Presentazione modello 730 in ritardo: i rischi di non presentare la dichiarazione in tempo

Presentazione modello 730 in ritardo: i rischi di non presentare la dichiarazione in tempo
da in Agenzia delle Entrate, Commercialisti, Dichiarazione dei redditi, Economia, Modello 730, Tasse
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    Presentazione modello 730 in ritardo: i rischi di non presentare la dichiarazione in tempo

    Il nuovo modello 730 2015 precompilato interessa circa 19 milioni di italiani, lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato e pensionati. L’Agenzia delle Entrate ha già messo a disposizione il modello, che i contribuenti dovranno visionare ed eventualmente integrare, per poi inviare tutti i dati entro la scadenza definitiva del 7 luglio. Che cosa succede, se non si rispetta questo termine? Quali sono le sanzioni in cui si può incorrere, se si va oltre la scadenza del 7 luglio?

    Fino al 2014 la sanzione andava da 258 euro a 2.582 euro. Dal 2015 si calcola l’importo dell’imposta, a cui va aggiunta una sanzione del 30% dell’imposta e in più si calcolano gli interessi.

    I CAF e i commercialisti dovranno essere particolarmente attenti soprattutto riguardo alla documentazione che il contribuente deve fornire, perché, nel caso in cui la dichiarazione manchi di alcuni dati o di alcuni redditi, scatterebbero subito le sanzioni. In caso di errori, il professionista o il CAF possono scegliere di trasmettere entro il 10 novembre 2015 una dichiarazione rettificativa, che consiste in una comunicazione dei dati che riguardano la rettifica.

    In questo caso il CAF e il professionista devono pagare soltanto l’importo della sanzione, mentre il contribuente deve farsi carico del pagamento dell’imposta e dei relativi interessi.

    Se tutto avviene entro il 10 novembre, si può usufruire di una sanzione ridotta, dal 30% al 3,75%. E’ quello che stabiliscono le norme sul ravvedimento operoso. Tutta la materia delle nuove sanzioni è gestita dal decreto semplificazioni fiscali, che è il numero 175 del 2014.

    L’Agenzia delle Entrate, per effettuare le verifiche che riguardano il visto di conformità, richiede per via telematica i documenti al CAF o al professionista entro il 31 dicembre 2016. Gli incaricati hanno 60 giorni di tempo (viene ampliato il periodo, che prima era di 30 giorni) per trasmettere la documentazione. Nel caso in cui si provveda al pagamento delle imposte e degli interessi, la sanzione è ridotta ai due terzi, al 20%.

    Da quest’anno sono previste maggiori responsabilità per i CAF e per i professionisti abilitati, perché ricade su di essi il pagamento delle sanzioni e degli interessi nel caso in cui venga rilasciato un visto di conformità che non rispecchi in maniera fedele la situazione reale del contribuente.

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