Liquidazioni milionarie: tutti i TFR da record

Liquidazioni milionarie: tutti i TFR da record
da in Assicurazioni, Aziende, Banche, Economia, Fiat, Finanza, Imprenditori, Luca Cordero di Montezemolo, TFR, Volkswagen, auto, Ocse, Paolo Scaroni
Ultimo aggiornamento: Giovedì 03/11/2016 07:17

    Quando si dice ‘buonuscite milionarie‘ vengono in mente scenari scandalosi, dove i Top Manager ricevono cifre astronomiche per lasciare posti di comando in mano a qualche altro professionista. La prassi delle liquidazioni milionarie ai manager di alto livello è una pratica tutta italiana esportata anche all’estero, più volte analizzata da inchieste giornalistiche su carta e in tv, che scandalizza tutti, ma sembra non trovare una soluzione. L’Italia cerca di riprendersi dalla crisi economica, la disoccupazione giovanile grava sul futuro, ma a certi livelli non sembra essere un problema che i salari medi siano in netta discesa, e che la crescita sia quasi pari a zero. L’importante è spremere le aziende collezionando un TFR da capogiro. L’ultimo polverone sulle buonuscite milionarie si è creato dopo la diffusione della notizia-scandalo sui dati falsi delle emissioni di particolato delle vetture Volkswagen, dove nel mirino dei tagli (dorati) è finito Martin Winterkorn, il dimissionario amministratore delegato del marchio automobilistico. E Di seguito allora diamo uno sguardo alla classifica delle buonuscite da record dei manager più potenti degli ultimi anni.

    All’ex top manager di Volkswagen dimissionario dopo lo scandalo, Martin Winterkorn, spetterebbe una pensione complessiva di 28,6 milioni più 31,8 milioni di liquidazione, nonché la poltrona, che già occupa, nel consiglio di sorveglianza della squadra di calcio Bayern München. E un’auto Volkswagen a disposizione per gli anni a venire.

    In settembre 2014 fu la volta della liquidazione di 27 milioni di euro a Luca Cordero di Montezemolo, sommati al patrimonio di 112 milioni guadagnati dal 2002 in Ferrari, compresi compensi, ulteriori bonus e stock option. Tuttavia la liquidazione di Montezemolo è soltanto l’ultima di una lunga serie di buonuscite milionarie che i top manager delle grandi aziende hanno incassato prima di andare in ‘pensione’ dai relativi posti di comando, e non è neanche nella top 3 delle liquidazioni più cospicue della recente storia italiana.

    Il primato, infatti, spetta a Cesare Romiti che quando lasciò la presidenza di Fiat nel 1998 ricevette una somma pari a 101,5 milioni di euro lordi.

    Al secondo posto troviamo Alessandro Profumo, al quale, per uscire da Unicredit nel settembre del 2010, venne versata una buonuscita di 40,59 milioni di euro.

    Al terzo posto c’è Matteo Arpe, uscito da Capitalia nel maggio 2007 con 37,4 milioni di liquidazione ed un notevole pacchetto azioni.

    Ma di esempi ce ne sono tanti: nel 2011 Fausto Marchionni lascia la dirigenza di Fondiaria Sai con una liquidazione da 10 milioni e mezzo di euro (tra l’altro dopo che la società perse oltre l’83% in Borsa).


    Antonio Vigni, ex direttore generale del Monte dei Paschi di Siena (banca che nel 2011 chiude con una perdita consolidata di 4,68 miliardi, il cui titolo brucia il 65% del proprio valore), è diventato il banchiere più pagato d’Italia in quell’anno: 5,4 milioni di cui una buonuscita di 4. 


    Jonella Ligresti e Paolo Ligresti, rispettivamente presidente e presidente onorario di Fondiaria Sai, riescono a racimolare ben 2,51 e 2,14 milioni di euro nel 2011, nonostante il rosso di oltre un miliardo e mezzo in due anni.

    E ancora, altri casi di liquidazioni d’oro risalgono al 2001, quando Roberto Colaninno fu liquidato da Olivetti con 17 milioni di euro.

    Cesare Geronzi prese una liquidazione di 16 milioni dopo un solo anno in Generali.

    Paolo Scaroni, ex amministratore delegato di Eni, detiene il record tra i manager pubblici con una liquidazione di 8,3 milioni di euro.

    La Lehman Brothers fallì nel settembre del 2008 dopo 14 anni di governo dell’amministratore delegato Richard Fuld. Nei sette anni precedenti i compensi totali del banchiere americano furono quasi 270 milioni di euro.

    Martin Sullivan, ex amministratore delegato della Enron (USA), ricevette un assegno da 19 milioni di dollari in occasione delle dimissioni ma il denaro fu congelato su richiesta delle Autorità.

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