Povertà assoluta e relativa in Italia: l’Istat lancia l’allarme

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    Povertà assoluta e relativa in Italia: l’Istat lancia l’allarme

    I dati che riguardano la povertà assoluta e relativa in Italia sono allarmanti, almeno secondo ciò che ha riferito l’Istat, che ha messo in evidenza come tra il 2012 e il 2013 l’incidenza della povertà abbia attraversato un aumento dal 6,8% al 7,9%. Ad essere coinvolte sono circa 303.000 famiglie, per un totale di 1.206.000 persone in più. La spesa media di questi nuclei familiari è stata di 764 euro al mese, una cifra che fa vedere come ci sia stato un calo. Dati ancora più bassi sono quelli che riguardano il Mezzogiorno, dove si arriva ad una spesa media mensile di 744 euro.

    Proprio nel Sud Italia ad aumentare non è soltanto la povertà assoluta, ma anche quella relativa, che passa dal 21,4% al 23,5%. A stare peggio sono le famiglie con 4, 5 o più componenti e soprattutto le coppie con 2 figli, specialmente se questi sono minori.

    I dati in Italia

    I dati che riguardano la povertà assoluta fanno pensare alle difficoltà enormi che il nostro Paese sta attraversando. L’incremento dei dati riguarda sia le famiglie con 3 che quelle con 4, 5 o più componenti. Le condizioni delle coppie con i figli non sono da prendere alla leggera, perché si è visto che si arriva al 7,5% di povertà se il figlio è uno solo e al 10,9% se sono 2. Se i figli sono 3 o più si passa al 21,3%, specialmente se almeno uno di essi sia minorenne.

    L’incidenza della povertà assoluta cresce soprattutto prendendo in considerazione le famiglie, nelle quali la persona di riferimento abbia un titolo di studio medio-basso. Anche tra le coppie di anziani si registrano degli aumenti. Basti pensare in questo senso che nel 2012 si registravano in Italia 728.000 poveri assoluti tra coloro che avevano più di 65 anni di età. In questa fascia nel 2013 si è passati a 888.000 persone.

    Gli altri Paesi

    Prendendo come punto di riferimento i dati che riguardano il resto della popolazione in Europa, le prospettive non sono affatto buone. Sono 17 i Paesi europei che hanno più di un quinto della loro popolazione che fa parte della categoria dei poveri. Soltanto 7 tra i Paesi che fanno parte dell’Unione Europea hanno registrato delle percentuali in modesto aumento. In Grecia il 34,6% della popolazione è a rischio povertà, in Bulgaria quasi la metà, in Spagna a rischio è il 28,2% della popolazione, in Portogallo il 25,3%, a Cipro il 27,1%, in Estonia il 23,4%.

    Le cose non vanno certo bene nei Paesi del Nord Europa: in Francia a rischio povertà è il 19,1% dei cittadini, in Germania il 19,6%, in Finlandia il 17,2% e in Olanda il 15%. Ben peggiori le condizioni in Romania, dove è a rischio il 41,7% della popolazione, in Lettonia, con il 36,5%, e in Croazia, con il 32,3%. In Europa è stato calcolato che complessivamente ci sono 18 milioni di persone che ricevono aiuti alimentari, i quali vengono finanziati direttamente dall’Unione Europea. 43 milioni di individui quotidianamente non possono contare sul nutrimento necessario. Tra questi individui molti sono anche bambini. I dati sono veramente drammatici e, in base ai calcoli degli esperti, per il futuro non si prevede nessun miglioramento.