Riforma del trasporto pubblico locale in Italia: chi non paga il biglietto sarà denunciato?

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    Riforma del trasporto pubblico locale in Italia: chi non paga il biglietto sarà denunciato?

    Secondo la riforma del trasporto pubblico locale in Italia, chi non paga il biglietto potrebbe essere denunciato. E’ una nuova proposta che arriva direttamente accompagnata da quella che potrebbe essere una vera e propria conseguenza e che porterebbe a far terminare l’epoca dei controllori sui mezzi pubblici. Al loro posto potrebbero arrivare guardie giurate o personale appartenente a istituti di vigilanza privata. Si ipotizza di dare un compito anche a delle squadre esterne, i cui componenti potrebbero avere la qualifica di pubblico ufficiale.

    Il tutto dovrebbe anche rispondere all’obiettivo di migliorare la sicurezza e si tratterebbe della possibilità concreta di potenziare gli strumenti per la lotta all’evasione delle tariffe. Il problema non può essere ignorato, anche perché è stato stimato che a livello nazionale la sua media è pari a 450 milioni di mancati ricavi.

    Le nuove norme

    I verificatori a bordo dei mezzi pubblici avrebbero anche maggiori poteri rispetto a quelli attribuiti dalla normativa attuale ai controllori. Si tratterebbe di svolgere attività di accertamento dei titoli di viaggio, ma è prevista anche l’opportunità che il Ministero dell’Interno metta a disposizione degli agenti con qualifica di polizia giudiziaria, che potrebbero svolgere attività di supporto dei verificatori. Tuttavia questi agenti, che dovrebbero essere richiesti dagli enti, potrebbero restare a svolgere il loro compito per non più di 36 mesi.

    Per lottare anche contro l’evasione di chi non paga il biglietto, secondo la proposta di legge, potrebbe essere consentito anche l’uso di sistemi di videosorveglianza, sia sui veicoli che sulle banchine. In questo modo le immagini registrate servirebbero come prove per identificare i trasgressori.

    Inoltre è previsto che i gestori del servizio del trasporto pubblico possano avere l’accesso alle banche dati dell’Agenzia delle Entrate Siatel e Sister. Il fine sarebbe quello di consentire un maggiore scambio di informazioni, in riferimento anche ai dati anagrafici e tributari. In questo modo i dati dei trasgressori e gli importi che non sono stati pagati potrebbero essere più facilmente trasmissibili all’Agenzia delle Entrate.