8 per mille: cos’è e come funziona

8 per mille: cos’è e come funziona
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    8 per mille: cos’è e come funziona

    Chiunque abbia compilato almeno una volta la dichiarazione dei redditi conosce bene l’8 per mille, termine di regola accostato alla Chiesa Cattolica. Ma cos’è di preciso l’8 per mille? Si tratta di una quota di imposta, nella misura dell’otto per mille appunto, ricavata dall’intero gettito Irpef, che ogni anno lo Stato italiano ripartisce, in base alle scelte dei contribuenti, tra le diverse confessioni religiose. Non solo, perché una parte da non sottovalutare resta nelle casse statali, spesso utilizzata per scopi che i contribuenti ignorano. Non a caso questo strumento è stato e continua ad essere molto criticato, sia a livello politico che sociale. Cerchiamo di dirimere la matassa e capire come funziona l’8 per mille.

    Partiamo con un po’ di storia: l’8 per mille è stato introdotto nel sistema italiano dalla legge 222 del 1985, frutto di un accordo tra l’allora presidente del consiglio Bettino Craxi e il segretario di stato del Vaticano Agostino Casaroli, nell’ambito della rivisione e firma del nuovo Concordato tra Stato e Chiesa. Di fatto da quella trattativa esce il testo della legge che ancora oggi guida la mano degli italiani in sede di dichiarazione. L’accordo stabiliva, infatti, che il sostegno alla Chiesa, fino ad allora gestito attraverso la cosiddetta ‘congrua’, avvenisse come devoluzione di una frazione del gettito totale Irpef da suddividere tra la Chiesa cattolica, le altre confessioni (per scopi religiosi o caritativi) e lo Stato stesso (per scopi sociali o assistenziali).

    La scelta sarebbe stata effettuata dal contribuente stesso nella dichiarazione dei redditi, e anche nel caso di mancata scelta l’8 per mille di quella quota Irpef sarebbe stata considerata nel computo totale. Ancora oggi, comunque, sono diversi i motivi di dissidio: innanzitutto la Chiesa Cattolica sembra avere una posizione privilegiata nel computo delle confessioni da scegliere (soprattutto grazie alla potente macchina pubblicitaria), e poi secondo molti non è accettabile che ancora oggi, nonostante l’inserimento delle più disparate confessioni religiose, non sia ancora stata sottoscritta alcuna intesa che riguarda l’Islam, una delle fedi più professate in assoluto. Anche uscendo dal terreno religioso e passando alla quota che spetta allo Stato le polemiche non mancano di certo.

    La legge prevede, infatti, che detta quota venga riservata a scopi sociali o assitenziali, dalla cura dei beni culturali alle calamità naturali passando per l’assistenza ai rifugiati.

    Bene, sono due i punti controversi: il primo è che di solito la quota maggiore di questa parte statale viene comunque dedicata alla Chiesa Cattolica, attraverso la conservazione dei beni culturali legati al culto cattolico (quasi il 50% del totale nel 2004); il secondo è che una recente legge finanziaria ha previsto il trasferimento nelle spese ordinarie di una cospicua parte della quota statale, da utilizzarsi per altri scopi. Quali? Nel 2004 parte dei fondi è stata usata per finanziare la missione militare italiana in Iraq e ancora oggi le spese militari rientrano nel novero delle spese sostenute con l’8 per mille. Una scelta che non piace ai contribuenti, che tendono così a non scegliere lo Stato ma a devolvere la propria quota a una qualsiasi confessione. Motivo in più per esprimere sempre una preferenza.

    La mancata formulazione di un’opzione non viene, infatti, presa in considerazione, di modo che l’intero gettito viene ripartito in base alle sole scelte espresse. Mentre alcune confessioni lasciano le quote non attribuite allo Stato, non accade così per la Chiesa cattolica, che finisce per ottenere un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti a suo favore. Molti, anche per queste motivazioni, chiedono da tempo l’abrogazione dell’8 per mille che, lo ricordiamo per precisione, può essere versato anche dai contribuenti non tenuti alla presentazione della dichiarazione, consegnando il CUD in una busta chiusa a un ufficio postale.

    Vediamo, infine, quali sono i soggetti che partecipano alla ripartizione della quota dell’otto per mille del gettito Irpef:

    - Stato
    - Chiesa cattolica (Patti Lateranensi del 1984)
    - Chiesa valdese, Unione delle Chiese metodiste e valdesi
    - Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno
    - Assemblee di Dio in Italia (Pentecostali)
    - Unione delle comunità ebraiche italiane
    - Chiesa Evangelica Luterana in Italia
    - Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (a partire dal 2013, anche per le quote non espresse)
    - Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale dal 2013
    - Chiesa Apostolica in Italia (Pentecostali) dal 2013
    - Unione Buddista Italiana dal 2013
    - Unione Induista Italiana dal 2013

    Prepariamoci a fare la nostra scelta per i destinatari dell’8 per mille, consapevoli che anche non scegliere affatto in realtà si trasforma in una scelta precisa (di solito a favore di Stato e Chiesa cattolica).

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