Fisco, rientro dei capitali e fatturazione elettronica: cosa cambia con il decreto del Governo

Fisco, rientro dei capitali e fatturazione elettronica: cosa cambia con il decreto del Governo
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Ultimo aggiornamento: Martedì 04/08/2015 13:00

    Cambiare il Fisco puntando sulla semplificazione e sulla stabilità del sistema tributario. Con questi obiettivi, il Governo ha varato i decreti su certezza del diritto e fatturazione elettronica che vanno a completare la riforma fiscale già intrapresa. I provvedimenti devono essere solo pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale perché siano operativi: per il premier Matteo Renzi, intervenuto al termine del Consiglio dei Ministri, è comunque “un grande passo avanti” grazie a “elementi di novità non banali” che andranno a semplificare il rapporto con il Fisco per imprese e liberi professionisti. Vediamo di cosa si tratta.

    Uno dei punti chiave del decreto è la nuova definizione dell’elusione fiscale, quelle pratiche, al limite della legalità, usate per pagare meno tasse che hanno sollevato polemiche a distanza sull’abuso del diritto da parte del Fisco. Oggi, l’elusione smette di essere un reato, a meno che non si tratti di una frode fiscale diretta all’evasione. Il contribuente avrà più tempo per chiedere se, quanto messo in atto dall’amministrazione, sia o meno un abuso di diritto. In particolare, si può fare l’interpellanza anche dopo che il controllo è stato portato a termine, a patto che arrivi prima della scadenza per la dichiarazione o del pagamento delle imposte per cui si chiede il chiarimento. Le nuove tempistiche partiranno dal giorno successivo all’entrata in vigore: per gli accertamenti in corso, si potrà far richiesta solo se non è già arrivato un atto impositivo.

    Nuovi limiti per i termini degli accertamenti, oggi raddoppiati. Con il decreto, i controlli su imposte dirette e IVA avranno tempi allungati rispetto alla norma solo se la denuncia della Guardia di Finanza sarà presentata entro i termini di decadenza dell’accertamento, cioè quattro anni o cinque per omessa dichiarazione. Dopo quel tempo, non sarà possibile all’Autorità effettuare controlli. Per gli accertamenti in corso, vengono fatti salvi gli effetti degli avvisi di accertamento, dei provvedimenti che irrogano sanzioni amministrative tributarie e tutti gli altri atti impugnabili con i quali l’Agenzia fa valere una pretesa impositiva o sanzionatoria, notificati alla data di entrata in vigore del decreto.

    La norma sul raddoppio dei termini presenta la maggiore novità per il rientro dei capitali con quella che il Governo ha definito la “norma sblocca-voluntary“. Chi decide di aderire e far rientrare i capitali, avrà la non punibilità gratuita per imponibili, imposte e ritenute emerse dalla procedura di rientro che hanno superato i nuovi termini temporali. Ciò significa che chi ha deciso per il rientro dei capitali, potrà mettersi in regola per gli anni precedenti al 2009 senza dover pagare sanzioni.

    Un Fisco utile e collaborativo per le grandi imprese. Con l’adempimento collaborativo, le aziende con oltre 10 miliardi di fatturato potranno infatti avere una consulenza vera e propria da parte dell’Agenzia delle Entrate. In questo modo, si avranno alcune agevolazioni importanti, come la riduzione della metà delle sanzioni amministrative, tempi ridotti al minimo per la risposta in caso di interpello preventivo e nessun obbligo di garanzie per i rimborsi delle imposte dirette e indirette. Con l’arrivo del decreto sull’internalizzazione, la consulenza del Fisco potrà essere estesa anche alle cooperative compliance che vogliono investire oltre 30 milioni in Italia.

    Passaggio decisivo per il nuovo Fisco è la fatturazione elettronica. Con il decreto, la trasmissione di dati e corrispettivi per via telematica non è più obbligatoria, ma volontaria. Il debutto della e-fattura è stato stabilito al 1° gennaio 2017, in modo da dare più tempo per l’adeguamento delle tecnologie: saltato anche il credito d’imposta richiesto dalle associazioni. In ogni caso, il contribuente non avrà oneri per l’archiviazione dei dati: chi passa alla fatturazione elettronica si vedrà escluso dall’obbligo dello “spesometro” e della comunicazione per operazioni intrastat o con Paesi appartenenti alla black list. Inoltre, i termini per il rimborso dell’Iva saranno ridotti, così come i quelli per gli accertamenti.

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