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Bolletta della luce: tutti i costi nascosti

Bolletta della luce: tutti i costi nascosti
da in Bollette, Consumi, Economia, Energia elettrica, Tasse
Ultimo aggiornamento: Sabato 05/11/2016 07:17

    La bolletta della luce porta molti costi nascosti. Non si tratta soltanto dei consueti servizi di vendita, di rete e di imposte, ma ci sono anche quelli che vengono definiti gli oneri di sistema. Tutti questi elementi hanno portato, soltanto nel 2013, a spendere 13,7 miliardi di euro, che sono stati pagati dagli italiani. Prima che entrasse in vigore il decreto competitività, c’erano degli sconti riservati ad alcune categorie in particolare, come i dipendenti del settore elettrico, il Vaticano, San Marino, la rete ferroviaria italiana.

    A questo riguardo ci sono state forti polemiche. Sono stati, infatti, ridotti, ad esempio, gli sconti alla rete ferroviaria, però i costi sono ricaduti soprattutto sull’aumento dei biglietti. Si può dire che si finisce col togliere da una parte e con il determinare degli aumenti in altri settori.

    I costi di approvvigionamento rappresentano il 65% della bolletta. Comprendono tutte le attività che il venditore deve porre in atto, per acquistare e rivendere l’energia elettrica al cliente. Fra queste spese ci sono il prezzo dell’energia, che copre i costi che servono per acquistare l’energia elettrica, il prezzo del dispacciamento, che garantisce che ci sia sempre un equilibrio tra l’energia immessa e quella prelevata dalle reti elettriche.

    Complessivamente per questi costi il cliente paga il 15% della spesa totale. Si tratta di coprire i costi per la trasmissione dell’energia elettrica sulla rete nazionale e il tutto corrisponde ad una componente che viene prelevata in bolletta in centesimi per ogni kWh consumato. Ogni operatore fissa la sua tariffa, che comunque deve rispettare i vincoli fissati dall’AEEG.

    Pesano il 7% in totale nella bolletta elettrica. Sono costituiti dalle componenti tariffarie A, che compongono gli oneri sostenuti nell’interesse generale del sistema elettrico. La voce A2 riguarda lo smaltimento delle centrali nucleari, l’A3 la promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili, l’A5 per l’attività di ricerca e sviluppo, l’A6 riguarda la copertura dei costi sostenute dalle imprese e che non si possono recuperare in seguito alla liberalizzazione del mercato elettrico. Fra gli oneri ci sono anche le cosiddette componenti MCT: si tratta di costi che vanno a finanziare le misure di compensazione territoriale e sono previste da una legge del 2003 a favore dei luoghi che ospitano centrali nucleari e impianti basati sul ciclo del combustibile nucleare.

    Tutti i clienti finali devono pagare anche le imposte sulla fornitura di energia elettrica. Si tratta dell’imposta erariale di consumo e dell’addizionale erariale. Sono applicate alla quantità di energia consumata. Infine c’è l’Iva, applicata al costo complessivo del servizio. Per le imposte è previsto un sistema di agevolazione, se la fornitura riguarda l’abitazione di residenza anagrafica del cliente. In caso di bassi consumi ne viene ridotto l’importo. L’aliquota Iva, che attualmente viene applicata per la fornitura di energia per le abitazioni, è pari al 10%.

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