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Incentivi per il lavoro giovanile: le leggi che promuovono la creazione di nuovi posti

Incentivi per il lavoro giovanile: le leggi che promuovono la creazione di nuovi posti

    Il Governo Renzi ha sempre detto di avere come priorità la crescita del Paese. Quest’ultima non può avvenire se non si predispongono le giuste opportunità da dare alle imprese, soprattutto per creare nuovi posti di lavoro. Considerando che in Italia la disoccupazione, specialmente quella giovanile, è arrivata a livelli molto alti, è importante predisporre tutte le condizioni per cercare di ridurre il problema. Esistono varie possibilità a questo proposito. Forse non tutte sono conosciute bene. Ecco quindi che le passiamo in rassegna, andando a vedere proprio tutti quegli incentivi che possono costituire un trampolino di lancio per creare lavoro.

    L’ex ministro del Lavoro del Governo Letta, Enrico Giovannini, aveva predisposto un incentivo ancora in vigore. Si tratta di uno sgravio fiscale pari ad un terzo della retribuzione mensile lorda per un periodo di 18 mesi. Il valore mensile dell’incentivo non può superare l’importo di 650 euro per ogni lavoratore che viene assunto e viene riconosciuto dall’Inps entro 3 giorni dalla presentazione di un’apposita richiesta.

    Fra le norme del Jobs Act, in vista della creazione di nuovi posti di lavoro, bisogna considerare soprattutto le lettere B e C del comma 7 della legge delega relativa al provvedimento messo in atto dal Governo Renzi. In particolare la lettera B incentiva la promozione del contratto a tempo indeterminato, rendendolo più conveniente per le imprese. La lettera C delinea uno scenario per le nuove assunzioni caratterizzato da un regime a tutele crescenti, in relazione all’anzianità di servizio. Nello specifico è prevista un’agevolazione per i datori di lavoro, che consente l’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali nel limite di un importo massimo di 8.060 euro al mese. LEGGI ANCHE: Cosa cambia con il Jobs Act di Renzi?

    La legge 190 del 2014 stabilisce la deducibilità ai fini Irap del costo complessivo per i lavoratori subordinati a tempo indeterminato. Si vuole premiare l’occupazione stabile e penalizzare altre forme di contratto a tempo determinato.

    La legge stabilisce anche altri incentivi contributivi, previsti per 12 mesi, nel caso in cui da un contratto di apprendistato si passi ad uno a tempo indeterminato. Gli incentivi, da questo punto di vista, sono stabiliti su base regionale.

    E’ stato previsto un incentivo ai datori di lavoro che assumono giovani ammessi al programma Garanzia Giovani, progetto rivolto a ragazzi di età compresa fra i 15 e i 29 anni che non sono impegnati in un’attività lavorativa e nemmeno inseriti in corsi scolastici o formativi. I datori di lavoro che vogliono richiedere questo incentivo devono presentare domanda all’Inps, indicando varie informazioni: il lavoratore assunto, la trasformazione di un lavoro a termine in uno a tempo indeterminato e la regione e la provincia in cui viene eseguita la prestazione lavorativa. Tutto ciò è stato stabilito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

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