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Case in vendita a 1 euro: dove e quali?

Case in vendita a 1 euro: dove e quali?
da in Economia, Euro

    Comprare casa a 1 euro. Non è un sogno o una truffa ma la possibilità che i comuni di Salemi (Trapani), Gangi (Palermo) e Carrega Ligure (Alessandria) hanno deciso di dare per poter diventare proprietari di immobili con una cifra simbolica. L’idea nasce dalla necessità dei tre piccoli borghi di fermare il degrado dei centri storici e l’abbandono della popolazione: il primo a metterla in pratica è stato Salemi sotto la guida del suo ex sindaco, Vittorio Sgarbi, prima dello scioglimento per infiltrazioni mafiose nel 2012. La cittadina deve ancora fare i conti con i danni del terremoto del Belice del 1968, con case del centro storico ridotte a pochi ruderi; anche Gangi, nell’entroterra trapanese, stava perdendo il suo patrimonio storico con abitazioni lasciate a disfarsi, abbandonate dai proprietari. Per Carrega Ligure, il nemico è l’abbandono della popolazione, con soli 98 abitanti sui 3mila del recente passato.

    La soluzione della casa a 1 euro sta aiutando questi comuni a risolvere una situazione difficile come la riqualificazione del centro abitato e il ripopolamento. Con le casse comunali prosciugate da nuove imposte e la crisi che stringe nella morsa imprese e famiglie, l’iniziativa ha colpito soprattutto per la creatività. Gli immobili messi a disposizione a 1 euro sono di proprietà di privati che non hanno interessi a ristrutturare vecchie abitazioni, spesso storiche e malandate.

    Il Comune si offre quindi come intermediario per l’acquisto che avviene a un euro: il tutto però deve avvenire secondo determinate regole. Il Comune di Gangi, inserito tra i Borghi più belli d’Italia, ha elencato una serie di condizioni e garanzie a cui è vincolato l’acquisto della casa a 1 euro. L’acquirente deve infatti pagare le spese notarili per la registrazione, le volture e l’accatastamento; entro un anno bisogna presentare un progetto di ristrutturazione e, una volta rilasciate le autorizzazioni, i lavori devono partire in due mesi. A garanzia, il Comune chiede una fideiussione di 5mila euro per tre anni. L’iniziativa è aperta a tutti, anche e soprattutto ai non residenti e sta dando i primi risultati. Si tratta in totale di 22 immobili di cui 9 risultano già vendute o assegnate.

    Tra i progetti nati dall’iniziativa “casa a 1 euro” c’è anche la creazione di un albergo a basso impatto ambientale: un modo per far rivivere case abbandonate da decenni e che hanno ancora oggi un enorme potenziale.

    Stessa aria di successo di respira dall’altra parte d’Italia, a Carrega Ligure, piccolo paese a 950 metri d’altitudine, che conta 98 abitanti per 11 frazioni: numeri che lo rendono uno dei Comuni meno densamente popolati d’Italia, che non ha collegamenti ferroviari, ma che vanta panorami mozzafiato. “A partire da fine ’800 molti abitanti di Carrega Ligure furono costretti ad emigrare verso le Americhe lasciando alcune abitazioni al loro triste ed inesorabile declino”, si legge sul sito dell’amministrazione dedicata all’iniziativa.

    Il progetto ha registrato i primi successi e il sindaco, Guido Gozzano, ha ricordato l’interesse dell’università di Genova e di una comunità new age. Anche in questo caso, le case a 1 euro sono edifici abbandonati da tempo, siti nelle frazioni del Comune e che hanno bisogno di attenti lavori di ristrutturazione nel rispetto della natura e della montagna che circonda il piccolo borgo. Oggi, sul sito, l’amministrazione ha chiarito di aver dovuto alzare il prezzo, non più a un euro ma “per importi molto modesti”, dovuti a “difficoltà burocratiche, associate ai frazionamenti catastali e ad una distribuzione planetaria dei relativi proprietari”. In ogni caso, il progetto sta dando i primi frutti: non capita tutti i giorni di poter diventare proprietario di una casa a 1 euro.

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