Proposta indecente al colloquio di lavoro: i casi più eclatanti

Proposta indecente al colloquio di lavoro: i casi più eclatanti
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Ultimo aggiornamento: Sabato 05/11/2016 07:17

    Proposte indecenti ai colloqui di lavoro? I casi si moltiplicano di anno in anno. In tempo di crisi è dura la vita per chi cerca un lavoro, e diventa ancora più dura se a cercare un impiego è una ragazza giovane. Un recente esempio (brutto) di quel che può accadere a chi si affaccia nel mondo del lavoro ci viene da Treviso, dove una diciannovenne si è presentata a un colloquio di lavoro per essere assunta come segretaria, ma le richieste fatte dal datore si sono spinte oltre il lecito. Tra le pagine di cronaca capita di leggere situazioni simili, di proposte indecenti fatte durante i colloqui di lavoro: vediamo i casi più famosi. Protagonista della contorta vicenda accaduta a Treviso, è una giovane diciannovenne neodiplomata o forse il titolare della ditta friulana che si occupa di vivai e di commercio di piante presso la quale la giovane stava cercando lavoro. La posizione ambita è quella di assistente e collaboratrice del titolare, con disponibilità a viaggiare in Europa e buona conoscenza delle lingue straniere. La ragazza, appena uscita da un Istituto turistico, fa immediatamente domanda, sentendosi rispondere che non si cercano persone di grande esperienza e che per lei sarebbe pronto un contratto a tempo indeterminato da 2300 euro al mese. Al momento del colloquio con il datore di lavoro, però, la giovane si sente rivolgere una serie di domande ben poco attinenti con il motivo per cui si trova lì: “Quanto è alta? Che misure porta?“. E poi, dopo la richiesta di una fotografia: “Che taglia porta di seno?” La ragazza a questo punto non riesce a trattenersi: “Ma sta cercando una segretaria o un’attrice porno?“. La risposta del titolare è stata: “Sto cercando una segretaria assistente, ma avrei piacere che mi piacesse e che sia ok non sono ossessionato dall’aspetto fisico, ma sicuramente seriamente interessato. Penso sappia come funzionano queste cose.” Sì, purtroppo abbiamo imparato a conoscere come funzionano queste cose.

    Padova: una giovane neolaureata è stata licenziata per non aver accettato la proposta indecente del suo capo. Il Gazzettino.it. riporta la storia di una venticinquenne, contattata per un colloquio da uno studio grafico della città veneta. Pochi giorni dopo la giovane, laureata in Arti Visive a Venezia, comincia la sua collaborazione. Ma in cambio di un contratto, alla stagista vengono richieste prestazioni sessuali con il titolare dello studio. Lei rifiuta e il risultato è un licenziamento immediato. La motivazione ufficiale è la seguente “Pur apprezzando le tue qualità professionali, non rispondi alle caratteristiche della figura che stiamo cercando“.

    Recentemente a Striscia la Notizia sono giunte diverse segnalazioni a proposito di un imprenditore che effettuava metodi poco ortodossi per scegliere di una segretaria. Fabio e Mingo decisero di spedire dal professionista una loro attrice. Il signore affermava di occuparsi di consulenza commerciale di marketing per aziende italiane, ed era alla ricerca di un’assistente personale: ‘una persona di grande immagine che mi possa essere vicino e che possa farmi da hostess in determinate situazioni e che mi possa fare da ragazza immagine in altre da assistente personale che mi possa seguire nei miei spostamenti‘. Il colloquio procede: ‘Sei sposata? fidanzata? Quindi avresti la possibilità di seguirmi nei miei spostamenti? Io non avrei problemi a garantirti un discorso economico importante. Chiaramente quando di parlavo di assistente personale, presupponevo anche un certo rapporto tra me e la persona. Un rapporto stretto, a me piacerebbe vederti come sei, tutto insomma…‘. Dopo averla portata in camera per vedere la donna senza veli, l’uomo comincia anche a testare ‘il prodotto’. L’intervento di Fabio e Mingo tolgono dalla situazione imbarazzante l’attrice di Striscia, ma quante donne si sono trovate in una situazione simile?

    Altro caso arriva da Ravenna, la notizia è apparsa sul quotidiano La Voce di Romagna, città di origine di una 28enne che voleva ottenere un posto da barista in un locale di Forlì. Il curriculum richiesto si è rivelato decisamente particolare: ‘Sto facendo le selezioni. Prepara abbigliamento con minigonna nera, calze, tacchi, intimo con perizoma‘, è stata la proposta indecente. E non era nemmeno la prima ricevuta, come ricorda con estremo disgusto la giovane, che ha raccontato pure di quando un agente immobiliare della riviera le aveva detto esplicitamente che certe prestazioni a luci rosse avrebbero fatto parte del ‘pacchetto’.

    Lui è un gestore di un bar, lei una bella ragazza in cerca di lavoro. La proposta indecente (sesso in cambio dell’assunzione) è stata fatta a una donna ticinese di 29 anni, che al momento del colloquio di lavoro si è vista pure le mani dell’uomo sui seni. Come riporta Ticinonline, la 29enne ticinese è stata letteralmente tempestata da messaggi inequivocabili, anche di notte. E a quanto pare il bar del luganese in questione non sarebbe nuovo a fatti del genere.

    La storia parte alle fine del 2009, quando una studentessa e suo marito si trovano in difficoltà economiche: la ragazza trova lavoro come colf in casa di un 60enne residente in un paese della Valconca. A un certo punto l’uomo inizia a chiedere ‘qualcosa’ di più alla sua donna delle pulizie. La giovane respinge le avances al mittente, ma un giorno il datore di lavoro la invita in camera sua, dove dalla cassaforte a muro estrae 20mila per un rapporto sessuale con lui. La studentessa rifiuta e, tornata a casa, racconta tutto al marito. Per esigenze economiche la ragazza prosegue a fare le pulizie in casa dell’uomo. Che continua a fare richieste di un certo tipo. Qualche mese più tardi l’uomo le palpa il sedere e le rinnova la sua proposta, poi chiude anche a chiave la porta d’ingresso, scatenando la reazione della ragazza. Il loro rapporto di lavoro si interrompe, e lei lo denuncia ai carabinieri. L’uomo è stato poi rinviato a giudizio per violenza sessuale, sequestro di persona e violenza privata.

    Per concludere, secondo l’Istat una donna su due, tra i 14 e i 65 anni ha ricevuto molestie o ricatti a sfondo sessuale sul posto di lavoro. Il 17% degli intervistati in un’inchiesta condotta da studenti.it ha ammesso di aver ricevuto una proposta simile, e ben il 64% (ossia l’11% del totale) ha confessato di aver accettato.

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