80 euro in più in busta paga al mese: a chi spettano?

Di Redazione NanoPress Martedì 1 Luglio 2014
Renzi sul taglio dell'Irpef

Matteo Renzi difende il taglio dell'Irpef che porterà più soldi nella busta paga degli italiani. "Ottanta eurto - ha detto il premier - fanno la differenza per chi ne guadanga 1000 al mese".

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80 euro in più in busta paga al mese andranno anche ai disoccupati e ai pensionati. Possono beneficiare del bonus anche queste due categorie di cittadini. Il Governo ha deciso di mettere a disposizione già in questi giorni il pagamento per i disoccupati. Per i pensionati il bonus arriverà a partire dalla prossima rata di pensione. I disoccupati riceveranno un sms, che li informerà del pagamento, i pensionati apprenderanno del beneficio a loro favore attraverso un messaggio online, nel caso in cui fossero registrati sul sito dell’Inps.

Automaticamente l’Inps provvede ad erogare gli 80 euro, ma si può anche rinunciare al beneficio o chiedere che il riconoscimento venga percepito in forme diverse. Se qualcuno non ha i requisiti per il riconoscimento del bonus, dovrà comunicarlo all’ente, che provvederà a recuperare il credito d’imposta nei pagamenti successivi o nel conguaglio di fine anno.

A chi spettano gli 80 euro?

Nel 2014 la sforbiciata all’Irpef si concretizzerà in un bonus del 3,5% fino a 17.714 euro di redditi annui, per diventare fisso a 620 euro tra 17.714 e 24.500 euro e poi calare in maniera progressiva, fino ad annullarsi ai 28mila euro annui. A partire dal 2015 le cose cambieranno e si passerà a un taglio del 5% per i redditi fino a 19mila euro, e a un massimo di 950 euro per la fascia tra i 19.000 e i 24.500 euro. I tecnici di Montecitorio, dove il decreto è approdato, hanno chiesto chiarimenti: i destinatari del bonus sarebbero stati identificati in base ai redditi 2011, ma nel frattempo “la platea dei soggetti interessati potrebbe aver subito un cambiamento significativo sia dal punto di vista numerico sia, per altro verso, dal punto di vista del reddito di riferimento realizzato da ciascun soggetto”. Ad ogni modo, i destinatari del provvedimento sono i lavoratori dipendenti e disoccupati con indennità, cassintegrati e lavoratori in mobilità.

Nel dettaglio, a chi spetta (e a chi non spetta) questo aumento che Renzi chiama addirittura quattordicesima?

LAVORATORI DIPENDENTI – Il taglio Irpef riguarderà 10 milioni di italiani, che guadagnano da 8mila euro a 26mila, con un piccolo decalage da 24 a 26mila euro per evitare che chi ha un reddito inferiore superi chi guadagna un po’ di più. In specifico i beneficiari sono i contribuenti che quest’anno percepiscono redditi da lavoro dipendente (o assimilato) fino a 26 mila euro, al netto del reddito da abitazione principale e a condizione che l’imposta lorda dell’anno sia superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. Non ci sarà alcuna domanda da presentare, perché il bonus sarà riconosciuto in maniera automatica. L’unica dichiarazione sarà a carico del lavoratore che ha sforato i requisiti e quindi si ritrova un credito non spettante.

DISOCCUPATI E CASSINTEGRATI – Il bonus fiscale è stato esteso, proprio negli ultimi giorni prima della definitiva approvazione, anche ai lavoratori disoccupati che percepiscono una indennità, ai lavoratori che si trovano in cassa integrazione e a quelli che si trovano in un periodo di mobilità. Il diritto scatta automaticamente perché le somme percepite costituiscono proventi comunque conseguiti in sostituzione di redditi di lavoro dipendente, quindi assimilabili alla stessa categoria di quelli sostituiti.

INCAPIENTI – Detto che le famiglie monoreddito sono state escluse per questo 2014 dalla distribuzione degli 80 euro al mese, non va meglio nemmeno agli incapienti, ovvero a quei lavoratori che si trovano sotto la soglia degli 8mila euro lordi annui. Sembra assurdo, visto che lo scopo dovrebbe essere proprio quello di aiutare i meno abbienti, eppure è così. La voce degli incapienti e partite Iva sarà inserita in provvedimenti futuri, a detta del premier, perché al momento non ci sono coperture.

COLF E BADANTI – Il bonus doveva essere esteso fin da subito anche alle colf e alle badanti che guadagnano meno di 8.000 euro l’anno, e invece il tutto è stato rimandato al 2015. Il meccanismo di rimborso non è ancora del tutto chiaro, ma dovrebbero essere le famiglie datrici di lavoro ad anticipare l’agevolazione recuperandola poi sui versamenti trimestrali all’Inps.

