Pagati per viaggiare: l’azienda che stimola la creatività dei suoi dipendenti

Pagati per viaggiare: l’azienda che stimola la creatività dei suoi dipendenti
da in Economia, Lavoro
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    Una agenzia di creativi con sede nel sud della California ha deciso di pagare un extra ai propri dipendenti, per spingerli ad andare in vacanza in un posto ancora non conosciuto, e stimolare così la loro creatività. I membri dello staff di ThinkParallax sono andati in giro per il mondo, ovviamente a caccia di idee per il loro lavoro. Il fatto nuovo e curioso è che l’agenzia paga ai suoi impiegati un bonus di ben 1.500 dollari a testa, come investimento, per permettergli di andare in vacanza, con l’unico obbligo di postare online e sui social i loro scatti e i racconti del loro viaggio.

    Foto, immagini, suggestioni, racconti… Tutto può servire a migliorare la creatività e stimolare la fantasia. Per un’agenzia creativa essere competitivi è un must.

    I fondatori di ThinkParallax, Guusje Bendeler e Jonathan Hanwit, lo sanno bene, ed è per questo che affermano senza dubbio che l’investimento di 1500 dollari all’anno a dipendente è ben riposto. In fin dei conti, la vacanza ha finalità professionali.

    Jonathan e Guusje, i due titolari dell’agenzia, sono partner anche nella vita e, non a caso, si sono conosciuti in viaggio.

    Sul loro sito spiegano: ‘Come agenzia creativa, che crea pubblicità e strategie di marketing, sappiamo che il nostro compito è stimolare l’immaginazione dei dipendenti. Sappiamo che questo investimento avrà un impatto positivo, sia a livello lavorativo che nella vita fuori dall’ufficio‘.

    Ecco l’idea sulla quale si basa la loro teoria: non è l’ufficio il luogo migliore per trovare l’ispirazione, ma il mondo.

    Vivere nuove esperienze e incontrare nuove culture consente di produrre idee innovative. E proprio per questo, nelle ‘clausole’ del viaggio c’è l’obbligo di andare in una destinazione mai visitata prima, che sia al di fuori della cosiddetta zona comfort, da visitare fra settembre e dicembre.

    Secondo Jonathan Hanwit, questo tipo di esperienza consente alle persone di guardare al proprio lavoro in una nuova prospettiva, rompendo gli schemi e le dinamiche consolidate nel tempo.

    Olanda, Germania, Perù, Nuova Zelanda… Gli undici componenti del team di Think Parallax si sono immersi con entusiasmo in questa esperienza. Per il momento, sono stati quattro i dipendenti che hanno viaggiato: Jonathan è andato in Germania e in Olanda, Anna è stata a Machu Picchu, in Perù, Edison ha visitato Berlino e Maddie la Nuova Zelanda. Ognuno di loro ha portato con sé una lettera che compone il nome dell’azienda e, nelle prossime settimane, partiranno anche gli altri sei impiegati: destinazione ancora sconosciuta.

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