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Cos’è il cuneo fiscale e perché va riformato?

Cos’è il cuneo fiscale e perché va riformato?
da in Economia, Lavoro, Tasse
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    Cos’è il cuneo fiscale e perché va riformato?

    Cos’è il cuneo fiscale? Si tratta della somma delle imposte che riguardano il costo del lavoro e che incidono sulle tasche dei datori di lavoro, ma anche sui dipendenti e sui liberi professionisti. In sostanza potremmo dire che il cuneo fiscale sta ad indicare la differenza tra quello che costa all’azienda e quanto lo stesso dipendente riceve, al netto delle trattenute, nella sua busta paga. Non è affatto una cifra di poco conto, specialmente se consideriamo che nel nostro Paese questa differenza è molto alta e che in media, sempre in riferimento all’Italia, è pari al 46,2%.

    Ci sono alcuni studi in particolare, che ci fanno comprendere l’entità del costo del lavoro in Italia. Nello specifico si può fare riferimento all’Istat o all’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

    Secondo le statistiche emesse dall’Istat sul costo del lavoro, in base agli ultimi dati disponibili, che fanno riferimento al 2010, risultano evidenti moltissimi fattori. Il cuneo fiscale corrisponderebbe a circa il 46,2% del costo del lavoro. Il peso maggiore è per i datori di lavoro, visto che essi devono pagare il 25,6% delle imposte dirette o indirette. Il 20,6% è, invece, a carico del lavoratore come contributi che devono essere pagati. Secondo ciò che ci riferisce l’Istat, il cuneo più alto è rintracciabile nel Nord Ovest del nostro Paese, con una percentuale che si attesta intorno al 47%. Al Sud il dato sarebbe di circa il 44,4%. A fare la differenza, da questo punto di vista, sono le imposte regionali. Secondo ciò che riferisce l’Ocse, che fa riferimento al 2012, il cuneo fiscale si attesta intorno al 47,6%. L’azienda paga il 24,3% e il dipendente il 23,3%. I numeri sono piuttosto significativi, perché ci indicano come, su questa linea, la situazione economica sia insostenibile sia per i datori di lavoro che per i dipendenti.

    La situazione appare ancora più assurda, se operiamo un confronto con gli altri Paesi europei. In termini di cuneo fiscale, soltanto il Belgio, la Finlandia e la Danimarca superano l’Italia, ma in compenso riescono a fornire dei servizi davvero efficienti.

    Una riforma che possa portare alla riduzione del cuneo fiscale in Italia è estremamente importante e teoricamente trova il consenso da parte di tutti i soggetti implicati nel mondo del lavoro: aziende, lavoratori e sindacati. Sarebbe anche un sistema molto indicato, per riuscire ad essere più competitivi anche rispetto alle aziende che operano all’estero. Contare su tasse più basse sul reddito da lavoro darebbe un certo respiro alle famiglie italiane, aumentando il loro potere d’acquisto e contribuendo a far superare le difficoltà dettate dalla crisi. L’effetto che se ne ricaverebbe sarebbe davvero rilevante, visto che gli esperti prevedono un possibile aumento anche della domanda interna. A trarne beneficio sarebbe anche chi è in cerca di lavoro, perché, essendoci la possibilità di assunzioni meno costose, le aziende potrebbero aumentare le opportunità da offrire ai disoccupati.

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