Canone Rai 2014, speciale partita Iva: è bufera sulla riforma

Canone Rai 2014, speciale partita Iva: è bufera sulla riforma
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    Canone Rai 2014, speciale partita Iva: è bufera sulla riforma

    Continua la bufera sul Canone Rai 2014 e sopratutto sul Canone speciale per partita Iva. Il grande caos comunicativo sulla vicenda sta facendo emergere l’urgenza di provvedimenti e di una riforma da parte del Governo Renzi. Una proposta che, pare, sia già sul tavolo del Mef. Ma la confusione è tanta e la preoccupazione aumenta. Dopo il sogno di Renzi di abolire totalmente il canone, si propende per una tassa più equa commisurata al reddito delle famiglie. I dubbi continuano, invece, sul Canone Speciale Rai, quello che spetta alle attività professionali, come ristoranti e hotel, che consentono l’utilizzo della televisione ai clienti all’interno dei propri locali.

    La tempesta è, infatti, scoppiata quando nei giorni scorsi numerose strutture ricettive italiane, ma anche negozi e studi professionali, hanno ricevuto una bolletta Rai con la richiesta di pagamento con importi molto elevati. Il problema reale è che molti possessori di partita Iva hanno ricevuto richieste di pagamento solo per il possesso di apparecchiature che ricevono il segnale tv. In parole povere a un impreditore basta avere anche un antifurto per essere costretto a pagare una somma che, a seconda della tipologia di azienda, va da un minimo di 200 euro fino ad un massimo di 6800 euro l’anno.

    Ma, come si legge sul sito della Rai, la lista di chi potrebbe ricevere la tassazione va estesa a circoli; associazioni; sedi di partiti politici; istituti religiosi; botteghe; mense aziendali; scuole e istituti scolastici.

    “La comunicazione arrivata a milioni di partite Iva – dice il sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini – si poteva fare meglio. Si poteva essere più chiari e precisi, individuando meglio i destinatari”.“Questa cosa va corretta – continua Legnini – Non è esemplare la chiarezza ma nella comunicazione c’è indicato che chi non è tenuto a pagare perché non dispone di apparecchi di quel tipo può compilare il modulo e dichiarare che non è tenuto a farlo.

    Credo che questo pasticcio, più comunicativo che non impositivo, non si doveva determinare ma non è un’estorsione, non sorpassiamo certi limiti. Capisco la rabbia degli imprenditori, sono persone che lavorano e alle quali non dobbiamo far perdere tempo, ma se il soggetto non ha uno di questi apparecchi non paga. Punto”.

    Scetticismi e dubbi anche per quanto riguarda la proposta di inserire il Canone Rai nella bolletta della luce. La bolletta potrebbe essere uno strumento immediato di riscossione e potrebbe evitare l’evasione fiscale ma per ottenere importi equi bisognerebbe diminuire il costo dell’elettricità.

    La soluzione? Le alternative sono due: pagare o dimostrare le motivazioni per cui il canone non è dovuto. Ma non finisce qui. L’assurdo si raggiunge con il canone Rai speciale dovuto anche dai ciechi. A denunciarlo sono due parlamentari della Lega Nord:

    “L’associazione ciechi cristiani di Parma è da anni indebitamente bersagliata di cedolini di pagamento, solleciti e richieste di saldo da parte della Rai“. Alla onlus tutti gli anni arriva una mini-stangata da 203,7 euro, questo presumibilmente perché se è vero che alcune associazioni sonoesentate dal pagamento del canone Rai, tale esonero va richiesto tutti gli anni.
    “Sia compilato una volta per tutte un registro per tenere traccia di chi non deve pagare, la Rai la smetta di provocare inutili disagi“,

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