Raccomandazioni dell’Europa all’Italia, i sei punti per l’economia italiana

La Commissione Europea approva il piano di flessibilità per il rientro dal debito ma lo lega all'attuazione delle riforme e manda sei nuove raccomandazioni all'Italia.

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    L’Unione Europea approva il programma di riforme del governo e dà il via alla possibilità di usare la flessibilità sulla correzione del deficit a patto di “continuare il proprio lavoro e attuare le sue intenzioni su Pubblica amministrazione, lavoro e fisco”, come ha chiarito il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, nel presentare le Raccomandazioni specifiche all’Italia. Sei i punti chiave su cui la Commissione chiede di intervenire al più presto, portando a compimento l’agenda delle riforme: riduzione del debito con aggiustamento fiscale tramite decreti attuativi, azioni di rafforzamento delle banche per il 2015, riforme istituzionali e della Pubblica Amministrazione, riduzione dei tempi nei processi civili, sviluppo delle infrastrutture, semplificazione e misure per il lavoro.

    Fisco e privatizzazioni

    Il primo punto riguarda il fisco. In particolare l’UE chiede di lavorare per un aggiustamento di almeno lo 0,25% del Pil verso gli obiettivi di medio termine nel 2015 e dello 0,1% nel 2016, “prendendo in considerazione la deviazione consentita per l’attuazione delle principali riforme strutturali“. Legato a questo, si chiede di mettere in atto “rapidamente ed efficacemente“, il programma di privatizzazioni che ancora non hanno raggiunto l’obiettivo, e di usare le eventuali entrate per ridurre il debito. A questo proposito, la Commissione fa notare che l’attuazione del piano è in ritardo: “nel 2014 le privatizzazioni sono ammontate allo 0,2% del pil, sotto il target di 0,7% all’anno“. Infine, mettere mano ai decreti attuativi sul fiscoentro settembre“.

    Più logistica e migliore gestione dei fondi

    Nel secondo punto la Commissione UE raccomanda di adottare il piano strategico per i porti e la logistica, andando così a far leva su un settore chiave per lo sviluppo economico. Per questo, si chiede di garantire che l’Agenzia per la coesione diventi pienamente operativa per una migliore gestione dei fondi europei.

    Pubblica Amministrazione e giustizia civile

    Il terzo punto tocca due settori nevralgici. La Commissione chiede di attuare le misure per la modernizzazione per la P.A. e di assicurare una riduzione dei tempi per i processi civili.

    Banche più solide

    Il quarto punto chiede un intervento entro il 2015 con “misure vincolanti” per rafforzare il sistema bancario in particolare sulla governance, a partire dal ruolo delle fondazioni, e accelerare la riduzione dei crediti deteriorati.

    Lavoro e scuola

    Il quinto punto insiste sul tema del lavoro e in particolare della mancanza di lavoro. Per questo la Commissione chiede di rafforzare le politiche attive, oltre all’adozione dei decreti sulla revisione degli accordi contrattuali e dei salari, con attenzione all’equilibrio vita-lavoro. Si chiede inoltre di fissare un quadro per la contrattazione di secondo livello. Come leva per cambiare i dati sulla disoccupazione giovanile, l’Europa chiede di mettere in atto la riforma della scuola e di approfondire il settore educativo professionale.

    Semplificazione amministrativa

    Il sesto punto punta il dito su un problema atavico dell’Italia, la burocrazia e le lungaggini amministrative. Per questo la Commissione chiede di mettere in atto l’agenda per la semplificazione del 2015/2017, di puntare a misure che migliorino la concorrenza e di rettificare i contratti per i servizi pubblici entro fine anno.