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Garanzia Giovani 2014: cos’è e come funziona? Tutte le informazioni utili

Garanzia Giovani 2014: cos’è e come funziona? Tutte le informazioni utili
da in Contratti di lavoro, Economia, Lavoro, Unione Europea
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    Garanzia Giovani 2014: cos’è e come funziona? Tutte le informazioni utili

    Garanzia per i Giovani 2014: dietro questo titolo, che è anche uno slogan programmatico, si nasconde un progetto ambizioso promosso dall’Unione Europea e recepito da tutti gli Stati membri, Italia compresa. Il governo Renzi, proseguendo il discorso già iniziato dall’esecutivo guidato da Letta, sta mettendo insieme un programma di riforme per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Youth Guarantee è il nome ufficiale di questa iniziativa europea, declinata dalle nostre parti per tutti coloro che si trovano nella fascia d’età tra 15 e 29 anni, non studiano più e non lavorano ancora. Combattere la disoccupazione giovanile è lo scopo finale, ma cos’è Garanzia Giovani 2014 e come funziona?

    Non si tratta di una novità degli ultimi mesi, perché la nota in cui l’Unione Europea richiedeva uno sforzo sinergico, per combattere la piaga della disoccupazione giovanile, è targata addirittura aprile 2013. Dalle nostre parti c’era ancora Enrico Letta e si iniziava a parlare di Garanzia per i Giovani, programma complesso per offrire ai ragazzi, iscritti o meno ai servizi per l’impiego, uno sbocco professionale. Questo non significa soltanto contratti di lavoro ma anche corsi di studio e certificazione, in base alle esigenze dei singoli candidati. Ed è proprio questo lo spirito della Youth Guarantee, favorire l’occupabilità e l’avvicinamento dei giovani al mercato del lavoro attraverso misure specifiche a livello territoriale.

    Nei primi mesi del 2014 è stata approntata la piattaforma e sono stati stabiliti i protocolli operativi, in collaborazione con le Regioni. Il successo, secondo il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, è stato senza precedenti: nelle prime due settimane di operatività si è avuto un boom di iscrizioni, oltre 50mila giovani alla ricerca di opportunità. Triste ordinaria amministrazione in un Paese in cui la disoccupazione giovanile ha raggiunto, negli ultimi due anni, livelli record che non si erano mai visti negli ultimi due secoli. La Garanzia, insomma, vuole offrire una risposta ai ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro dopo la conclusione degli studi, ma anche a quelli che sono disoccupati da tempo o che, peggio ancora, sono scoraggiati e il lavoro neanche lo cercano più.

    Come funziona, in specifico, questo progetto a favore dei giovani. Da un lato ci sono le iniziative di governo, quella riforma del mercato del lavoro necessaria per cambiare le regole del gioco e garantire il ricambio generazionale. In questo contesto si inserisce la spinta del governo Renzi verso il contratto unico (indeterminato, pur in deroga all’Articolo 18 per i primi anni) e, soprattutto, verso la trasformazione del contratto di apprendistato in forma di inserimento privilegiata. Se la riforma dovesse andare in porto, in Italia il contratto a progetto e lo stage diventeranno molto onerosi per le aziende, che sarebbero al contrario agevolate in caso di apprendistato (da trasformare o meno in indeterminato al termine del periodo stabilito per legge). Tutto questo, ovviamente, a patto di essere under 30, perché per chi ha superato la soglia fatidica le tutele sono meno di zero.

    Oltre agli incentivi per chi assume i giovani, il governo prevede inoltre iniziative collaterali come il finanziamento di tirocini formativi in azienda e nella Pubblica Amministrazione, il finanziamento di iniziative di auto impiego e imprenditorialità. La collaborazione tra tutte le parti in causa è fondamentale, perché è evidente che per recepire le raccomandazioni della UE ci sia bisogno di riforme profonde in tempi rapidi. Pena la perdita dei fondi.

    Sì, perché alla base di tutto ci sono i soldi garantiti dal finanziamento previsto dal progetto europeo Youth Employment Initiative e dal Fondo Sociale Europeo.

    Come funziona il piano italiano a favore dei giovani? Alla base di tutto c’è un sistema universale di informazione e orientamento, che unisce al suo interno diverse porte di accesso, dal sito ufficiale Garanzia per i Giovani al portale Cliclavoro, passando per i portali regionali e i Servizi per l’Impiego. Una volta effettuata la registrazione, il giovane verrà sottoposto a un primo colloquio nella fase di accoglienza, a seguito del quale verrà indicato un percorso di orientamento individuale, destinato a definire un progetto personalizzato di formazione o lavorativo.

    Il colloquio rappresenta il passo fondamentale per il corretto funzionamento del sistema. Operatori specializzati dovranno capire se il giovane è pronto per il mondo del lavoro o necessita di ulteriori fasi di apprendimento. Preparare i ragazzi all’ingresso nel mercato del lavoro significa, quindi, costruire percorsi di costruzione del curriculum e di autovalutazione delle esperienze e delle competenze, fornendo al tempo stesso incentivi anche a chi da tempo è alla ricerca di occupazione oppure ha smesso di cercare per i motivi più disparati.

    Una volta valutati i requisiti, al singolo candidato potrà essere offerto un finanziamento diretto, sottoforma di bonus o voucher, per accedere alle diverse alternative. Ovvero l’inserimento in azienda con un contratto di lavoro dipendente, l’avvio di un contratto di apprendistato o di tirocinio, l’impegno nel servizio civile, l’inserimento in corsi di formazione o il supporto nell’avvio di una iniziativa imprenditoriale. Stando alle stime Oil, il costo complessivo per la realizzazione di un sistema di garanzia per i giovani nell’area dell’euro ammonterebbe a 21 miliardi di euro l’anno, quindi lo 0,22% del PIL. Non fare nulla, però, avrebbe costi ben più elevati: dal punto di vista economico (153 miliardi di euro ogni anno, 1,21% del PIL) ma anche sociale. Una massa di giovani che non lavorano diventa un’emergenza, ed è per arginare questa marea che bisogna agire in tempi brevi.

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