LAVORATORI DECEDUTI – La circolare ha chiarito anche che il credito spetta ai lavoratori che sono deceduti in rapporto al loro periodo di lavoro nel 2014. In questo caso sarà uno degli eredi a presentare la dichiarazione dei redditi, per il calcolo del bonus. Nello specifico, per questo calcolo si terrà conto del numero dei giorni lavorati in ogni periodo. Ci può essere anche il caso di alcuni contribuenti che hanno lavorato soltanto una parte dell’anno. In queste situazioni il datore di lavoro deve calcolare il bonus sulla base del periodo di lavoro effettivo. Come prima cosa si individua l’importo e poi, dal mese di maggio in poi, si provvederà a ripartire il bonus nelle varie buste paga. Tutto ciò servirà a rapportare il credito ai giorni di cui è composto ogni mese di retribuzione.

I sostituti d’imposta hanno riconosciuto il credito spettante ai beneficiari a partire dalle retribuzioni erogate a maggio: l’incentivo va anche ai contribuenti senza sostituto d’imposta, che sarebbero tenuti al riconoscimento del credito in via automatica, e tutti i soggetti il cui rapporto di lavoro si è concluso prima di maggio. Per tutti questi contribuenti il bonus potrà essere richiesto nella dichiarazione dei redditi, utilizzandolo in compensazione, oppure a rimborso. Infine la circolare dell’Agenzia delle Entrate ricorda che il bonus è stato esteso anche ai sacerdoti, i lavoratori socialmente utili, i tirocinanti e i percettori di borse di studio.

Le coperture

E quanto alle coperture? Le polemiche stanno inasprendosi man mano che passano i giorni. La realizzazione del taglio Irpef è subordinato, ovviamente, alla realizzazione della Spending Review. Il risparmio sulla spesa pubblica è finalizzato a trovare, tra le altre cose, le coperture necessarie per il taglio del cuneo fiscale da 6,7 a 4,5 miliardi. Sarebbe proprio questa la manovra che permetterebbe di trovare quegli 80 euro in più in busta paga. Dei 6 miliardi di sforbiciate possibili messe sul tavolo da Carlo Cottarelli, commissario alla spending review, Renzi alla fine si spingerà fino a 4,5 miliardi. Ma siccome bisogna comunque arrivare fino a quota 6,7 miliardi di coperture, gli altri 2,2 saranno garantiti dall’aumento del gettito Iva e dall’aumento della tassazione sulla rivalutazione dell’operazione Banca d’Italia. Non solo, perché ci sarà un taglio netto alle spese della Sanità, una sforbiciata di 2,4 miliardi, portando le risorse per il Servizio Sanitario Nazionale a 868 milioni per il 2014 e 1,5 miliardi a partire dal 2015.

Manovra correttiva in autunno?

Il governo ha bisogno di 20 miliardi per coprire gli impegni presi, il rischio concreto è che si prepari una manovra correttiva in autunno. Secondo il Fatto quotidiano questo avverrà, c’è un dossier che preoccupa il ministero dell’Economia: è quello sulle clausole di salvaguardia “vere e proprie mine piazzate dentro i conti pubblici“. Le clausole di salvaguardia servono a trovare una copertura lì dove è stata fatta solo una previsione. In caso di mancanza di liquidità, la clausola permette di definire un taglio di spesa o un aumento delle tasse. E gli 80 euro di Renzi hanno proprio una clausola di salvaguardia di questo tipo. Se i soldi per pareggiare in conti non dovessero entrare, entro il 30 settembre il Tesoro potrebbe aumentare benzina, sigarette e alcolici.

