Debito pubblico Grecia 2015: il valore assoluto in euro

Debito pubblico Grecia 2015: il valore assoluto in euro
    Grecia, sì al referendum, ma l'Eurogruppo non proroga gli aiuti

    La situazione del debito pubblico in Grecia nel 2015 è veramente molto grave. Lo Stato ellenico sta vivendo una crisi senza precedenti e l’Eurogruppo si è dimostrato molto duro nei confronti delle proposte che erano state fatte per cercare di risolvere la questione. Lo stesso Premier Alexis Tsipras ha definito offensive le offerte avanzate dall’Unione Europea. Proprio per questo ha deciso di indire un referendum per fare in modo che i cittadini possano esprimersi sull’austerità imposta dai Paesi dell’Eurogruppo.

    Atene ha contratto debiti nei confronti di molti creditori. Non si tratta soltanto della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale, ma anche di banche e privati. Esaminiamo meglio la situazione dei debiti dello Stato ellenico.

    Il debito della Grecia ammonta a più di 320 miliardi di euro, che corrispondono a più del 170% del Pil. E’ un dato molto grave, il peggiore che si sia registrato tra i Paesi europei, nonostante questi debiti già nel 2012 abbiano subito un taglio netto che ha portato ad una svalutazione fino al 70% dei titoli di Stato greci in circolazione sul mercato.

    Il debito di Atene è pari a 142 miliardi di euro nei confronti di Efsf – fondo Salvastati, secondo scadenze che dovrebbero avere il loro termine nel 2023. Complessivamente questi soldi ammontano al 45% del debito. Il 16,8% è rappresentato, invece, (53 miliardi di euro) da quello contratto nei confronti dei Paesi dell’Eurogruppo, secondo accordi interstatali.

    Altri 68 miliardi di euro la Grecia deve a banche e privati, altri 25 al Fondo Monetario Internazionale e altri 27 alla Banca Centrale Europea. Sono stati rimborsati soltanto 5,2 miliardi di euro a privati con emissione di altri titoli di Stato e 1,1 miliardi di euro al Fondo Monetario Internazionale.

    I motivi che stanno alla base dell’enorme debito greco comprendono innanzitutto l’evasione fiscale, che porta lo Stato ogni anno a perdere fino a 30 miliardi di euro. Si tratta di una cifra molto elevata, considerando che il Paese ha 11 milioni di abitanti e un Pil che si aggira intorno ai 300 miliardi di euro. Secondo i dati che emergono dal Fondo Monetario Internazionale, il 75% dei lavoratori greci dichiara meno di 12.000 euro, potendo usufruire così dell’esenzione fiscale. L’economia sommersa in Grecia si attesterebbe intorno al 27,5% del Pil.

    L’altro problema è rappresentato dagli sprechi, soprattutto costituiti dai salari e dalle pensioni del settore pubblico, che negli anni è cresciuto sempre di più, anche nei momenti di crisi. Basti pensare che oltre 700.000 persone sono impiegate nella Pubblica Amministrazione e 25.000 di queste sono state assunte tra il 2010 e il 2011, quando la situazione non era affatto promettente e già la Grecia aveva potuto beneficiare del primo prestito internazionale. L’Europa chiede adesso alla Grecia molti rigori, da attuare attraverso privatizzazioni, tagli alle pensioni e ai salari di circa il 20%, il licenziamento di 150.000 dipendenti pubblici, tagli alla sanità, alla difesa e ai costi degli enti locali e della politica.

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