Investimenti vincenti: le famiglie più ricche d’Italia sui mercati esteri

Investimenti vincenti: le famiglie più ricche d’Italia sui mercati esteri
da in Aziende, Economia, Finanza, Imprenditori, Mediaset, John Elkann
Ultimo aggiornamento: Sabato 05/11/2016 07:17

    Dopo le cessioni, miliardi da spendere: le famiglie con più soldi nelle tasche portano il cognome di Agnelli, Ferrero e Lavazza. Le holding dei grandi gruppi industriali sono tornate sul mercato per muoverlo. Hanno fatto dei mercati globali un orizzonte di riferimento, business internazionale e grandi sfide a base di management di standing elevato i loro punti di forza. Negli ultimi 30 anni molte aziende sono rimaste in stallo, senza operare acquisizioni e congelando gli investimenti.

    Prima fra tutte la Exor presieduta da John Elkann, che ha offerto 6,8 miliardi di dollari per conquistare il business delle riassicurazioni di PartnerRe. Nel 2013 la holding aveva incassato 2 miliardi vendendo il gruppo di certificazioni Sgs, con una plusvalenza a livello consolidato di 1,5 miliardi, senza contare la cessione di Cushman&Wakefield a Dtz per un incasso di 1,28 miliardi di dollari. Ora la Exor è pronta per allestire un takeover di 6,8 miliardi di dollari e riequilibrare il portafoglio.

    Edizione della famiglia Benetton ha in programma l’incasso di 1,3 miliardi dalla vendita di World Duty Free e dovrà trovare un nuovo modo di investire i suoi 1,5 miliardi di liquidità netta. Il gruppo presieduto da Gilberto Benetton dovrà inoltre chiudere la cessione del 30% di Adr a fondi esteri ed aprire quella sulla valorizzazione di Autogrill, si prevede un salto nei mercati esteri e l’aggregazione a realtà più grandi.

    Fininvest, presieduta da Marina Berlusconi, a inizio anno ha incassato 377 milioni cedendo in un collocamento lampo il 7,8% di Mediaset, ora la sua liquidità ammonta a circa 550 milioni. Arriveranno altri soldi se la vendita di una quota del Milan e la cessione del 20% di Mediolanum, che in Borsa capitalizza 5,9 miliardi, andranno in porto.

    In questo settore ci si aspetta molto da Luxottica di Leonardo del Vecchio, che negli ultimi anni ha affrontato la crisi dei consumi sui mercati internazionali rallentando gli investimenti in acquisizioni importanti. Con circa 1 miliardo di liquidità, la multinazionale degli occhiali ruggisce promettendo investimenti nei negozi, puntando un miliardo nello sviluppo delle sue reti come LensCrafters e Sunglass.

    Il gruppo di packaging Coesia di Isabella Seragnoli, imprenditrice, vanta ricavi pari a 1,37 miliardi con una liquidità che si aggira intorno a un miliardo. L’obiettivo di Coesia ora è investire in altre aziende del settore per approdare in Piazza Affari. Sotto la guida del ceo Giovanni Ferrero, l’omonima multinazionale ricomincia dalle acquisizioni, forte di una cassa aumentata nel 2014 da 907 milioni di utile pre-tasse. L’ambiziosa Lavazza invece punta sul brand francese Carte Noire, facendo cassa per 620 milioni e limando la quota nella Keurig.

    Anche la Parmalatsi è attivata: a fine 2014 aveva una cassa netta di un miliardo e ha già impiegato 840 milioni in investimenti, muovendosi con anticipo rispetto a tutti gli altri. In aprile, il ceo del gruppo di Parma Yvon Guérin è tornato a finanziarsi per 500 milioni con le banche. Ci aspettiamo qualche mossa tattica sul mercato internazionale anche da parte di gruppi come Ferragamo (132 milioni di cassa) ed Esselunga, con circa 200 milioni.

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