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Manager italiani più pagati 2013: tutti i nomi

Manager italiani più pagati 2013: tutti i nomi
da in Economia, Stipendi
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    La classifica dei top manager più pagati delle aziende quotate alla Borsa di Milano arriva in un periodo in cui si parla tanto degli stipendi dei manager della Pubblica Amministrazione e delle società partecipate dallo Stato. Nel Documento di Economia e Finanza 2014, il governo Renzi ha stabilito un tetto di 238mila euro per lo stipendio dei manager pubblici ma l’iniziativa (pur meritoria) non riguarda le aziende quotate in Borsa. Ed è proprio qui che amministratori delegati, responsabili e direttori possono guadagnare una fortuna, come dimostra la lista dei compensi del 2013, ricavata dai bilanci pubblicati dalle aziende. Si scopre che, in un anno di grave crisi, non proprio tutti hanno dovuto stringere la cinghia.

    Bisogna premettere che la classifica è ancora incompleta perché non tutte le aziende hanno già pubblicato il bilancio. Manca, ad esempio, l’amministratore delegato di Terna Flavio Cattaneo che, secondo le stime, nel 2013 avrebbe guadagnato 2,4 milioni di compenso fisso più una quota variabile. Ricordiamo, inoltre, che in molti casi ai compensi bisogna poi aggiungerequanto ricavato per gli incarichi ricoperti nei consigli d’amministrazione di altre aziende, le stock option e altri piani retributivi. Ed è normale, visto che parliamo dei presidenti e degli amministratori delegati delle 20 principali società quotate a Piazza Affari.

    FRANCO BERNABE’: sul gradino più alto del podio troviamo l’ex presidente esecutivo di Telecom Italia, rimasto in carica fino al 3 ottobre 2013. In un anno ha guadagnato 8,2 milioni di euro, di cui 5,6 milioni rappresentano, però, liquidazione e patto di non concorrenza quando ha lasciato.

    ENRICO CUCCHIANI: anche al secondo posto troviamo un ex, perché Cucchiani è stato amministratore delegato di Intesa Sanpaolo fino al 29 settembre 2013. Nonostante abbia perso il lavoro, comunque, ha portato a casa 6,1 milioni di euro, di cui 3,6 milioni rappresentano una penale a fronte di recesso unilaterale anticipato, come si legge nella nota di Intesa.

    SERGIO MARCHIONNE: uomo sempre al centro delle polemiche, Marchionne deve accontentarsi (si fa per dire) del terzo posto, con 5,9 milioni di euro.

    Non tutto deriva dall’incarico di amministratore delegato Fiat, perché la cifra include il compenso come presidente di Cnh Industrial (2.159.310 euro).

    LUCA DI MONTEZEMOLO: subito fuori dal podio troviamo Luca di Montezemolo, consigliere Fiat ma soprattutto presidente della Ferrai. Le sue cariche gli hanno portato, per il 2013, 5,5 milioni di euro in cascina.

    PAOLO SCARONI: meno noto al grande pubblico, Paolo Scaroni è amministratore delegato dell’Eni. Nel 2013 ha guadagnato 4,5 milioni. Una cifra che potrebbe lievitare in caso di fine mandato o conclusione del rapporto di lavoro, grazie a un’indennità integrativa composta da una parte fissa di 3,2 milioni e una parte variabile di 2,2 milioni di trattamento previdenziale/contributivo.

    ANDREA GUERRA: l’amministratore delegato di Luxottica ha guadagnato 4,4 milioni di euro nel 2013, merito del successo del Gruppo, oggi il più grande produttore mondiale di lenti e montature grazie alla numerose licenze.

    MARIO GRECO: l’amministratore delegato di Generali ha guadagnato 3,6 milioni di euro, di cui 783mila come rimborso di maggiori oneri pagati dal manager.

    CARLO CIMBRI: l’amministratore delegato Unipol GF ha percepito uno stipendio di 3,2 milioni di euro, che si riferisce a tutti gli incarichi nel gruppo, inclusa UnipolSai.

    ALBERTO NAGEL: l’amministratore delegato di Mediobanca ha guadagnato 2,2 milioni di euro, cifra che si riferisce, però, al bilancio annuale Mediobanca reso noto il 30 giugno 2013.

    RENATO PAGLIARO: stesso discorso anche per il presidente di Mediobanca, che ha guadagnato qualche centinaia di euro meno del collega (2,2 milioni), dato sempre riferito al bilancio annuale Mediobanca del 30 giugno 2013.

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