Sovvenzioni alle scuole private: così lo Stato privatizzerà l’istruzione

Sovvenzioni alle scuole private: così lo Stato privatizzerà l’istruzione
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16/03/2016 10:04

    Ultimamente, discutendo della riforma della scuola, si è parlato anche dell’intenzione da parte del Governo Renzi di avvantaggiare le scuole private, stabilendo delle detrazioni fiscali per chi decidesse di mandare i figli negli istituti privati. Sono stati promessi anche dei finanziamenti maggiori alle scuole private. Tutto ciò è stato oggetto di diverse polemiche, perché in molti non hanno gradito che si cercasse di avvantaggiare le scuole private, privando quelle pubbliche di alcune risorse importanti. Nel sistema dell’istruzione italiano esistono molte difficoltà per le scuole pubbliche, che sono carenti anche nei prodotti indispensabili, per non parlare dell’edilizia scolastica che lascia molto a desiderare. Un aspetto molto pericoloso, quest’ultimo, che in qualche caso ha avuto anche conseguenze tragiche. Tuttavia si continuano a privilegiare gli istituti privati, con milioni di euro di finanziamenti in base alle sezioni di ogni scuola e detrazioni per le famiglie che li scelgono. Scorri tutte le pagine per sapere come il Governo avvantaggia gli istituti scolastici non pubblici.

    Gli istituti privati continuano ad essere finanziati dallo Stato e dalle regioni, con un importo complessivo che in certi casi è arrivato a quasi 700 milioni di euro l’anno. Quest’anno sono riservati agli istituti privati 473 milioni, che sono necessari per impartire un’istruzione a quasi un milione di allievi tra i 13 e i 18 anni. I fondi arrivano direttamente da Roma in base al numero delle sezioni. Anche se c’è stata una riduzione in nome della spending review e allo stesso tempo si è verificata una crescita di responsabilità e di impegno educativi, alle private continua ad andare una grossa fetta di investimenti.

    Nemmeno la possibilità del 5 per mille per gli istituti privati è stata vista di buon occhio. Tra l’altro essa rischierebbe di innescare una rivalità tra i vari enti e potrebbe provocare un divario tra le scuole che hanno più contribuenti e contribuenti più ricchi. La polemica non è destinata a trovare una soluzione, perché rientra nel più grosso ambito delle donazioni del 5 per mille in riferimento alle varie onlus.

    Le famiglie che possono usufruire delle detrazioni per le scuole private non sono necessariamente ricche. Si tratta di nuclei familiari in cui, fatti bene i conti, i genitori si rendono conto che mandare i loro figli alla scuola privata è una forma di risparmio, perché costerebbe meno di pagare una babysitter. Il discorso vale sia per chi frequenta l’asilo che per chi è alle elementari. In alcuni casi, ad esempio per gli asili nido, le detrazioni possono arrivare anche a più di 100 euro. Per le scuole dell’infanzia e primarie il testo della Buona Scuola parla invece di 400 euro l’anno per chi decide di iscrivere i figli alle paritarie.

    Dalla dichiarazione dei redditi sono deducibili le spese sostenute per il pagamento delle rette mensili degli asili nido privati, nel limite di 632 euro ogni anno per figlio. L’importo detraibile è pari al 19% di 632 euro, quindi 120 euro al massimo. Non è tanto, ma può rappresentare uno sconto per le famiglie oppresse dalle tasse.

    Sono detraibili dal 730 anche le spese scolastiche sostenute per la frequenza di scuole paritarie, con particolare riferimento alle detrazioni per le scuole secondarie frequentate dai ragazzi.

    Nel caso delle università private, si possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese, facendo riferimento ai soldi spesi per la frequenza di corsi analoghi a quelli tenuti presso l’università statale più vicina al domicilio fiscale del contribuente. Sono detraibili anche i contributi versati per sostenere i test d’ingresso alla prova di preselezione per accedere ai corsi universitari.

    Sono detraibili le spese sostenute per frequentare master o corsi di specializzazione anche gestiti da istituti privati. In particolare è stabilito che, se i master sono gestiti da università private, la detrazione sia pari ad un importo non superiore a quello stabilito per tasse e contributi versati per le stesse prestazioni rese dagli istituti universitari statali italiani.

    Un particolare contributo economico può essere utilizzato per chi frequenta le scuole paritarie in alcune regioni, per acquistare libri di testo o per ridurre l’importo annuale della retta. In particolare, ad esempio, un bonus è a disposizione in Lombardia. La famiglia dello studente deve risiedere nella regione e lo studente deve frequentare una scuola paritaria che si trovi nella stessa regione oppure in una regione confinante. La famiglia deve avere, però, un Isee inferiore o uguale a 38.000 euro. L’Isee deve essere inferiore o uguale a 15.494 euro per il solo contributo deputato all’acquisto di libri di testo e dotazioni tecnologiche. La domanda può essere presentata dal 26 marzo al 31 luglio 2015.

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