Spending review, il Governo chiede aiuto ai cittadini contro gli sprechi

Il governo di Mario Monti ha messo in campo una vera e propria task force per ridurre gli sprechi pubblici. E’ stato chiamato anche Enrico Bondi che in passato si è occupato di risanare la situazione della Parmalat dopo il crac causato dalle operazioni spericolate della famiglia Tanzi. Da oggi questa task force potrà contare su un membro in più: il popolo italiano. Il governo, infatti, ha lanciato un appello ai cittadini italiani.

Sul sito web, nella pagina “Esprimi la tua opinione”, è possibile segnalare gli sprechi della pubblica amministrazione. Tali segnalazioni verranno inserite nella valutazione per lo spending review che verrà elaborato da Enrico Bondi e dal governo. L’obiettivo finale dello spending review è fissato in 4.2 miliardi di euro che vanno risparmiati e quindi incamerati entro il 2012. Il raggiungimento di questo obiettivo permetterebbe al governo di non aumentare l’iva negli ultimi tre mesi dell’anno.

Mario Monti ha rilasciato delle direttive che dovranno essere seguite nella formulazione dei tagli alla spesa. Si va dall’eliminazione delle spese di rappresentanza e delle spese per convegni di vario genere, una ottimizzazione dell’uso degli immobili di proprietà dello Stato, accorpamenti di uffici ed amministrazioni. Verranno impugnate anche le sentenze di primo grado che riconoscono miglioramenti di carriera e di retribuzione per dipendenti pubblici.

Enrico Bondi avrà il compito di recuperare la metà della cifra richiesta dal governo. Entro un paio di settimane Bondi presenterà il suo piano. La sua assunzione ha suscitato non poche polemiche da parte dei partiti politici. Stefano Fassina del Pd ha dichiarato, “Confesso di non aver capito il senso di queste nomine. Comunque per fare le cose bene bisogna sapere dove si mettono le mani”.

Di tenore diverso le polemiche scatenate dal segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ha voluto ribadire la correttezza della decisione di Berlusconi di abrogare l’Ici. Alfano ha dichiarato, “Togliere l'Ici sulla prima casa è stata una scelta giusta che rivendichiamo. Lo rifaremmo domani mattina, abbiamo già ottenuto che l’Imu si paghi in tre rate. Lavoreremo perché questa tassa possa essere una tantum”.

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