La rivoluzione di Renzi

Ma leggiamo le dichiarazioni rilasciate dal Premier Renzi, questa volte secche e senza particolari colpi di scena nè slide: “Questo – dice Renzi – è un documento molto serio e molto rigoroso. Credo che dobbiamo alla storia anche personale di Padoan il rispetto che si deve a previsioni che io ho definito ‘rigorose’, lui mi ha corretto con ‘serie’, ma noi la crescita la stimiamo allo 0,8%, che è diverso dall’1,1… spero sarò smentito in positivo. Chi tra voi immaginava di poter utilizzare questa occasione per dire ‘ma guarda i numeri sono ballerini’, si scontra con un dato di fatto. E cioè che diamo numeri seri“. Nel testo si inizia a parlare anche di aziende e di taglio dell’Irap: l’aliquota principale dell’Irap passerà dal 3,9% al 3,5% a regime a partire dal 2015, mentre per questi mesi del 2014 è prevista un’aliquota intermedia del 3,75%. Torna di grande attualità una frase di qualche tempo fa di Renzi, una definizione da titolo di prima pagina: “Con questa operazione pagheranno coloro che non hanno mai pagato, e riceveranno coloro che non hanno mai ricevuto nulla”. Il premier ha rilasciato diverse dichiarazioni sul tema delle coperture e della spending review. Di tutte, la più significativa è quella in cui conferma “la volontà di ridurre il numero degli enti e membri nominati nelle varie strutture. Dopo la politica, anche nel mondo della pubblica amministrazione è arrivato il momento di stringere la cinghia. E’ in corso una rivoluzione sistematica, non solo di riforma degli enti, ma un percorso scandito da un metronomo. Il senso è che siccome la classe politica inizia a stringere la cinghia, ora tocca anche alla classe dirigente. Tutto questo è sforbicia-Italia”.

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Il Consiglio dei ministri ha varato il Documento di economia e finanza (Def) che delineerà il Piano nazionale delle riforme. "Con questa operazione diamo la quattordicesima agli italiani. Lo facciamo perché pensiamo che sia un fatto di giustizia sociale, non per fare campagna elettorale". "Confermiamo tutti gli impegni che ci siamo presi nel momento in cui abbiamo ricevuto l’incarico", ha detto Renzi presentando il documento durante la conferenza stampa a palazzo Chigi, alla fine del Cdm. "Oggi approviamo il taglio del cuneo fiscale. Dopo il dl lavoro, ad aprile affrontiamo la Pubblica amministrazione, a maggio il fisco, a giugno la giustizia. E il prossimo passo sarà lo sforbicia-Italia, quello sulle società municipalizzate, sulle scuole e l’idrogeologico". Il passaggio del Def in Parlamento avverrà in Parlamento il 17 aprile.

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DEF 2014: i provvedimenti
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  • Mario

    Se proprio dobbiamo parlare rivediamo le pensioni dei Coltivatori Diretti che come mia madre vedova prende misere 480 euro più 100 euro di reversibilità.
    Per queste persone l’adeguamento quando ci sarà?
    le pensioni minime con un tetto minimo di sopravvivenza di 800 euro, quando sarà fatto? Credo mai, si pensa alle pensioni di mila euro senza pensare mai a chi ha pagato per 40 i contributi arrivando alla pensione in miseri……..

  • MARIANNA

    Noi siamo davvero incontentabili e criticoni non interveniamo mai e ci lamentiamo
    sempre!!!!!E VERO LE PENSIONI DOVREBBERO ESSERE RIVALUTATE
    Ma pensate alla fortuna dei pensionati statali( VEDI ENEL) oltre alle pensioni che sono pari a euro 1.700 mensili hanno RIDUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA
    E ALTRO…vi pare giusto…….anche li si dovrebbe soffermarsi e valutare
    per non parlare dello SCHIFO DEI NOSTRI GOVERNATORI (SENATO E CAMERA)
    NON NE USCIAMO PIU’ SE NON CON UNA RIVOLTA CHIAMATA VOTAZIONI!!!!!

  • fabio

    Ieri ho ritirato la busta paga e delle 80 euro neanche l’ombra..preciso che non superò le 25 mila euro lorde annue ..non capisco perché ..

  • Luigi Nardi

    dovete morire…………tutti Renzi per primo,ma vaffanculo va!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!cù tutt’ò cor tho dic,e taggi’à trattat!!!!!!!!!!!!!!

  • lortenzo

    sarà .ma io che sono in mobilità questi 80€ non il ho visti qualquno mi sa spiegare o è il solito proclama e poi alla fine della fiera chi se ne frega se non li prendono

  • Fulvio

    si si grazie degli 80 euro a qualcuno e grazie anche della tasi, aumento tassa passaporto, diminuzione assegni famigliari per tutti.
    Con una mano ti danno 80 euro e con l’altre te ne levano 200!!!

    Grazie ITALIA

  • maria

    Bastardi…………!!!!!!!!!!!!!! Come al solito chi e’ piu’ povero non ha mai nulla………………bastardo ,bastardo, bastardo

  • Angelo Calemme

    Ma chi è Renzi? Quali scuole ha fatto? Cosa ha pubblicato? In quali contesti ha lavorato? Si può parlare di emancipazione nella sua vita o avuto un tranquillo soggiorno tra l”infanzia e la pubertà? In che modo rappresenta l’Italia e l’Europa dei giorni nostri? Che tipo di formazione politica ha praticato?

  • CLAUDIO

    LADRI

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