Dipendenti pubblici: resta il reintegro in caso di licenziamenti disciplinari illegittimi

Dipendenti pubblici: resta il reintegro in caso di licenziamenti disciplinari illegittimi
    Dipendenti pubblici: resta il reintegro in caso di licenziamenti disciplinari illegittimi


    Molto dibattuta la questione del reintegro dei dipendenti pubblici in caso di licenziamento disciplinare illegittimo. A questo proposito il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, ha detto che, secondo lei, dovrebbe rimanere la possibilità del reintegro e non si può applicare soltanto l’istituto dell’indennizzo, come invece avverrà per i contratti privati, stipulati secondo le norme del Jobs Act. Il ministro ha chiarito che quest’ultimo non viene applicato al pubblico impiego, ma è un provvedimento relativo soltanto al settore privato.

    Non è casuale l’intervento di Marianna Madia, perché il relatore della delega sulla Pubblica Amministrazione, Giorgio Pagliari, del PD, ha presentato su questi temi 15 emendamenti.

    Fra gli emendamenti che sono stati presentati ce n’è uno che è certamente destinato a far discutere. Si tratta del fatto che i dirigenti non possono essere ritenuti responsabili di danni erariali determinati dalle scelte politiche di chi li indirizza. La responsabilità dei dirigenti, quindi, rimane soltanto amministrativo-contabile e limitata alle azioni di gestione.

    Un altro emendamento riguarda la nascita del polo unico di medicina fiscale: con questa istituzione le Asl non avranno più il compito di gestire le visite fiscali, ma tutto sarà demandato all’Inps.

    Quest’ultimo si è detto pronto ad effettuare i controlli, utilizzando anche un sistema informatizzato. Tutto questo dovrebbe comportare delle conseguenze nel conteggio dei giorni di reperibilità e nelle fasce orarie, che sono 4 nel privato e 7 nel pubblico. Proprio nel settore pubblico la visita può scattare anche dal primo giorno.

    Un altro degli emendamenti inserisce nel ruolo unico dei dirigenti statali anche quelli delle università e degli enti pubblici di ricerca. Per ciò che si riferisce ai procedimenti disciplinari, gli emendamenti sono intenzionati a semplificare le norme sulla valutazione, riconoscendo il merito (che può corrispondere a determinati premi) e sviluppando sistemi di misurazione per il raggiungimento dei risultati sia di un’intera struttura che dei singoli dipendenti. Viene prevista inoltre una norma che dovrebbe accelerare l’esercizio dell’azione disciplinare. E’ proprio in questo senso che si inseriranno le leggi più stringenti sul licenziamento.

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