Fine del segreto bancario in Svizzera, siglato l’accordo con l’Italia

Fine del segreto bancario in Svizzera, siglato l’accordo con l’Italia
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    Fine del segreto bancario in Svizzera, siglato l’accordo con l’Italia

    Fine del segreto bancario per le banche elvetiche. Nel pomeriggio è infatti arrivata la firma sull’accordo fiscale tra Svizzera e Italia, siglato a Milano dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e la consigliera federale Widmer Schlumpf. L’accordo mette fine dunque al segreto bancario per i correntisti italiani che hanno portato capitali nelle banche elvetiche, spesso fuggendo dal Fisco ed evadendo le tasse. “Con la firma di questo accordo, realizziamo un passo in avanti molto importante nelle relazioni fra i due paesi”, ha dichiarato Padoan. Due i documenti del patto, come ha spiegato il ministro: “uno giuridico sullo scambio di informazioni, che ora va all’esame dei Parlamenti, e uno politico sulla road map da seguire per definire ulteriori questioni come il trattamento fiscale dei trasfontalieri e il trattamento di Campione di Italia”.

    Con la firma del trattato tra Italia e Svizzera, il paese elvetico esce dalla black list dei paradisi fiscali e si apre un nuovo capitolo per lo scambio di informazioni sui correntisti, con conseguenze di rilievo per il contrasto all’evasione fiscale. Niente più segreto bancario, le Fiamme Gialle avranno così accesso ai conti correnti di cittadini italiani per i controlli del caso, potendo così rilevare eventuali evasioni fiscali.

    Il trattato permette dunque ai contribuenti italiani che vogliono avvalersi della voluntary disclosure di avere condizioni migliori sia per gli anni da sanare sia per gli oneri da sostenere. Grazie a condizioni più attrattive, lo Stato punta a incassare un ulteriore tesoretto: secondo alcune stime, sarebbero circa 150 miliardi i capitali italiani all’estero con la Svizzera che rappresenta l’80% dei casi.

    Dal Mef stimano che se anche solo il 20% aderisse, potrebbero rientrare 6,5 miliardi di euro in tasse ed evasione recuperata.

    La firma arriva dopo tre anni di trattative. Ci è costato un euro – spiega con una battuta Padoa – ma posso dire con certezza che porterà a entrate per più di un euro“. La fine del segreto bancario sarà così nuovi strumenti di contrasto all’evasione fiscale e sarà seguito a breve da un secondo trattato, questa volta con il Liechtenstein, che dovrebbe essere siglato giovedì o comunque prima del 2 marzo, termine ultimo per aderire alla voluntary disclosure.

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