Governo Renzi tasse: gli 80 euro in più in busta paga sono solo l’inizio?

Governo Renzi tasse: gli 80 euro in più in busta paga sono solo l’inizio?
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    Il Governo Renzi è arrivato ai primi 80 giorni di vita. Per l’occasione è stata indetta un’apposita conferenza stampa, nella quale il Premier stesso si è impegnato a raccontare tutto ciò che ha fatto in questi primi mesi. Sono state presentate delle slides dedicate ai più vari argomenti che sono stati toccati dall’azione dell’esecutivo. Prima di ogni altra cosa è stato fatto presente il punto sugli 80 euro in più in busta paga per chi prende meno di 1.500 euro al mese. Secondo Renzi tutto ciò deve essere visto soltanto come l’inizio di un processo molto più ampio di riduzione delle tasse e di maggiori guadagni per le famiglie meno abbienti.

    Il Premier ha assicurato che è difficile trovare un Governo che in soli 80 giorni abbia raggiunto risultati concreti e si è espresso anche riguardo alle prossime Elezioni Europee 2014 del 25 maggio, affermando che queste non rappresentano affatto un test di prova e di resistenza per il suo esecutivo. A dimostrazione dell’efficienza del suo Governo, il Presidente del Consiglio ha citato l’esempio della Tasi, che non ha subito nessun rinvio, nonostante ci siano anche le elezioni comunali. Renzi ha assicurato che tutto verrà sistemato, visto che alcune amministrazioni comunali sono in scadenza in vista del voto.

    Poi il Presidente del Consiglio ha toccato il tema del lavoro, mettendo in luce ciò che è stato fatto e affermando che la disoccupazione va combattuta con una politica industriale adeguata, che possa contare anche sui provvedimenti di carattere legislativo. Su questo il Governo conterebbe molto.

    Renzi ha riservato un posto particolare alla scuola, perché considera molto importante la sfida educativa che riguarda il futuro delle nuove generazioni.

    E’ stato spiegato che si intende partire dalle idee degli insegnanti e dei genitori, per costruire in questo senso. Renzi ha detto che il Governo vuole investire sulla cultura e per questo si prevede anche una serie di vantaggi fiscali per i privati che decidono di farsi carico delle esigenze culturali.

    Dal punto di vista delle riforme, Renzi ha messo sul piatto l’abolizione delle Province, che secondo lui riduce i costi con 3.000 posti in meno e semplifica la Pubblica Amministrazione. E poi ancora fa menzione della riforma del Senato, di quella del titolo V, della legge elettorale, della riforma del terzo settore. Inoltre il Premier ha fatto presente come intenda puntare sulla trasparenza, in modo che tutti abbiano la possibilità di constatare tutto ciò che viene messo in opera. Molto rilevante anche l’intendimento che l’esecutivo vuole portare avanti per ciò che interessa la riforma della Pubblica Amministrazione.

    Sull’Europa Renzi ha fatto riferimento soprattutto al nuovo ruolo che l’Italia vuole assumere all’interno dell’Unione Europea, prospettando un cambio di rotta nella politica economica e adducendo nuovi intendimenti per ciò che concerne i fondi europei. Renzi vorrebbe mettere fine all’austerità e investire sulla crescita. Ma tutto ciò non riguarda soltanto i confini europei, perché il Premier delinea una nuova posizione del nostro Paese in tutto il contesto internazionale mondiale.

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