, c’è una grande differenza tra il Nord e il Sud: nel primo caso si lavora meno, mentre sono i Paesi come Grecia, Portogallo, Spagna e Italia a registrare il maggior numero di ore lavorative a settimana. Il dato ribalta il luogo comune per cui al Sud non si lavora. Il problema non sono le ore di lavoro al giorno ma la produttività. Sempre più studi confermano che è meglio lavorare meno ore, cosa che permette di aumentare la produttività perché costringe a una maggiore efficienza, mentre non incide sul salario percepito. L’Olanda, per esempio, ha una media settimanale di 30 ore lavorative e rimane il quarto Paese per il valore degli stipendi pagati; il Lussemburgo ha una produttività di 54 l’ora contro la media UE di 31. Altro dato che si rileva dagli studi Ocse è che nei Paesi dove la settimana lavorativa è più lunga c’è un maggior tasso di disoccupazione.

    Il Paese dove si lavora di più in Europa è la Grecia, quarto al mondo per ore lavorate in settimana. Secondo i dati Ocse, un dipendente ellenico lavora in media 2.034 ore all’anno (42 alla settimana) con uno stipendio di circa 20.100 euro. Atene però vanta il poco invidiabile record del maggior tasso di disoccupazione dell’Unione, con il 26,6% di disoccupati nel 2014.

    Nel nostro Paese siamo poco sotto la media UE con un totale di 1.752 ore annuali (36,9 alla settimana) e uno stipendio medio calcolato dall’Ocse su dati 2012 a 28.900 euro. A fare la differenza è però la produttività, visto che in media gli italiani lavorano 300 ore in più di tedeschi e olandesi e 200 dei danesi: l’Ocse ha stimato in circa 34 euro il valore di un’ora di lavoro in Italia contro la media UE di 52,2.

    Poco meno di noi lavorano in Portogallo che registra una media annuale di 1691 ore annuali, al di sotto della media europea di 1756. Anche in questo caso però i dati non sono confortanti, sia per la disoccupazione sia per il tasso di produttività, calcolato in 34 dollari l’ora contro la media di 52,2 dei Paesi UE.

    Altro Paese in cui si lavora molto è la Spagna che segna una media di 1686 ore lavorative all’anno e un salario medio di 25.600 euro; non male anche il tasso di produttività che si assesta sui 50 dollari all’ora. Dove nascono i problemi dell’economia spagnola? Dal tasso di disoccupazione per cui pochi lavorano molto e molti non lavorano affatto e un sistema di gestione del tempo che permette due ore di pausa al giorno.

    Chi lavora decisamente meno (e meglio) è la Danimarca che ha un monte annuale di 1.546 ore lavorative e un salario medio di 35mila euro. Facendo due calcoli veloci, a Copenaghen si lavora cento ore in meno rispetto alla media UE ma con stipendi di quasi 10mila euro più alti. Merito di una produttività che si assesta sui 59,2 dollari all’ora e una mobilità molto flessibile in entrata e uscita, con turn over generazionale.

    Meglio ancora va in Germania che registra un totale di 1.397 ore lavorative annuali e un salario medio di 44.800 euro, con una produttività oraria di 58,5 dollari. Merito, dicono gli studi, del massiccio uso del part time e della settimana corta, nonché della grande presenza femminile nel mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione è tra i più bassi in Europa: a Berlino lavorano in tanti, poche ore e con guadagni più che dignitosi.

    Meno ore di lavoro al giorno e salari sempre in crescita. La situazione per i lavoratori in Olanda è più che rosea come certificano i dati Ocse che vedono una media annuale di 1.381 ore lavorative e un salario medio di 46.800 euro, con un tasso di produttività che si aggira intorno ai 60,2 dollari all’ora.

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