Documento di Economia e Finanza 2014: tutti i provvedimenti

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    Il ministero dell’Economia ha varato una nota di aggiornamento del DEF 2014, il Documento di Economia e Finanza del governo Renzi. Tra le novità in preparazione c’è l’abolizione degli scontrini fiscali, e delle ricevute, con il fine di rendere tracciabili tutti i pagamenti. Ma è probabile anche un aumento dell’Iva sulle aliquote inferiori, in particolare riguardo i beni di prima necessità.

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    Il governo Renzi ha dovuto rivedere le proprie stime per l’anno in corso, lo stesso Ministro Padoan ha affermato che il quadro generale è più cupo rispetto ad aprile, quando il documento è stato presentato per la prima volta agli italiani.

    Via gli scontrini

    La ricetta, ora, sembra essere la linea dura contro gli evasori, contro chi non paga le tasse. E’ in quest’ottica che si inserisce l’abolizione degli scontrini.

    Come rendere tracciabili tutti i pagamenti? Con l’uso della moneta elettronica (bancomat, carte di credito e debito). Attualmente, la soluzione allo studio degli esperti dovrebbe essere quella che consentirà a commercianti e partite Iva di trasmettere per via telematica tutti gli introiti. Eventuali controlli potranno essere effettutati su singoli casi selezionati

    L’aumento dell’Iva

    Le misure ritenute indispensabili dal governo hanno portato a un rinvio del pareggio di bilancio al 2017, con tanto di possibile arrivo di una nuova clausola di salvaguardia nella prossima legge di stabilità. Il deficit dovrebbe salire dal 2,25 al 2,9%, sfiorando la soglia massima consentita, che verrà riequilibrato da una probabile manovra di circa 11 miliardi.

    L’aumento dellle aliquote Iva più basse potrebbe scattare anche per tenere buona l’Europa. Il costo di tutto questo potrebbe ammontare a 12,6 miliardi nel 2016, 17,8 nel 2017 e 21,4 nel 2018.

    A cosa serve il DEF?

    Il DEF 2014, Documento di Economia e Finanza è uno degli atti formali più importanti per un governo, che serve per indicare le sue politiche economiche e finanziarie per l’anno in corso. Nel testo sono indicate le stime economiche sul Paese. Come la previsione di crescita del PIL. Non solo, però, perché ci sono anche i progetti del governo in fatto di misure sulla crescita e il taglio delle spese. Spending review e taglio al cuneo fiscale sono le parole chiave per comprendere la ricetta del DEF di Matteo Renzi, ovvero la programmazione economica e finanziaria di medio periodo. Nel corpo del DEF trova spazio anche una fotografia dello stato di salute del Paese, attraverso indicatori come il tasso di crescita, il rapporto tra prodotto interno lordo e deficit, il percorso di rientro da un eventuale debito pubblico.

    I provvedimenti di Renzi

    Vediamo punto per punto i provvedimenti contenuti nel documento di pianificazione del governo Renzi?

    TAGLIO CUNEO FISCALE

    Il taglio dell’Irpef serve ad aggiungere 80 euro in più in busta paga a chi guadagna fino a 1.500 euro, ma la misura è stata allargata anche a chi guadagna meno di 8mila euro l’anno (i cosiddetti incapienti).

    IMPOSTA SULLE PLUSVALENZE BANKITALIA

    Parte dei soldi utili per finanziare il taglio del cuneo fiscale verranno trovati mettendo le mani nelle tasche delle banche. In specifico viene subito ritoccata l’imposta sulle plusvalenze delle quote possedute dalle banche in Bankitalia, decisa con decreto dal governo di Enrico Letta. La tassazione sulla rivalutazione dell’operazione Banca d’Italia passa dal 12% al 26%. Una percentuale raddoppiata che ha creato qualche malcontento tra gli istituti di credito.

    STIPENDI DEI MANAGER PUBBLICI

    L’obiettivo principale del DEF di Renzi è sempre stato quello di conciliare ogni taglio e sgravio strutturale con una altrettanto decisa riduzione delle spese. Il rigore riguarda anche e soprattutto i manager delle aziende pubbliche (ad esclusione di quelle quotate), che non potranno guadagnare più del Presidente della Repubblica. Dato che Napolitano si è ridotto lo stipendio a 238mila euro, questo è il tetto massimo da non sforare.

    PRIVATIZZAZIONI

    Parte dei fondi necessari alle riforme strutturali verrà recuperata anche dalle privatizzazioni degli asset dello Stato. Da questa operazione il governo Renzi intende incassare una cifra che si aggiri intorno allo 0,7% del Prodotto interno lordo. A partire dal 2014 e per i prossimi tre anni, potremo dire addio a società come Eni, StMicroelectronics, Enav, Sace, Fincantieri, Cdp Reti, Tag e Grandi Stazioni.

    TASSA SULLE RENDITE FINANZIARIE

    E’ stato approvato l’aumento dell’aliquota di tassazione sulle rendite finanziarie, che è passata dal 20% al 26% a partire da luglio 2014. Il governo ha quindi deciso di escludere dall’aumento i BOT, per tutelare i piccoli risparmiatori. I proventi di questa operazione serviranno per coprire il taglio all’Irap (costo 2 miliardi).

    SGRAVI PER LE IMPRESE

    Tra le iniziative di risparmio messe in campo dal DEF, troviamo anche una riduzione dei trasferimenti alle imprese. Quest’ultimo punto preoccupa non poco gli imprenditori, perché rischia di annullare (almeno parzialmente) gli effetti benefici del taglio dell’Irap del 10%. Non è ancora chiaro quando diventerà fatto concreto, ma molti ritengono che il discorso sarà rimandato al 2015.

    LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE

    Nella delega fiscale viene prevista la dichiarazione dei redditi precompilata per i lavoratori dipendenti pubblici e per i pensionati, in modo da facilitare i contribuenti nella presentazione dei dati al Fisco. Per tutti, comunque, Renzi ha una ricetta precisa: “La lotta all’evasione non si fa con i blitz, come a Cortina o a Ponte Vecchio, ma con un investimento massiccio in nuove tecnologie. Il che non vuol dire ridurre l’utilizzo del contante“. Non solo, nelle indagini sull’evasione verranno analizzate anche le utenze di gas, acqua e rifiuti, per incrociare i dati con le dichiarazioni dei redditi.

    ABOLIZIONE DEL CNEL

    Nel disegno di legge di riforma costituzionale presentata a marzo Renzi annunciava di voler abolire il CNEL, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro istituito nel 1957 e oggi svuotato di ogni valore. Il CNEL, infatti, non fa altro che esprimere pareri di natura legislativa (non vincolanti) sulle questioni economiche e sociali. Il premier ha ribadito di volere abolire questa istituzione per tagliare i costi. In realtà sono molti gli enti sopprimibili, ma il vero problema è la ricollocazione del personale, che di regole viene reinserito sempre nella Pubblica Amministrazione.