Moncler e Report: dopo l’inchiesta l’azienda querela Milena Gabanelli

Moncler e Report: dopo l’inchiesta l’azienda querela Milena Gabanelli
da in Animali, Animalisti, Economia, Programmi TV, Protezione Animali, Report, Milena Gabanelli
Ultimo aggiornamento:
    Moncler e Report: dopo l’inchiesta l’azienda querela Milena Gabanelli

    Sono conseguenze pesantissime per il marchio Moncler dopo l’inchiesta di Report sulla spiumatura delle oche vive a firma di Sabrina Giannini. L’azienda, il giorno successivo alla messa in onda del servizio, ha visto calare le sue quotazioni in Borsa e ha annunciato di aver dato mandato ai legali per tutelarsi in ogni sede opportuna. Si prospetta quindi una querela ai danni della redazione di Report. Le immagini della nota trasmissione sono state evidenti e hanno mostrate le oche blindate come in una sorta di lager, sottoposte ad una pratica che si rivela una vera e propria tortura.

    Qui un breve estratto della puntata:

    Qui la puntata integrale del 2 novembre 2014: SIAMO TUTTI OCHE

    Le oche in Ungheria vengono sottoposte alla spiumatura da vive. Un’esecuzione che si ripete ben 4 volte nella vita di ogni animale e che produce ferite atroci. L’Unione Europea vieta questa pratica, ma tutto avviene nell’indifferenza totale, a discapito degli animali. La Moncler è riuscita ad ottenere questi “risultati”, scegliendo di delocalizzarsi rispetto all’Italia e operando soprattutto nei Paesi dell’Est. Qui i costi di produzione si abbassano notevolmente e non importa se le norme europee stabiliscano che i piumini vadano ricavati soltanto attraverso un processo di pettinatura sull’animale.

    Secondo l’inchiesta, a fronte di utili elevatissimi per Moncler, i prodotti sarebbero di qualità opinabile e i costi di produzione non supererebbero i 30/40 euro a capo. Questo a fronte di prezzi per l’utente finale di oltre 1.000 euro.

    Prima di chiudere la puntata, Milena Gabanelli ha posto una domanda retorica a Moncler, chiedendo perché l’azienda abbia sentito l’esigenza di delocalizzare, impoverendo il tessuto lavorativo italiano, nonostante abbia costi di produzione bassissimi e introiti altissimi.

    Non è la prima volta che un’inchiesta di Sabrina Giannini scatena un putiferio. Come dimenticare il servizio su Antonio Di Pietro, che contribuì lo scorso anno ad affossare la carriera politica del fondatore di Italia dei Valori? Nel curriculum della giornalista di Report si contano inchieste di altissimo livello, che le sono valse una dozzina di premi giornalistici vinti in mezzo mondo.


    Il giorno dopo l’inchiesta di Report Moncler ha subito un forte calo a Piazza Affari, perdendo il 3,89%. La puntata di Report sta pesando ancora sull’andamento del titolo. L’azienda è stata attaccata dagli animalisti, che hanno fatto sentire la loro voce anche attraverso una serie di tweet indignati. Sulla home page del sito dell’azienda è comparso un comunicato che conferma come Moncler utilizzerebbe solo piume acquistate da fornitori che sono obbligati per contratto a garantire il rispetto degli animali.

    Inoltre l’azienda ha riferito che i suoi fornitori di piume sono soprattutto in Italia, Francia e Nord America. Sicuramente l’inchiesta presentata è riuscita a cogliere nel segno, perché, al di là delle possibili difese da parte di Moncler, in molti sono stati sensibilizzati sul fenomeno. Nel frattempo l’aver focalizzato l’attenzione sulla catena di produzione dei piumini e sui metodi della raccolta delle piume, criticando le condizioni di maltrattamento degli animali, ha contribuito ad incentivare il dibattito sul carattere etico della questione.

    789

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AnimaliAnimalistiEconomiaProgrammi TVProtezione AnimaliReportMilena Gabanelli
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI