Prestito vitalizio ipotecario 2015: cos’è e cosa cambia con la nuova legge

Prestito vitalizio ipotecario 2015: cos’è e cosa cambia con la nuova legge
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    Prestito vitalizio ipotecario 2015: cos’è e cosa cambia con la nuova legge

    Il prestito vitalizio ipotecario 2015 è legge ed è in vigore dal 6 maggio: ha portato a delle novità che non vanno affatto sottovalutate. Cos’è di preciso? Come cambia? Si tratta di una norma che risponde alle caratteristiche di quello che comunemente viene chiamato “mutuo inverso”. In sostanza chi possiede una casa può darla in garanzia alle banche e ottenere così un prestito. Questa regola fino ad adesso non è stata applicabile sul mercato italiano, ma è stata largamente utilizzata in ambito anglosassone. Adesso però anche in Italia si è arrivati all’applicazione di questo principio.

    Si è arrivati a tutto questo sulla base anche di suggerimenti presentati da varie associazioni di consumatori, che hanno sottolineato la necessità di arrivare ad un giusto equilibrio sulla questione.

    Il prestito vitalizio ipotecario può essere inteso come un contratto che i proprietari di una casa con più di 60 anni di età stabiliscono con una banca o con una finanziaria. In questo modo si può ottenere un finanziamento, a garanzia del quale rimane l’ipoteca sulla casa, a tutto favore della banca o della finanziaria. In fase di stabilimento del contratto viene effettuata una perizia sull’abitazione, in modo da decretarne il valore di mercato, affinché il finanziamento erogato corrisponda ad una parte di quest’ultimo.

    Il denaro può essere utilizzato dai proprietari dell’immobile, senza che questi debbano lasciarlo. Si hanno due possibilità, nelle prospettive a lungo termine che riguardano questa norma: si può chiudere il contratto, pagando i soldi comprensivi degli interessi, oppure saranno gli eredi a decidere che cosa fare.

    Proprio gli eredi hanno l’opportunità di cedere la casa o di rimborsare il prestito.

    Questo sistema si differenzia dalla nuda proprietà per alcune peculiarità. Nel caso della nuda proprietà, il proprietario vende la proprietà della casa, mantenendo per sé il diritto di abitarci fino alla morte. Con il mutuo inverso il proprietario, invece, non perde la proprietà dell’immobile e quindi ha la possibilità di lasciarlo agli eredi, in modo che essi, eventualmente, possano recuperarlo.

    Con l’applicazione della legge è stato chiarito anche quali sono le agevolazioni fiscali previste. In particolare c’è l’esenzione dalle imposte di bollo e da quelle ipotecarie catastali, oltre che dalle tasse sulle concessioni governative. Tutto questo è possibile grazie al versamento di un’imposta sostitutiva. Durante la durata del prestito, invece, occorre continuare a pagare le imposte patrimoniali sul possesso, come l’Imu ed eventualmente la Tasi. Vanno pagate anche la tassa sui rifiuti e, in caso, anche l’Irpef sulle abitazioni non locate.

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