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Naspi 2015: a chi spetta? Requisiti, durata e calcolo

Naspi 2015: a chi spetta? Requisiti, durata e calcolo
da in Economia, INPS, Lavoro
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    Naspi 2015: a chi spetta? Requisiti, durata e calcolo

    La Naspi 2015, che decorre dall’1 maggio di quest’anno, è una nuova indennità di disoccupazione, il cui nome completo è nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego. Ha l’obiettivo di fornire un sostegno economico a quei lavoratori subordinati che si sono ritrovati a perdere la loro occupazione. A livello pratico l’intenzione è quella di sostituire Aspi e mini Aspi. Non rientrano in questa indennità di disoccupazione i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni e gli operai agricoli, sia che essi siano a tempo determinato che indeterminato.

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    E’ stato stabilito che, se durante il periodo in cui percepisce la Naspi il lavoratore instaura un rapporto di lavoro subordinato, che garantisca un reddito annuale superiore al reddito minimo, viene escluso dalla prestazione. L’unica eccezione è per i lavori che non siano superiori a 6 mesi. In tal caso la Naspi è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro.

    Ci sono alcuni requisiti in particolare per poter richiedere la Naspi. Nello specifico questa indennità di disoccupazione viene riconosciuta ai lavoratori che involontariamente hanno perso la loro occupazione, che siano quindi in uno stato di disoccupazione, che possano far valere almeno 13 settimane di contribuzione nell’arco dei 4 anni che precedono l’inizio della disoccupazione e che abbiano almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio della disoccupazione.

    La Naspi diventerà strutturale e durerà 24 mesi. Il ministro Poletti ha dato l’annuncio dopo aver incontrato le parti sociali. L’allungamento del sussidio era previsto a 24 mesi per il 2015 e il 2016. Nel 2017, invece, sarebbe sceso a 18 mesi.

    Il Governo adesso ha deciso di cambiare rotta, perché sembra aver trovato le risorse che all’inizio mancavano. I nuovi termini saranno stabiliti attraverso una norma specifica. Inoltre è stato chiarito che potranno usufruire della Naspi anche i lavoratori che vengono licenziati per motivi disciplinari (giusta causa o giustificato motivo).

    Per calcolare la Naspi si deve considerare la retribuzione ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni. Questo importo va diviso per il numero di settimane di contribuzione e la cifra ottenuta deve essere moltiplicata per 4,33. A questo punto ci possono essere due casi: la retribuzione mensile può essere pari o inferiore a 1.195 euro oppure può essere superiore a questo importo. Nel primo caso la Naspi è pari al 75% della retribuzione mensile. Nel secondo caso il 75% è incrementato di una somma pari al 25% della differenza che esiste fra la retribuzione mensile e l’importo fisso di 1.195 euro. E’ stato stabilito che comunque il contributo corrisposto non possa superare, per il 2015, l’importo mensile massimo di 1.300 euro.

    Per richiedere e ottenere la Naspi, bisogna presentare un’apposita domanda, che deve essere effettuata entro i 68 giorni dalla cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro. La domanda va presentata all’Inps per via telematica. Il trattamento economico spetta a decorrere dall’ottavo giorno che segue alla cessazione del rapporto di lavoro oppure, a seconda di quando viene presentata la domanda, a partire dal primo giorno successivo alla data di presentazione della richiesta.

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