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Stipendi 2014 in Italia: quanto guadagnano gli italiani?

Stipendi 2014 in Italia: quanto guadagnano gli italiani?
da in Economia, Reddito, Stipendi, Città italiane
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    Gli stipendi 2014 in Italia possono essere considerati degli indicatori importanti, per sapere quanto guadagnano gli italiani. Molto interessante è a questo proposito una ricerca che verrà presentata a Roma dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti. Gli esperti si sono cimentati nell’analisi dei guadagni nelle varie città italiane, scoprendo un dato sorprendente: il Sud sembrerebbe essere apparentemente più ricco del Nord. Tutto ciò è dovuto al fatto che lo stipendio guadagnato al Sud consente un potere d’acquisto superiore rispetto a quello che si ritrovano nelle mani i lavoratori del Nord.

    Le prime città, in questo senso, volendo fare una classifica, sono Caltanissetta e Crotone, mentre Milano si trova al 97esimo posto. Ad essere imputata quella che sembra essere, da questo punto di vista, una mancanza di equità nella contrattazione nazionale, che non tiene conto delle differenze tra Nord e Sud, in termini di costo della vita. Uno squilibrio nel reddito e nei consumi ampiamente visibile.

    Quelle che dovrebbero essere le province più ricche, principalmente collocabili al Nord, se viene preso in considerazione il costo della vita, scivolano agli ultimi posti della classifica. E’ il caso, per esempio, della provincia di Bolzano, che si colloca al posto numero 92. Così anche Aosta, dal secondo posto passa al 95esimo.

    Crotone, invece, vive una situazione opposta, perché, pur conquistando il 95esimo posto per i salari nominali, arriva alla seconda posizione per quelli reali.

    Fra le province meridionali ben 6 appaiono ai primi 10 posti delle province italiane con i più alti salari reali. La prima in assoluto è Caltanissetta. Fanno parte dei migliori posti anche Enna, Biella, Siracusa, Pordenone, Vercelli, Taranto, Vibo Valentia e Mantova. Eppure sono delle province in cui spesso si registrano alti tassi di disoccupazione, specialmente tra i giovani. A questo proposito è stato fatto notare dalla Banca d’Italia che in Sicilia il 55% dei ragazzi è senza lavoro. Tuttavia chi ha un’occupazione può contare su migliori possibilità rispetto a coloro che abitano, ad esempio, a Milano.

    Per uscire da queste, che in fin dei conti sembrano delle vere e proprie contraddizioni, gli esperti spiegano che ci vorrebbe un legame più stretto tra retribuzioni e produttività, in modo da stabilire anche degli accordi locali, che potrebbero prevalere sui contratti nazionali.

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