Semestre Europeo Italia 2014: cos’è e cosa vuol dire per Renzi?

Semestre Europeo Italia 2014: cos’è e cosa vuol dire per Renzi?
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    Renzi apre il semestre europeo dell'Italia

    Renzi ha inaugurato il semestre europeo Italia 2014, puntando su alcuni concetti fondamentali, come quello del coraggio e dell’orgoglio, perché entrambi questi due elementi, secondo il Premier italiano, vengono richiesti in questo momento sia al nostro Paese che all’intera Europa. In base al discorso di Matteo Renzi, si evince che il Governo è convinto che l’Italia non debba andare in Europa per chiedere o rivendicare qualcosa, ma per portare una storia incredibile e un futuro altrettanto importante.

    Renzi ha detto a chiare lettere: “La vera sfida che abbiamo di fronte è rinnovare l’anima dell’Europa”. Le sue parole sono molto rincuoranti e il suo linguaggio è stato piuttosto giovanile. Renzi ha parlato anche di un metaforico selfie per l’Europa, in cui verrebbe fuori il volto della noia e della rassegnazione. Poi ha detto: “Senza crescita, l’Europa non ha futuro”.

    Dal 1° luglio 2014 l’Italia ha assunto per sei mesi la Presidenza del Consiglio dell’UE. Cosa vuol dire? Talvolta si fa confusione tra semestre europeo e semestre di presidenza, in realtà due momenti diversi della vita dell’UE. Occorre precisare che il Consiglio dell’Unione europea raccoglie i ministri di tutti i paesi dell’UE. E’ l’istituzione che si occupa di adottare le normative e coordinare le politiche. Il “semestre europeo” invece, è un ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio nell’ambito dell’UE, nel quale gli Stati membri allineano le rispettive politiche economiche con gli obiettivi e le norme convenute a livello dell’UE.

    Il Consiglio dell’Ue, svolge i seguenti compiti: approva la legislazione dell’UE, coordina le politiche economiche generali dei paesi membri, firma accordi tra l’UE e gli altri paesi, approva il bilancio annuale dell’UE, elabora la politica estera e di difesa dell’UE, coordina la cooperazione fra i tribunali e le forze di polizia nazionali dei paesi membri. Il Consiglio e il Parlamento europeo prendono congiuntamente la decisione finale sulle proposte legislative presentate dalla Commissione.

    Non ci sono membri fissi nel Consiglio dell’Unione europea. In occasione di ogni assemblea, ciascun Paese è rappresentato dal ministro responsabile della materia trattata in quell’occasione.

    Quella riunione prenderà quindi il nome della materia all’ordine del giorno.

    Chi presiede le sedute del Consiglio Ue? Le riunioni del Consiglio, eccezion fatta per il Consiglio dei ministri degli Esteri (che ha un presidente permanente, l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE), sono presiedute dal ministro competente del Paese che in quel momento (secondo un calendario stabilito) esercita la presidenza di turno dell’UE.

    L’Italia, come sappiamo, presiede il Consiglio Ue dal 1 luglio al 31 dicembre 2014.

    Cosa significa per l’Italia presiedere il semestre europeo? Nonostante il rallentamento delle attività istituzionali che sarà inevitabile da qui a fine incarico (non dimentichiamo che c’è in agenda l’elezione del nuovo Presidente della Commissione in autunno, e l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio europeo a fine 2014), l’Italia ha un’ottima occasione per fissare delle priorità e cercare di regolamentare quei settori che hanno bisogno di essere discussi in agenda per migliorare la condizione del lavoro in Italia, e quindi la sua economia.

    Parliamo di agroalimentare, di meccanica, di industria chimica e farmaceutica, ecc.

    In sostanza, avere la presidenza ed il coordinamento delle riunioni ministeriali ed informali che decidono le direttive nei settori di intervento dell’Unione, è davvero un’opportunità da cogliere per l’Italia.

    Ue, Renzi: Porteremo Italia forte al semestre di presidenza

    Il programma della presidenza è stato preparato dal sottosegretario Sandro Gozi, coordinatore del semestre che ha condensato i contributi del premier e di tutti i ministri e sarà presentato da Renzi alla plenaria del Parlamento di Strasburgo il 2 luglio, giorno del suo debutto da presidente di turno dell’Unione. Quello a cui mira Renzi è la modifica dei Trattati, in virtù di una trasformazione dell’Unione, più solidale e meno legata al rigore e all’austerity. “Vogliamo unire la disciplina sui conti a un nuovo approccio per la crescita perché anche se negli ultimi anni la disillusione nei confronti dell’euro è cresciuta, il suo potenziale rimane intatto“, ha specificato il premier. Si preannuncia dunque una battaglia con la corrente euroscettica in Europa.

    Economia: l’obiettivo è ottenere più flessibilità sul tetto del deficit al 3% e, ancora più importante, più tempo nella drastica riduzione del debito (decine di miliardi l’anno) che il Fiscal Compact ha in programma di proporre dal 2016. E poi la possibilità di non contare nel deficit gli investimenti per la crescita, in ricerca o educazione. Altra priorità del semestre sarà l’energia, con l’intento di “ridurre la dipendenza energetica diversificando le fonti e le rotte” di approvvigionamento.

    Lavoro: il semestre sarà tutto rivolto alla crescita (con diverse connessioni con l’Expo di Milano) e all’occupazione, per questo l’8 e 9 luglio si terrà “Digital Venice”, un summit a Venezia con alcuni leader europei e i grandi amministratori delegati dell’hi tech per lanciare il settore in Europa. L’Italia cercherà anche di sbloccare gli 80 miliardi Ue già previsti per le nuove tecnologie. In agenda, l’11 luglio a Torino il vertice europeo per rilanciare sull’occupazione giovanile: obiettivo è rendere permanente la Youth Guarantee, il fondo che nel 2014-15 darà all’Italia 1,5 miliardi per l’occupazione under 30. E poi un piano per il rilancio della manifattura europea e delle Pmi per un vero e proprio “Rinascimento Industriale“.

    Politica estera: sulla politica estera il focus italiano sarà sul Mediterraneo. Poi Roma spingerà per riprendere il lavoro per avvicinare la Turchia all’Europa, per aprire i primi capitoli negoziali per l’adesione della Serbia e per dare lo status di candidato all’Albania.

    Immigrazione: l’obiettivo è di “rinforzare Frontex” in modo che la missione europea sostituisca Mare Nostrum nel pattugliamento del Canale di Sicilia. Si lavorerà anche al mutuo riconoscimento dell’asilo in modo che chi lo otterrà in un Paese, come l’Italia, potrà spostarsi liberamente nell’area Schengen.

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